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Tempo, l’ultima frontiera: questi sono i viaggi straordinari e ricchi di incredibili avventure di Birbo Bicirossa, il bimbo che mai e poi mai volle diventare grande!

gnegne[1]

Coordinate spazio-temporali: sera del 19 aprile 1828, Pisa Via Fagiuoli 11

 

Giacomino e io siamo appena tornati da una riunione dell’Accademia dei Lunatici, e seduti attorno al tavolo della cucina ci sbevazziamo un bicchiere di quello buono, poi lui mi guarda pensoso, scaracchia in un angolo, e dopo aver aperto una nuova bottiglia mi confessa:

“Ascolta Birbo, sto scrivendo una nuova lirica e gradirei un tuo parere”.

“Ah … e che sarebbe nà lirica?”

“Ebbene… in estrema sintesi è una poesia che manifesta l’animo del poeta”.

“Ah … una di quelle robe pissicologiche … uff… e come si titola sta por … poesia?”

“A Silvia”.

“Ah … Silvia … ora capisco … eh eh … e com’è? Com’è? Eh?”

“Silvia, sovvienti ancora …”.

“Fico, ma io volevo sapere com’è sta Silvia fisicamente, eh?”

“Silvia è una figura femminile idealizzata, un mero accorgimento poetico”.

“Ah … ora capisco… niente … cioè chi sarebbe in realtà sta sgallettata?”

“Ma … in effetti è ispirata ad una certa Teresa … una donna piuttosto … diciamo …”.

“Spetta che indovino … è costei donna sì prosperosa e di generosi costumi?”

“TACI BIRBO … CHE QUESTA MIA E’ VERA POESIA E NON VILE GOSSIP”.

“Vabbè … mi ci verso da bere e taccio … oh, ma solo finché c’è del vino, eh?”

“Bene, allora riprendo …

Silvia, sovvienti ancora
quel tempo della tua vita mortale…”

“Per carità… sovvienti è proprio nà ciofeca … ”.

“Dici? A me pareva adeguato, ma forse hai ragione tu… allora proviamo così …”.

“Silvia, rammenti ancora
quel tempo della tua vita mortale…”.

“Eh … però questo rammenti mi ci fa il paio con rammendi… e pare quasi che questa Silvia rammendi i tuoi calzini bucati … che tra l’altro ce n’avresti pure un gran bisogno, eh?”

“Ma quali calzini? Questa è una poesia che … come dici tu …spacca”.

“Sarà … ma te l’ho ben spiegato che io vengo dal futuro, e se te vuoi che le tue cose siano vendute bene e ci facciano pure un film… ci dovrai pure andare un po’ incontro ai gusti dei tuoi futuri lettori, eh?”

“Ma già mi hai insegnato orride barbarie quali Ok, e gossip, e vabbè e vut na ciccles … “.

“Sì, ma se poi non le dici al momento giusto … eh caro mio … è che tu sei noiosetto attorno ai bordi e ti ci vorrebbe una bella svecchiata, eh? E comunque qui l’esperto dei gusti dei giovani sono io … e quindi il tuo rammenti è del tutto Out… “.

“Come vuoi … sigh … allora correggo e ricomincio …

Silvia, rimembri ancora
quel tempo della tua vita mortale…”.

“STOP … per amore di pace diciamo che l’inizio … hic … è apposto Giacomino … ora una pausa e poi facciamo il resto… e camomillati… che col mio aiuto … hic …sta lirica ti ci diventa un bestia seller pure meglio di quell’infinito che se non era per me non lo finivi più …ah… e soprattutto…

“Soprattutto cosa?”

“Soprattutto apri n’altra bottiglia che questa è finita”.

“Vabbè … ok … e già che ce siamo vut pure na ciccles? … ma oh … a me sembra che più che per darmi dei consigli tu sia venuto a trovarmi per svuotarmi la cantina … eh?”.

“Eh… caro il mio matusa … hic … un opera immorta costa mica poco, eh? E se vuoi essere capito dai giovani del futuro devi ringraziare se ci sono io a impararti il nostro gergo, eh?”

“Sì, forse però … “.

“Giacomino Giacomino … tu detto tra noi saresti solo un poeta regionale… eh? Cioè uno che non diventerà mai veramente famoso … invece con il mio aiuto sarai ricordato come un grande uomo … vabbè, si fa per dire, eh? Comunque se vuoi combinare qualcosa di buono devi fidarti ciecamente di me, seguire i mie consigli, fare mille e mille cancellazioni e riscritture e poi… dimostrarmi la tua gratitudine con molte altre bottiglie di vino”.

“Molte?”

“Sì, molte… ma poi ne vale la pena eh? Che se parli giovane ti metteranno pure nella pubblicità del cibo per gatti … e magari con la Naomi Campabell o La Claudia Sciffer …hic … e tu che sei sempre stato uno sfigato Quasi Modo ora non mi ci sputerai mica… hic … su due gran gnoccolone come quelle due lì… eh?”

“No certo … come dici tu ogni lasciata è persa … vabbuò guagliò, t’aggio capito … no hay problema … ecco, vado bene così?”

“Bravo Giacomino … hic … vedo che a parlare giovane ormai ci riesci … hic … ora devi solo impararti anche a scrivere uguale e poi ci siamo veramente a posto, eh?”

Giacomino il Gattoleopardo