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Tempo, l’ultima frontiera: questi sono i viaggi straordinari e ricchi di incredibili avventure di Birbo Bicirossa, il bimbo che mai e poi mai volle diventare grande!

gnegne[1]

Coordinate spazio-temporali: miliardi di anni nel futuro, superficie pianeta … Terra?

Oh … come siete belli/e voi … ma siete in tre o di più? E siete fatti/e solo di colore o anche di musica?

Di entrambe e anche di serenità e di luce… E di verde e di ombra … Noi siamo tutto …

Eh eh … non rispondete tutti/e assieme o mi confondete … ops … ma come sto parlando? E anche voi … voi non state parlando proprio … state solo pensando … e io vi capisco … ma è incredibile … e poi siete tanto luminosi/e che quasi non riesco a guardarvi … ma chi siete? Ce lo avete un nome?

Io sono Magenta e tu? … Io Corallo e tu?… Io Selce e tu?…

Eh … tanto piacere … io sono Birbo, Birbo Bicirossa, eh?

Benvenuto BirboBirboBicirossaeh … Tu non sei di qui… Tu vieni dal passato…

Eh sì … perché io mi muovo nel Tempo, anche se così avanti forse non ci ero mai venuto. E anzi, che posto è questo? E che epoca è? E come avete fatto a capire che vengo dal passato?

Questo è sempre il tuo pianeta anche se molto cambiato… L’universo è Entropia… Noi sappiamo di trenta modi per viaggiare nel tempo ma il tuo ci era sconosciuto…

Eh … allora ho fatto trentuno … però scusate, ma ora ho freddo … e quel cielo nero e basso fa paura … e l’aria sa di metallo e … ma quella cosa verde lassù è mica la Luna?

Se questo ambiente ti è sgradevole cambialo… Sì BirboBirboBicirossaeh modificalo pure come vuoi… Tu puoi farlo basta che usi la tua grande Fantasia…

Eh?

Come hai fatto poco fa… Quando ci hai salvato… Immagina ciò che vuoi…

Ma … io vi avrei salvato? E come? E vuol dire che se immagino di avere più caldo … oh … ma funziona davvero… che sto già meglio … allora posso immaginare che smetta il vento o meglio ancora d’avere una qualche birra fresca da bere?

Un esperimento ha provocato una fuga di energia psichica e noi eravamo rimasti/e intrappolati/e… Tu ci hai salvato/e facendoci uscire … Niente birra per favore non sappiamo cosa sia ma l’immaginazione è energia e ogni cambiamento non necessario nella struttura di Entropia dovrà poi essere compensato da ulteriori cambiamenti …

Eh? Non capisco … io mi sono ritrovato in un posto buio e freddo che sembrava una cantina … e ho solo sperato che all’improvviso arrivasse un ascensore bene illuminato che mi portasse via … e poi è arrivato sul serio e ci sono saltato su … e allora vi ho visti/e in un angolo che sembravate bambole di stracci avvolte da ragnatele polverose … però cercavate di liberarvi … e allora pure se me la facevo addosso dalla paura vi ho chiesto se volevate che vi aspettassi … e quando siete saliti/e sull’ascensore ho guardato ai bottoni, e vedendo che in alto ce n’era uno con scritto Attico l’ho premuto… e ora siamo qui alla luce e voi siete cose bellissimi/e … e … ma ora che succede? Mi sento strano …

Stai andando BirboBirboBicirossaeh … Il tuo Tempo ti chiama … Torna a trovarci se puoi…

Io … no, voglio restare … voglio capire … sto sparendo … almeno ditemi chi siete.

Siamo gli ultimi guardiani della Terra e dell’Universo… Siamo le guide di Entropia … Siamo solo Fantasie che creano altre Fantasie…

Inutile … non riesco a restare … mi spiace ma devo andarmene …

Torna se puoi BirboBirboBicirossaeh … Tu hai un grande potere di Fantasia torna torna … Ti attenderemo in questa grande pace BirboBirboBicirossaeh …

Eh … non so se potrò tornareeeeeeeeeeeeee … io … sono scagliato all’indietro ad una velocità incredibile … ah se solo potessi bere della grappa forse potrei controllare la caduta… non ce la faccio … ho perso il senso del Tempo e dello Spazio, ma devo cercare di fermarmi in qualunque posto e in qualunque luogo … oh … forse se immagino di premere il pedale di un freno immaginario … OHHHHHHHHHHHHHH…

 

Coordinate spazio-temporali: il primo dicembre 1955 a Montgomery in Alabama

 

“…HHHHHHHHHHHH… AH … AHI CHE BOTTA … ma … ma dove sono? Aspetta … il mio senso del Tempo sta tornando e ora so dove sono … e potrei pure tornare a casa … forse … se solo non fossi così stanco. Mi ci vorrebbe qualcosa da bere … la mia fiaschetta di grappa del discount … ah … non si è rotta, meno male … glu glu … però qui è un gran freddo e dovrei trovare un posto dove riposarmi un pochino … aspetta … quella è una fermata dell’autobus … perfetto … mi confonderò tra gli altri passeggeri e schiaccerò un pisolino su di un sedile al caldo. Ehi … quel pullman rosa a fiori bianchi parte … ASPETTI AUTISTA … MI ASPETTI LA PREGO…”.

“Coraggio ragazzino, salta su qui davanti”.

“Oh … grazie signore per avermi aspettato … ho fatto una tale corsa …”.

“Niente, niente, adesso però non fare il furbo e paga il biglietto”.

“Eh? Ma io sono piccolo eh? E poi di soldi non ce ne ho mica con me, perché quando viaggio nel Tempo …”.

“Va bene va bene, in effetti sei piccolo, e come dici tu con questo tempo non posso certo lasciarti al freddo … ma i tuoi genitori lo sanno che …?”

“Sì, certo, non si preoccupi che è tutto a posto … allora vado a sedermi, e grazie eh?”

“Non ringraziare me, piuttosto ringrazia il cielo di non essere un negro, perché altrimenti …”.

“Perché dice così signore? Se ero negro che cosa succedeva?”

“Bene … prima di tutto pagavi il biglietto, poi dovevi scendere e risalire di dietro, perché il posto dei negri è in fondo, e certo non vogliamo che percorrano il corridoio tra le file riservate ai bianchi… e poi … eh eh … detto tra noi c’è un giochino che facciamo noi autisti per divertirci, sai ai negri prendiamo i soldi del biglietto e poi …”.

“E poi cosa?”

“E poi mentre il negro scende per risalire dalla porta di dietro … noi partiamo e lo lasciamo a piedi … AH AH AH …”.

“Ah … e mi ci dica, questo bel giochino voialtri lo fate spesso?”.

“Sì, ma purtroppo solo con i negri anziani e le donne incinta, perché i giovani sanno correre veloci e con loro non riesce”.

“Ah beh … lei è proprio un allegrone, eh? Che niente niente a casa sua al cuscino del letto gli ci manca pure la federa?”

“Come? Quale federa? Cosa vorresti insinuare?

“Io? Beh … no niente, è che sono molto stanco … anzi ora vado a sedere …”.

“Sì … è meglio … vai vai… e attento a non combinare dei guai che ti tengo d’occhio”.

“Chi? Io? Ma quando mai … vabbè … qui però è tutto pieno … proviamo più giù … no niente, e in fondo sono persino in piedi … oh meno male … qui a metà c’è un posto libero … scusi signora, sono un bimbo molto stanco, posso sedermi vicino a lei?”

“Come? Ma sì certo … però questa è la prima delle file riservate a noi negri …”.

“Oh … che bello potersi riposare un poco … che cosa diceva signora?”

“Dicevo che quando un bianco non trova posto i negri della prima fila devono alzarsi”.

“Ah sì? Vabbè … comunque il posto c’è per tutti e due e quindi non c’è problema … e meno male, perché devo proprio riposarmi un pochino se voglio riuscire a tornarmene a casa …”.

“Certo che sei uno strano bambino tu … ma da dove vieni?”

“Ora? Beh … se glielo dico lei non ci crederà mai e poi mai”.

“E perché non dovrei crederti? Dopotutto mi sembri un bambino educato e sincero”

“Eh eh … ma le apparenza a volte … eh eh …beh … allora le dirò che io arrivo da un posto molto lontano, dove tutto è pace e serenità, e dove ci vivono esseri molto saggi e assai meravigliosi e dai grandi poteri, e ognuno è di un colore diverso e …”.

“E ci sono anche dei negri tra loro?”

“Ma certo, uno per esempio si chiama Selce, e non è solo negro ma pure nerissimo”.

“E … in questo posto i negri non vivono segregati dai bianchi?”

“Eh? Ma no, certo che no, quelle creature sono bianche nere gialle rosse e magari pure turchine a pois, ma che importanza ha? Sono bellissime e … e anche voi non dovreste preoccuparvi tanto del colore che avete … perché arriverà il giorno in cui non avrà più nessuna importanza e … e ora io ho molto sonno … “.

“Ma sono Angeli? E anche tu … non è che sei un angelo?”.

“Chi io? Ma no … non si preoccupi signora … io sono solo un normale bambino … però ora lei deve essere coraggiosa… perché se mi vedesse scomparire non deve mica avere paura, eh? … che vorrà solo dire che ho recuperato le forze…
e sono
tornato a ca …”.

“Angeli? … sarà possibile? … bambino … bimbo svegliati… “.

“… e sono tornato a casa …”.

“Devo sapere … OH … lui è … sparito … così … sotto ai miei occhi … “

“Ragazza alzati”.

“O mio Dio … allora era davvero uno dei suoi angeli … e mi ha chiesto di essere coraggiosa …”.

“Avanti ragazza alzati, non farmelo ripetere”.

“Cosa? Chi … oh … e lei cosa vuole da me signore?”.

“Voglio che ti alzi e ci lasci il posto a sedere ragazza, non vedi che siamo bianchi?”.

“Ah … davvero? Ma lei lo sa che qualcuno mi ha appena insegnato, che se noi negri saremo coraggiosi un giorno il nostro colore non avrà più nessuna importanza?”

“COSA HAI DETTO RAGAZZA?”

“Signore lei non mi fa paura, che io anche se sono negra sono una donna onesta, e per favore non mi chiami più ragazza. Io non sono una ragazza ma una donna adulta, e mi chiamo Rosa Parks e sono una cucitrice, e dopo aver lavorato tutto il giorno ho anche molto male ai piedi: quindi mi faccia pure arrestare se vuole, ma io non mi alzerò per lasciarle il posto, e anzi giuro che non mi alzerò mai più per nessun bianco”.

“TU NON HAI IDEA DEL GUAIO IN CUI TI SEI APPENA CACCIATA … RAGAZZA”.

“We shall overcome,
We shall overcome…”

“CANTA? … MA E’ PAZZA? …  ARRESTATELA … E’ VERAMENTE IMPAZZITA … PRESTO QUALCUNO CHIAMI LA POLIZIA …”

“We shall overcomeeeeeeeee, some dayyyyyyyyyyyyyyy”.

 

 

Coordinate spazio-temporali: 29 luglio 2016 in via Indipendenza a Bologna

 

… le forze e sono tornato a casa…

oh …

ma sono davvero tornato a casa? Beh … meno male … oh … ora però è meglio che finisca il viaggio coi mezzi pubblici … che non vorrei tentare un nuovo salto e per la stanchezza andare a finire magari a casa di Marzullo … oh … ecco un autobus che va dalla parte giusta … eh … e pure questo è pieno … mannaggia, certe cose non cambiano mai … vabbè … vorrà dire che farò alzare uno dei negri che vedo laggiù in fondo … che oh … io sono sempre stato contrario alla legge sulla segregazione, ma sono anche talmente stanco che questa volta mi fa piacere che sia ancora valida … ehi tu ragazzo hipster quarantenne negro … ora alzati che ho bisogno di sedermi io … dai prendi cartella e telefonino e sgombra … beh … perché mi guardi così? Eh … e voialtri perché mi guardate TUTTI così? Ops … ehi aspettate … mica sarà successo che ho fatto qualcosa nel passato che ha cambiato questo nostro presente … DI NUOVO? ”