Coordinate spazio-temporali: una casa signorile, all’alba del 29 aprile 1777

BANG… BANG … BANG… BANG … INSOMMA C’E’ NESSUNO IN CASA?”

“Eccomi … eccomi … abbiate un poco di pazienza … oh povero me … che sfortuna la mia di dover servire in questo luogo di pazzi… eccomi … ma … e tu chi sei piccolino?”

“Orco cameriere… piccolino te lo dirà tua moglie a te, eh? Che io sono anche troppo grande visto che gli adulti appena passano i 10 anni diventano tutti fessi e antipatichi”.

“Ma bambino… che modi sono questi?”.

“Oh coso…  falla corta che io ci ho fretta di vedere il mio amico Vito e…”.

“Questo non sarà possibile, ma ti giuro che se il tuo culo ha gli occhi potrai vedere la suola delle mie scarpe!”

“Uffa … fammi passare coso, che io devo vedere il conto Vito, eh?”

“Il conto? Ma che cosa diavolo stai dicend…”

“INSOMMA COSO … VUOI ANNINCIARMI AL TUO PADRONE O NO?”

“Amedeo? Ma che succede? Cosa sono queste urla?”.

“Oh … signor conte mi scusi, ma questo orribile moccioso …”.

“Un bambino? Ma … aspetta … non dirmi che tu sei …”

“Sono Birbo … eh sì … allora ti ricordi di me, eh vecchia buccia? Oh … e questo loffo che non mi ci voleva far passare … eh … hai visto gaglio che io e Vito siamo amici?”

“Ma Birbo … sono anni che … da quando mi lasciasti in quella taverna, col conto delle tue bevute di una settimana da pagare … ormai speravo proprio di non rivederti più”.

“Eh eh … tranquillo Vito, che ti ho perdonato e siamo ancora amici … oh … poi ho grandi novità, vieni accomodiamoci in salotto, e tu servo malfetato portaci del succo buono da bere, ma che non sia poco alcolico o con troppo zucchero, che altrimenti mi rovina la digestione del gran pranzo che poi ti metterai a prepararci, eh?”

“Ma io … signore, ora me lo dite voi cosa devo fare?”

“E che vuoi fare Amedeo? Servici da bere, prepara da mangiare, fai tutto quello che il signorino vuole, e speriamo che se lo accontentiamo se ne andrà al più presto”.

“Obbedisco signore … ma le garantisco che ci sono modi molto più semplici per farlo sloggiare … come alcuni vigorosi calci in culo che io stesso potrei…”.

“Uffa … ancora qui è quello scansadoveri? Vai …vai … datti da fare coso … oh … finalmente una bella poltrona … povero me, ci voleva dopo tanto girare … oh Vito … ascoltami bene, che devo raccontartici di una cosa per davvero molto assai importantissima per tutti, eh?”.

“Birbo … io veramente oggi avrei un importante impegno … se potessimo rimandare…”.

“Rimandare? Ah, bella questa… parli proprio come la mia maestra … oh Vito … lo sai che ho scoperto i piani degli Allampanati? Ah … ecco il pinguino che porta da bere … stiamo zitti ora… che con quella faccia da pissipocatico magari è un Allampanato pure lui … no aspetta coso … non versare il vino, ma lascia la bottiglia che ci serviamo da soli… così intanto te ne vai a prenderne un’altra dozzina e smetti di tendere le orecchie per ascoltare i nostri discorsi, eh?”.

“Birbo … ma chi sarebbero questi allampanati?”.

“Uff … coso è andato … senti Vito…. siediti che ti dico tutto … aspetta che bevo … uh …forse è persino troppo secco … no, perché tu sai che a me il vino mi piace che abbia corpo e sia fruttato e …”.

“Birbo … torniamo a questi misteriosi allampanati… chi …”.

“Zitto Vito, per carità non fare nomi… quella è una setta di assassini crudeli e spietati … e se per caso ci sentissero … beh … allora povero te, eh?”

“Ma io non ne ho mai sentito parlare, come hai avuto le informazioni su di loro?”

“Come le ho avute? Beh è semplicissimo … in breve io le volli, e volli sempre, e fortissimamente le volli avere … eh … poi ti ricordi non è vero che io nuoto nel Tempo come un pesciolino? E che ti dicevo che ci ho dei nemici, che mi ci inseguono da migliaia di anni per capirmi il segreto di come faccio? Beh … quelli sono proprio loro, gli Allampanati, che di padre in figlio si passano l’ordine di mettermi del sale sulla coda… ma non solo … ora ho scoperto che hanno dei piani per conquistare il Mondo … e allora sto facendo il giro di tutti i miei amici più influenzati … e visto che tu scrivi delle cosette … per la pubblicità se ricordo bene … beh, comunque puoi raccontare tutti i fatti loro in un libro … sì, tutto quello che ho scoperto fino ad ora … che è davvero molto interessante, eh?”.

“Birbo …io non …”.

“Non preoccuparti amico mio, che assieme noi sconfiggeremo gli Allampanati, eh? Allora … prendi nota … il primo che fondò la setta fu un sacerdote egizio, che da giovane faceva uno stage di tre mesi, come assistente di terzo livello nella gerarchia dei magi teocnologici di Atlantide e … ma che fai, non lo scrivi quello che dico?”.

“Scrivere? No … non preoccuparti … tanto io ho una perfetta memoria… anzi, ora mi siedo comodo e chiudo gli occhi … e intanto tu mi racconterai tutto, se proprio t’avvedi di non poterne farne a meno”.

“Eh … speriamo bene … ma non dimenticartici nemmeno un nome o una data, che guai se ce ne scappa anche solo uno di quei pendagli da forca… ”.

“…uh? … ah sì …. certo … certo … molto interessante… direi sia vitale persino”.

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“ … e così Vito questi fetenti un poco alla volta ci si sono infilati dappertutto … capisci? … se non li fermiamo adesso, nel tuo presente, nel tuo futuro sarà troppo tardi… eh … sì … perché hanno portato via delle cose da Atlantide … libri e amuleti … sì, e anche molto oricalco … eh … così possono convincere quasi tutti … e chi non si fa comprare loro lo fanno sparire… Vito? …. Ma sei sveglio? … ah beh … ma sai che è quasi mezzogiorno? Tu non mangi? Va bè… mangio e bevo io anche per te …”.

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“ …e insomma … come ti dicevo … è così … burp … buono questo fagiano … e perciò tu dovresti … ma le patate arrosto non ci sono? … e nel futuro molti di loro saranno eletti presidenti… sia in America che nel consiglio italiano … e diventeranno dittatori … imperatori … persino arbitri di calcio e critici d’arte … capisci il pericolo che …

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“… beh …si sta facendo buio e credo d’averti detto tutto … adesso vado … hai capito cosa devi fare? … e mi raccomando, scrivi ogni cosa prima di dimenticartela, e stai attento, che ho scordato di dirti che chi sa qualcosa di loro lo ammazzano entro tre giorni al massimo … beh, tranne io che li combatto spostandomi nel Tempo e facendogli le boccacce, eh? Bene … ora bevo l’ultimo goccio dell’ultima bottiglia … ok, sono a posto, vado, che ci ho ancora una lista di gente da avvisare … arrived …”.

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“Oh …finalmente quella piccola peste è svanita … da non credersi, è già quasi sera … uh … povera la mia testa, il vino e le sciocche chiacchiere mi hanno istupidito …ebbene s’approssima l’ora del dormire, ma prima, per non scordarmene, voglio riportare sul mio diario li bizzarri eventi di oggi … dunque agguantiamo penna e inchiostro … presto che la luce velocemente se ne va scemando … diario di Vittorio Alfieri … oggi martedì 29 aprile 1777 …  Nulla che vaglia d’essere scritto!

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