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Coordinate spazio-temporali: una tranquilla domenica come tante a Nero Torrione

 

“Oh … finalmente io, lo Oscuro Signore de lo Nero Torrione, ho alcune ore da dedicare a un nuovo articolo per il mio Blog … vediamo … per cominciare ci vorrebbe almeno una buona battuta umoristica … tipo …sono andato in banca e … vediamo … sono andato in banca e ho chiesto come vanno i miei investimenti … no, forse è meglio così … la vita diventa sempre più complicata: figuratevi che ieri sono entrato in banca per chiedere come vanno i miei investimenti, e quando sono uscito mi avevano fatto sottoscrivere una polizza per l’auto… uhm … proviamo ad accorciare e limare… La mia banca è differente: ieri sono andato a chiedere come andavano i miei investimenti, e mi hanno rifilato una nuova polizza per l’auto. Ok … non male, ma forse non è ancora all’altezza del mio mitico Blog, sarà meglio che chieda a mio figlio Birbo per sapere che ne pensa, sarà in giardino immagino … ultimamente passa parecchio tempo nella capanna degli attrezzi … che ha anche riempito di molto ciarpame … ricordi preziosi dice lui … come la seconda Gioconda o le prime Tavole dei Comandamenti … devo decidermi a buttare via tutto … vabbè … apriamo la finestra e proviamo a chiamarlo… BIRBOOOO… CI SEI FIGLIOLO? VIENI QUI CHE DEVO CHIEDERTI UNA COSA… “.

“Eh? Oh … e che vuole il mio babbo? O BABBO CHE TI SERVE QUALCOSA?”

“SÌ, DOVRESTI DARMI UN TUO PARERE SU UNA BATTUTA CHE …”.

“HO CAPITO … PERO’ SCUSA MA ORA NON HO MICA TEMPO … EH?”

“Ma … ma … ma è di nuovo sparito … lo sapevo che non si può mai contare su di lui … e ora? Magari potrei chiamare Teomondo lo Scrofoloso, ma a quest’ora sarà solo un poco brillo, e quando non è del tutto sbronzo non c’è mica da fidarsi di quel che dice … ah … ma vedo il mio vicino Castruccio in giardino … ma che fa? Siamo a fine luglio e mi pota la siepe? Ah … ma allora avevo ragione a pensare che è un idiota … CASTRUCCIO LASCIA STARE LA MIA SIEPE… QUANTE VOLTE DEVO RIPETERTI CHE A ME PIACE AVERE UN GIARDINO CUPO E OMBROSO?”

“EH? MA CHE COSA DICI BILBO? PARLI CON ME?”

“GRRRRR… NON MI CHIAMARE BILBO … PER TE IO SONO L’OSCURO SIGNORE”.

“VA BENE LOSCO SIGNORE”.

“NO … HO DETTO OSCURO SIGN… oh vabbè lasciamo perdere per ora… SENTI QUANTE VOLTE TI HO GIA’ DETTO CHE NON LA DEVI POTARE LA MIA SIEPE?”

“SCUSA BILB… OSCURO … MA LA SIEPE E’ ANCHE MIA PERCHE’ SERVE DA CONFINE … E IO VOGLIO CHE IL MIO GIARDINO SIA IN ORDINE E BEN SOLEGGIATO”.

“SIAMO ALLE SOLITE… BADA CASTRUCCIO CHE IO IL MIO GIARDINO LO VOGLIO INVECE CUPO E TENEBROSO … PERCHE’ LA GENTE QUANDO LO VEDE DEVE RABBRIVIDIRE E SPAVENTARSI ASSAI DI MOLTO … HAI CAPITO ADESSO?”

“HO CAPITO OMBROSO SISSIGNORE”.

“NON IO … OMBROSO È IL GIARDINO CHE VOGLIO AVERE … vabbè … per ora lasciamo perdere, poi con calma penserò a qualcosa di veramente terribile per vendicarmi … DAMMI INVECE UN PARERE PER UNA BATTUTA CHE HO APPENA INVENTATO”.

“SONO A TUA DISPOSIZIONE OBESO SIGNORE”.

“GRRR … idiota di un Castruccio … oddio la pressione sale … devo stare calmo … calmo … calmo … calmo … ok … riproviamo … SENTI … dannato imbecille … SAI CHE …”.

“Scusa Bilbo … ma se sono qui sotto la tua finestra perché stai urlando?”.

“Eh? Ma veramente anche tu urlavi … cioè … vuoi dire che sentivi tutto?”

“Certamente … e ho sentito anche l’idiota e l’imbecille…”.

“Chi? Ah no, quei due non li conosco … ma non saranno mica quelli nuovi venuti a stare nella villetta di fianco?”

“Bilbo, o scuro, o come diavolo preferisci, se hai finito di dire sciocchezze posso continuare a tagliare la siepe?”

Eh? No aspetta … ti volevo raccontare che ieri sera io e mia moglie…”.

“Ehm … non per correggerti scuro Bilbo, ma sarebbe più corretto dire mia moglie e io”.

“Ma lo so, tu forse credevi che non lo sapessi ma lo so, però dire io e mia moglie è più in tono col mio personaggio dal carattere malvagio e negativo, anche se estremamente intelligente… e poi … cos’è che dicevo? Ah sì … ieri sera mia moglie e io abbiamo litigato e …”.

“Non è certo una novità … voglio dire, a quella santa donna tu ne fai passare tante che …”.

“CASTRUCCIO E CHE CAZZO… TI RICHIAMO ALL’ORDINE!!!”

“Ah … scusa Bilbo … continua pure …”.

“Dicevo … ieri sera mia moglie e io abbiamo litigato, e forse più del solito: perché ad un certo punto è squillato il telefono, ed era l’ISIS che rivendicava il nostro litigio”.

“Ah però … ok Bilbo, ammetto che questa è abbastanza carina: per me merita un sette”.

“COSA? Ma che vuoi dire?”

“La battuta … dicevo che merita un sette, ma forse anche un otto…”.

“MA QUALE BATTUTA … IO TI STAVO RACCONTANDO COSA E’ SUCCESSO IERI SERA A CASA NOSTRA”.

“Davvero? … io credevo … avevo capito che volevi ti commentassi una battuta …”.

“MA PRIMA PERO’ VOLEVO PARLARE UN POCO DEL PIÙ E DEL MENO… PERCHÉ SONO UN TIPO CORTESE … ALMENO IO…”.

“Ah sì? … Scusami allora … sai, io sono sempre stato scarso in matematica …”.

Grrrr … calmo, calmo, calmo, allora ti dico la battuta, eccola … La mia banca è differente: ieri sono andato a chiedere come andavano i miei investimenti, e mi hanno rifilato una nuova polizza per l’auto… allora? che te ne sembra?”

“Mah … veramente mi piaceva di più quella di prima … sai quella dell’Isis che ti telefona per rivendicare la litigat…”.

“HO CAPITO … SEI UN IDIOTA COMPLETO E SENZA SPERANZA … ADDIO!!!”

“Ma Bilbo? Voglio dire … losco signore? Macché … ha chiuso la finestra sbattendola con estrema violenza ed è andato via … questa volta mi sa che si è arrabbiato per davvero…”.

“Chi è che si è arrabbiato signor Castruccio?”

“Ah … è lei signora oscura … no mi scusi … volevo dire signora Bilba … ops … mi perdoni ma stavo parlando con mio marito … no … volevo dire con suo marito … insomma mi ha confuso riempiendomi la testa con tante di quelle chiacchiere che non ci capisco più niente …”.

“La capisco signor Castruccio, e pensi che lei ha la fortuna di vederlo raramente, io invece … ah … se sapesse…”.

“Signora, lo spiegavo proprio ora a suo marito che lei è una vera santa a sopportarlo…”.

“Eh … non creda … se le dicessi … ma ora sarà stanco di queste follie, la lascio ai suoi lavoretti in giardino, e non dubiti che gliela farò pagare io a quel farabutto di mio marito”.

“Signora mia, io sono sempre al suo servizio, e a questo proposito ha visto la nostra siepe? Ormai ho tolto tutte quelle punte che crescendo troppo ne rovinavano la simmetria, come le sembra? E’ così che la voleva anche lei, non è vero?”

“Ah sì, davvero un ottimo lavoro signor Castruccio, proprio così la volevo … perché sa, mio marito non so perché ma vorrebbe avere un giardino tetro e ombrelloso … ed io invece amo così tanto i colori caldi del sole e l’azzurro vivo del cielo…”.

“Come la capisco signora mia … come la capisco … noi due … ops … scusi signora, ma mi è parso di scorgere una ombrellosa figura celarsi dietro la tenda della finestra … e non vorrei che fosse suo marito che magari ci sta ascoltando …”.

“Non si preoccupi che ora lo metto a posto io quel lazzarone, arrivederci e ci scusi ancora … (uhm … ma saranno rimasti dei piatti del servizio buono? Spero di sì … perché non vedo l’ora di romperglieli in testa … ah … il signorino mi controlla? … ora vedrai … maledetta chiave sempre in fondo alla borsa … eccola … e lui fa finta di niente … poteva almeno aprirmi … oh ecco fatto … )”.

“Chi è che … ah … sei di nuovo tu donna… ma non dovevi tornare per mezzogiorno?”

“Appunto, e ora infatti sono quasi le dodici e dieci”.

“Cosa? Già così tardi? Accidenti … tutta colpa di quell’idiota agreste che mi ha fatto perdere tempo con le sue insulse chiacchiere … e così non sono riuscito a combinare niente e …”.

“NIENTE? Vuoi dire che non hai nemmeno preparato il sugo e messo sul fuoco l’acqua per la pasta? E poi CHI SAREBBE QUESTO ORESTE?”

“L’acqua per cosa? Ma non ti avevo avvisato che avevo delle cose da fare? … e allora l’acqua non potevi farla bollire tu prima di uscire? E poi … ORESTE? E CHI SAREBBE QUESTO ORESTE?”.

“Far bollire l’acqua prima di uscire? MA TI RENDI CONTO DI QUELLO CHE DICI? E PERSINO MI RIMPROVERI L’ INNOCENTE AMICIZIA CON ORESTE? AH … LA TUA ASSURDA GELOSIA MI FARA’ IMPAZZIRE … DOVE SONO I PIATTI?”

“QUALI PIATTI? E POI NON PREOCCUPARTI D’IMPAZZIRE … CHE E’ TROPPO TARDI”.

“QUESTI PIATTI … CRASH … CRASH … CRASCH … E NON E’ MAI TROPPO TARDI”.

“NO TI PREGO … non gli ultimi piatti che ci regalò la mia cara zia Evelina … ”.

“E’ vero sono gli ultimi … CRASH … CRASH … CRASH … MA POI RESTANO ANCORA I BICCHIERI”.

“Ah … accomodati pure, quelli da acqua sono nel mobiletto accanto al lavello”.

“No … credo che comincerò con quelli da vino invece…”.

“Donna ascoltami … IO ORA ASSOLUTAMENTE TI PROIBISCO …”.

Drinnnn… drinnnn … drinnnn … drinnnn … drinnnn …

“MARITO RISPONDI AL TELEFONO”.

Drinnnn… drinnnn …

“MOGLIE PERCHÉ DEVO FARLO IO?”

Drinnnn… drinnnn …

“PERCHÉ IO HO DEI BICCHIERI IN MANO… CRASH … CRASH … CRASH … O MEGLIO … CRASH …LI AVEVO”.

Drinnnn… drinnnn …

“MALEDIZIONE… SÌ? PRONTO CHI È CHE MI SCOCCIA E PROPRIO ORA? Come dice? PARLI PIÙ FORTE CHE QUI C’È UN POCO DI CASINO … sì … quella che sente urlare è una matta … ora non le illustro la drammatica situazione perché faremmo notte ma se è un uomo comprenderà … ma poi chi ha detto che è lei? Ah … si ora ho capito … va bene … la ringrazio e la saluto… e mi saluti anche le sue signore… sì … altrettanto e grazie a lei!”

“Allora? … CRASH … CRASH … CRASH … chi era al telefono?”

“Ma niente… è sempre lo stesso coglione dell’Isis che ci chiama per rivendicare la nostra litigata … ma … EHI FERMA … QUELLA BOTTIGLIA E’ ANCORA QUASI PIENA … “.

CRASHHH … .”

“ODDIO IL MIO ADORATO BRUNELLO … BESTIA ASSASSINAAAAAAAA…”.

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And so on …

gnegne[1]

 

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