Brevi di Birbo

Le storie del mio babbo

Dal diario di Bilbo Baggiano Baggins, gentiluomo ed alchimista, e ora anche viaggiatore nel Tempo.

Da quando ho vinto a poker una macchina del tempo non mi resta un minuto libero.

Linea temporale zero. Sono in partenza per la mia prima missione nel passato, in cui verificherò l’efficienza della mia nuova tempo-mobile tornando indietro nel tempo, per impedire il massacro indiscriminato di poveri uccelli dodo, perpetrato da brutali marinai olandesi. Dunque… coordinate spazio: oceano Indiano, a est del Madagascar, gruppo di isole poste a 11 gradi di latitudine sud. Mauritius. Uhm… bene, e ora le coordinate tempo… proviamo con l’anno 1598. Come tutti sanno la razza del dodo al momento è ridotta a poche decine d’esemplari, e sembra condannata all’estinzione, ma se avrò successo il presente cambierà. Io solo sarò riparato dagli effetti del cambio temporale, e tornando a questi giorni troverò un mondo che considererà normale che i dodo si contino ancora a migliaia, come una volta. Arrivederci quindi. Per il bene della scienza io vado.

 

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Eccomi di ritorno. Allora? Ci sono riuscito?

 


 

Da quando ho vinto a poker una macchina del tempo non mi resta un minuto libero.

 

Linea temporale zero; sono in partenza per una delle mie missioni nel tempo. Come riportato nei libri di storia, il Monte Vesuvio nell’anno 62 dopo Cristo è destinato ad esplodere. Una pioggia di cenere e lapilli arriverà sino a Pompei, e diverse centinaia delle ventimila persone che la abitano moriranno soffocate da gas velenosi. Io però ho un piano per salvare tutta quella povera gente. E’ molto semplice; il magma incandescente ed il gas si sono accumulati per millecinquecento anni all’interno del vulcano, e nel 62 troveranno un cunicolo che servirà come via di sbocco per scaricarsi all’aperto in modo così distruttivo. Ma io dispongo di un certo quantitativo d’antimateria, che spontaneamente si genera nei tubi magnetici della mia macchina temporale. Con le dovute precauzioni la piazzerò in quel cunicolo, e la tremenda esplosione che ne risulterà chiuderà per sempre la valvola di sfogo. In questo modo la pressione del vulcano continuerà ad accumularsi all’interno della Terra per chissà quanti anni ancora, sino a quando troverà forse una via d’uscita in una zona disabitata, dove non vi saranno vittime umane. Un piano perfetto quindi. Cinque febbraio anno 62, sono in arrivo.

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Eccomi di ritorno. Esplosione avvenuta, ho sostato sul luogo per diversi giorni, e ho controllato i danni nella zona a sud di Napoli, che sono stati attribuiti ad un forte terremoto. Purtroppo a Pompei sono crollati i tetti di tante case, ma almeno non vi sono state le trecentottanta vittime previste in origine. Finalmente ci sono riuscito. Con il mio genio ho dimostrato che è possibile cambiare la storia a vantaggio di tutto il genere umano!

 


 

 

Da quando ho vinto a poker una macchina del tempo non mi resta un minuto libero.

 

Linea temporale zero; sono in partenza per cambiare la storia e impedire una tremenda catastrofe, che sarebbe destinata ad accadere nell’aprile del 1911. Un furioso incendio che provocherebbe la morte d’ottanta operai, e la totale distruzione dei grandi cantieri navali Harland e Wolff, in Belfast.

 

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Eccomi di ritorno, missione compiuta. Sono riuscito a dare l’allarme in tempo e l’incendio è stato spento con facilità. Sono assai soddisfatto, perchè non solo ho salvato la vita ad ottanta uomini, ma ho anche evitato la perdita di beni di valore inestimabile. Come il gigantesco Titanic, la lussuosissima nave di proprietà della White Star Line, che si trovava nei cantieri quasi completata, e che grazie al mio intervento non è rimasta distrutta, e il dieci aprile del 1912 potrà regolarmente partire da Southampton, per il suo trionfale viaggio inaugurale sino al porto di New York! Ancora una volta ho dimostrato che è possibile cambiare i più tragici avvenimenti del passato, per creare un presente ed un futuro migliori!

 


 

Da quando ho vinto a poker una macchina del tempo non mi resta un minuto libero.

 

Linea temporale zero; sono in partenza per la Vienna degli anni 1907–1908, in cui ho individuato un importante punto nodale temporale, alterando il quale riuscirò a cambiare in meglio la linea d’eventi che ha portato al nostro presente. Altrimenti, con la complicità della crisi mondiale che arriverà nel 1929, quel pazzo austriaco avrà via libera per devastare mezza Europa, con le sue orrende creazioni d’economicissimo ma squallido cemento armato. Se avrò successo voi non ve ne accorgerete, ma tutto sarà diverso, e molti orrori architettonici che deturpano la bellezza di tante, altrimenti belle città Europee, non saranno mai stati perpetrati.

 

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Eccomi di ritorno, missione compiuta. Sono riuscito a rendere innocuo quel ridicolo ometto dai baffetti a spazzola, col solo espediente d’impedirgli di frequentare la scuola d’architettura. Ora il ragazzo potrebbe dedicarsi alla pittura, ma visto che anche per quella non ha nessun reale talento, prevedo che sceglierà il rifugio degli incapaci ed entrerà in politica, anche se col suo buffo aspetto, ed il caratterino isterico che si ritrova, penso proprio che nessuno lo prenderà mai sul serio. Ad ogni modo io ho trionfato, e con la mia sagacia ho nuovamente cambiato il passato, per creare un presente ed un futuro migliori per tutti noi!

 


 

Da quando ho vinto a poker una macchina del tempo non mi resta un minuto libero.

 

Da tempo m’adopero per alterare certi eventi del passato, sperando di cambiare in meglio il mondo d’oggi. Devo però ammettere che spesso i miei nobili sforzi non hanno avuto precisamente l’esito sperato, quando addirittura non si sia determinato un deciso peggioramento della situazione iniziale. Sono quindi arrivato alla conclusione che i miei interventi dovranno essere più raffinati e meno semplicistici, e dovrò imparare ad usare la psicologia come fosse un affilato bisturi, da usare per curare l’anima oscura di quel patetico animale che si è rivelato l’uomo. Linea temporale zero; sono in partenza per una piccola isola della Polinesia del tredicesimo secolo. Ho saputo che laggiù i felici nativi possedevano un perfetto sistema sociale, e vivevano le loro vite in serenità ed amicizia. Pare fossero anche molto ospitali, così cercherò di vivere con loro per qualche tempo, e forse comprenderò con quali artifizi sociologici siano riusciti a realizzare il loro piccolo paradiso terrestre.

 

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Sono tornato tra voi per una breve visita. Laggiù sono trascorsi tre mesi, in cui mi sono divertito moltissimo, perché nonostante il mistero della mia improvvisa comparsa tra loro, i polinesiani mi hanno subito preso a benvolere e si sono rivelati estremamente amichevoli. Ora passo le mie felici giornate a raccogliere frutta, e a nuotare e pescare e scherzare con loro, e alla sera torno alla mia capanna e mangio e bevo, e poi amo le due belle figlie del capo del villaggio, che sono venute a vivere con me e ridono sempre di tutto. In effetti, mi trovo talmente bene tra loro che non sarei neppure tornato in questo vostro tempo e luogo, se non avessi un fastidioso raffreddore; un piccolo inconveniente che laggiù non s’era mai visto, e per cui mi serve una scatola d’aspirine ed una buona scorta di fazzoletti. Dal miserabile mondo moderno non voglio nulla d’altro. Addio! Vi lascio alle vostre meschine e tristi beghe, e ritorno al mio felice ed incontaminato angolo del Pacifico.

 

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Catastrofe! Al mio arrivo nel tredicesimo secolo, dopo appena una settimana di tempo locale da cui mancavo dall’isola, ho trovato le mie due mogli morte, e i cadaveri di tutti gli amici sparsi insepolti per il villaggio. Non un anima viva era rimasta ad accogliermi, ed io non ne capisco la ragione. Possibile che in mia assenza siano venuti a contatto con qualche misteriosa malattia sconosciuta, che in così breve tempo li abbia sterminati tutti quanti? Ero così felice tra di loro. Povero me. Quanto sono sfortunato!

 


 

Da quando ho vinto a poker una macchina del tempo non mi resta un minuto libero.

 

Da tempo tento d’alterare il passato, per cambiare in meglio il mondo d’oggi. A volte però i miei nobili sforzi sembrano solo peggiorare la situazione, quindi ho deciso di consultare un gran saggio degli antichi tempi, con la speranza che mi possa spiegare in cosa sto sbagliando. Egli è Ermete Trismegisto, e la sua figura è avvolta nel più fitto mistero. C’è il dubbio che non sia mai esistito, ma molti sostengono però che sia stato uno degli ingegneri d’Atlantide, e che poi diresse la costruzione delle Piramidi d’Egitto. L’unica cosa certa è che dispone di grandi poteri e d’incredibile saggezza, ed è il primo e il più grande dei più nobili alchimisti scientifici. Egli certo saprà darmi dei saggi consigli che mi siano d’aiuto. Linea temporale zero; la missione potrebbe richiedere molto tempo, e per precauzione ho stipato sulla macchina del tempo grosse scorte d’acqua, e scatolette di cibo, e vasi di vetro di pesche sciroppate, che io adoro. Sono in partenza per le pianure di Moab dell’anno 1512 prima di Cristo, dove secondo alcuni antichi trattati alchemici, dovrei riuscire ad incontrare colui che cerco. Auguratemi buona fortuna, poiché il futuro dell’intera umanità può dipendere dal buon esito della mia missione.

 

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Sciagura! Ho accuratamente esplorato quelle lande desolate e selvagge, con una serie di spostamenti a cerchi spazio-temporali sempre più ampi, e a tutti coloro che incontravo facevo il nome del grande Ermete Trismegisto, ma è stato del tutto inutile e ho dovuto darmi per vinto. Quei semplici pastori s’ammutolivano terrorizzati al solo apparire della mia macchina temporale, e ancora di più erano stupefatti quando notavano i miei attrezzi del futuro, e persino la scorta di pesche sciroppate. A nulla sono valsi i tentativi di ficcargli in testa un poco di buon senso; ho dovuto rinunciare. L’unica cosa buona che nel frattempo ho fatto, è stata d’indicare la strada per la città di Gerico, ad una folla di pacifica gente che da molti anni vagava persa nel deserto. Quanto tempo sprecato mio Dio. Vorrei proprio capire come sia nata la stupida leggenda, di un essere straordinario che vagava per quelle terre. Io ho cercato per ogni dove, ma col cavolo che l’ho trovato quel dannato bischero!

 


 

Da quando ho vinto a poker una macchina del tempo non mi resta un minuto libero.

 

Linea temporale zero. A volte rimpiango la mia precedente tempo-mobile, dal funzionamento talmente semplice che chiunque potrebbe costruirsela ed usarla. Questa nuova è invece di una tecnologia esasperata, e spesso soggetta a piccoli guasti, che per di più sono difficilmente riparabili, poiché i manuali originari del motore sono consultabili solo telepaticamente, ed io confesso che per la telepatia sono sempre stato negato. Durante l’ultima missione nel passato ho dovuto procedere per un’infinità di micro-spostamenti, che a quanto pare hanno messo a dura prova il circuito di ritenzione, che controlla l’accumularsi d’antimateria nei tubi magnetici. Naturalmente avrei potuto farla revisionare da un T.T (tecnico temporale) ma a parte che avrei dovuto aspettarlo per dei secoli, volete mettere la soddisfazione d’aver fatto tutto con le mie mani? Ora non mi resta che fare un piccolo collaudo finale, e poi la tempo-mobile dovrebbe essere a posto per percorrere almeno altri centomila anni spazio-temporali. Uhm… con l’antimateria non si scherza, e quindi per prudenza devo scegliere un posto e luogo del passato che sia isolato e del tutto deserto. Una foresta della Siberia dovrebbe andare benissimo. Ecco, presso il bacino del fiume Podkamennaja, alle ore 7: 14 del 30 giugno 1908. Parametri impostati. Perfetto, sarà una toccata e fuga di un paio di minuti, giusto il tempo per verificare l’efficienza delle riparazioni, e sarò subito di ritorno al mio presente. Eccomi Tunguska, sono in arrivo.

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Vuoi venire alla battaglia d’Orcomeno?

Tutti mi credono allegro e pacioccone, ma io in realtà sono malvagio. Una volta ero buono, ma poi la vita e vari accadimenti mi hanno trasformato, e ora sono molto cattivo. Forse non mi credi? Ma tu sai distinguere tra bene e male, e buono e cattivo? Ti metto subito alla prova: immagina che io in cantina abbia assemblato una macchina del tempo alimentata ad energia psichica, e che assieme partiamo per un viaggio nel passato, in cui assisteremo ad una battaglia di cui il buon Tolkien non ha mai parlato nei suoi libri. Attento ora: siamo apparsi su di una piccola altura nei dintorni delle paludi d’Orcomeno. Vedi quei due eserciti che si fronteggiano? Uno è piccolo, ma guidato da un tirannico e tenace condottiero, e formato da mercenari esperti e crudeli. Sono invasori venuti a mettere a ferro e fuoco il paese, e al loro passaggio stuprano e uccidono spietatamente, radendo completamente al suolo ogni città o villaggio che tenti di contrastarli. L’altro esercito è parecchio più numeroso, ma è male armato, e molti dei soldati sono contadini e bottegai del posto, accorsi solo per difendere le loro famiglie dallo spietato invasore, e che quindi hanno ben poca esperienza della guerra. Cercheranno di fare del loro meglio, ma il destino è in bilico sul filo della lama di un coltello, e nonostante la superiorità numerica, tutti loro, e il coraggioso re che li guida, potrebbero lo stesso essere sconfitti, e scannati come un gregge di pecore. Ora io ti domando: quale esercito è buono, e quale cattivo? Da che parte si trova insomma il male? Ecco, ora il tempo è fermo, in attesa, e io pongo tra le tue mani una futuristica arma ad ultrasoni. Se non farai nulla sarà il cieco caso a decretare il vincitore, e avverrà un tale orribile massacro che le paludi d’Orcomeno saranno arrossate di sangue. Se invece azionerai la tua arma ad ultrasuoni in direzione di uno dei due eserciti, i cavalli s’imbizzarriranno, e fuggiranno disarcionando i loro cavalieri. Questa confusione sarà sufficiente per concedere ai loro nemici una facile vittoria, quasi senza vittime da parte loro. Attento però a non sbagliare, perché si tratta di un momento cruciale della nostra storia, e la tua decisione potrebbe radicalmente cambiare il mondo in cui oggi tutti viviamo. Tu a questo punto forse dirai che non sai assolutamente nulla della battaglia d’Orcomeno. Io sbufferò spazientito, e minaccerò d’abbandonarti laggiù se non scegli in fretta, ma tu ti scuserai, dicendo che a scuola l’unica materia che studiavi erano le ragazze, e io allora simpatizzerò col tuo caso, e ti concederò più tempo per raccogliere informazioni e farti un opinione in proposito. Ora hai infine deciso se vuoi intervenire, e nel caso quale esercito è buono, e merita il tuo aiuto per vincere? Fai attenzione e scegli saggiamente, perché tutta la storia futura dipende da te. Dunque che cosa vuoi fare .. ?

 


 

Le non favole del mio babbo

Una sera che ero nel mio caldo lettino già pronto a dormire, al posto di raccontarmi una delle solite fiabe, il mio babbo mi confidò che dopo poco tempo che la aveva sposata si era litigato con la mamma, ed era anche riuscito a dimostrare in modo sicuro che aveva ragione lui. Però disse che poi farsi perdonare gli costò talmente tanto, che da allora con la mamma ha preferito avere sempre torto. Eh … altro che contare favole, meno male che c’è il mio babbo, che queste sono le cose davvero utili da sapere nella vita.

Una sera che ero nel mio caldo lettino già pronto a dormire, al posto di raccontarmi una delle solite fiabe, il mio babbo mi confidò che una volta lui e la mamma avevano deciso che lui era grasso e doveva dimagrire; e non solo, coi soldi risparmiati sul cibo del babbo avevano anche stabilito che si sarebbe comprato una bella pelliccia per la mamma. Però il mio babbo è tosto, ed era stato talmente duro e inflessibile nella trattativa, da riuscire a imporre che la nuova pelliccia di mamma fosse solo ecologica. Eh … altro che contare favole, meno male che c’è il mio babbo, che queste sono le cose davvero utili da sapere nella vita.

Una sera che ero nel mio caldo lettino già pronto a dormire, al posto di raccontarmi una delle solite fiabe, il mio babbo mi confidò che aveva sposato la mamma solo perché una zingara gli aveva detto che loro due erano le due parti di una stessa mela. Però non l’avrebbe mai fatto se avesse saputo prima che la mela era bacata, e che spesso la mia mamma gli avrebbe rinfacciato d’essere il verme. Eh … altro che contare favole, meno male che c’è il mio babbo, che queste sono le cose davvero utili da sapere nella vita.

Una sera che ero nel mio caldo lettino già pronto a dormire, al posto di raccontarmi una delle solite fiabe, il mio babbo mi confidò che quando faceva il mio stesso anno alle elementari stava con una ragazzina che si chiamava Grazia, ma poi l’aveva lasciata perché era diventata tanto appiccicosa che la Grazia si era trasformata in Ergastolo. Eh … altro che contare favole, meno male che c’è il mio babbo, che queste sono le cose davvero utili da sapere nella vita.

Una sera che ero nel mio caldo lettino già pronto a dormire, al posto di raccontarmi una delle solite fiabe, il mio babbo mi confidò che le mogli degli altri papà quando le cose andavano male tornavano a casa dalla loro mamma, invece la mia mamma era più furba, ed aveva invitato la nonna a stare con noi. Ah … e poi il babbo sospirò e aggiunse che mi consigliava di non sposare mai una donna furba, perché sono le peggiori di tutte. Eh … altro che contare favole, meno male che c’è il mio babbo, che queste sono le cose davvero utili da sapere nella vita.

Una sera che ero nel mio caldo lettino già pronto a dormire, al posto di raccontarmi una delle solite fiabe, il mio babbo mi confidò che davanti alla B e alla P c’è sempre la M e mai la N. Quindi si dice “cara baMbina”, e non baNbina, e le si deve dire” ecco venti euro, fammi un poMpino”, e non un poNpino. Eh … altro che contare favole, meno male che c’è il mio babbo, che queste sono le cose davvero utili da sapere nella vita.

Una sera che ero nel mio caldo lettino già pronto a dormire, al posto di raccontarmi una delle solite fiabe, il mio babbo mi confidò che ci vuole l’accento su Già, Ciò, Può, Più, e Giù, però non ci vuole su due dei nipotini di Paperino, perché su Qui e su Qua l’accento non ci va, e a dire il vero neppure ci vuole su Quo, ma di lui non si deve mai parlare, perché pare che il suo uovo sia stato fertilizzato dalla parte sbagliata delle lenzuola. Eh … altro che contare favole, meno male che c’è il mio babbo, che queste sono le cose davvero utili da sapere nella vita.

Una sera che ero nel mio caldo lettino già pronto a dormire, al posto di raccontarmi una delle solite fiabe, il mio babbo mi confidò che il plurale di spiaggia è spiagge, e non spiagge, e che quando ci andiamo la mamma, come tutte le altre stramaledette donne, non mette mai i suoi vestiti in due sole valigie come aveva promesso, ma in tante assai valige che in macchina si fa fatica a metterle. Eh … altro che contare favole, meno male che c’è il mio babbo, che queste sono le cose davvero utili da sapere nella vita.

Una sera che ero nel mio caldo lettino già pronto a dormire, al posto di raccontarmi una delle solite fiabe, il mio babbo mi confidò che l’unico modo per salvare l’Italia sarebbe stato di fare la rivoluzione un giovedì, ma però dicendo a tutti gli stupidi che era per il sabato dopo. Capito quindi? Tutti in piazza per sabato prossimo, che si farà la rivoluzione. Eh … altro che contare favole, meno male che c’è il mio babbo, che queste sono le cose davvero utili da sapere nella vita.

Una sera che ero nel mio caldo lettino già pronto a dormire, al posto di raccontarmi una delle solite fiabe, il mio babbo mi confidò che il mezzo più sicuro per rimorchiare le ragazze è il carro attrezzi perché … ha un grosso gancio. Eh … altro che contare favole, meno male che c’è il mio babbo, che queste sono le cose davvero utili da sapere nella vita.

Una sera che ero nel mio caldo lettino già pronto a dormire, al posto di raccontarmi una delle solite fiabe, il mio babbo mi confidò che è facile scrivendo distinguere il fiume Po dal po’ inteso come poco. Perché basta pensare che la donna dopo tanti sforzi a volte è un po’ bagnata, mentre il Po è bagnato sempre. Eh … altro che contare favole, meno male che c’è il mio babbo, che queste sono le cose davvero utili da sapere nella vita.

 


 

Insolita rapina.

Un gioielliere appena derubato, entra in una stazione di polizia per fare la denuncia.

“E’ stata una rapina incredibile comandante, un camion si è fermato davanti al mio negozio, e n’è uscito un elefante, il bestione ha rotto la mia vetrina con una zampa, poi con la proboscide ha  succhiato tutti i gioielli, ed infine si è arrampicato nuovamente dentro il camion, che immediatamente è ripartito”.

Il commissario, molto stupito dallo strano racconto, chiede maggiori dettagli:

“Potrebbe dirmi, se era un elefante indiano o uno africano?”

“Non saprei, qual è la differenza?”

“L’elefante africano ha le orecchie grandi, quelle dell’indiano invece sono più piccole”.

“Ma io non ho visto le orecchie”.

“E come mai?”

“Perché quel bastardo si era messo una calza sul volto”.

 


La mitica storiella del vitellino vagabondo

C’era un piccolo vitellino tutto bianco e con solo una macchiolina nera sul muso, che con le sue corte zampette correva a perdifiato per monti e valli, inseguendo belle farfalle e strane nuvole. E correndo e correndo arrivò in cima ad un colle, e vi si fermò un attimo per riposare, ma guardando in basso vide una vacca tutta bianca, con solo una macchiolina nera sul muso, che placidamente brucava l’erba più grassa; così il piccolino, assai eccitato, si mise a correre per raggiungerla, e corse, corse, corse, corse tanto, che infine arrivò di fronte a lei, e allora il vitellino ansando le disse:

“Ciao mammina, sono Tonnato!”


Diritti inalienabili            

Ma voi sapete perché nei tribunali degli Stati Uniti le giurie sono composte da dodici persone, e non da undici o tredici?
Perché ogni americano ha il diritto di…

essere giudicato dai suoi pari!

 


 

Cane in farmacia

Un giorno che il mio babbo e io eravamo in fila in farmacia entrò una signora con un cagnolino, e lo teneva con un lungo guinzaglio. Il cane era giovane e curioso, e cominciò ad esplorare il posto infilandosi tra le gambe dei clienti in attesa, e con la corda del guinzaglio si creò un certo trambusto, fino a quando il mio babbo disse alla donna che il suo cane in farmacia non poteva entrare, e doveva lasciarlo fuori. La padrona del cane allora s’arrabbiò col mio babbo, e gli urlò che il suo cagnetto era buonissimo e non disturbava nessun altro, e quindi in farmacia ci poteva stare, a dispetto di chi come mio padre evidentemente odiava i cani. Allora mio padre mi sorprese dando ragione alla signora, e gentilmente le disse che si era sbagliato e il cane era buono e poteva restare.
Quella che disturbava e doveva aspettare fuori era la sua cattiva padrona!


Tema: commenta il detto “gli amici si vedono nel momento del bisogno”.

Svolgimento di Birbo Bicirossa

Ieri sono andato al parco. Avevo il pallone nuovo e cercavo qualche amico con cui giocare. C’era Gianni, ma stava cagando dietro ad un cespuglio. Ho visto anche Enzo, ma era sotto un pioppo e anche lui stava cagando. Dopo ho trovato Luca che cagava tra le margherite, e infine ho sorpreso anche la mia maestra di scuola, mentre cagava in mezzo all’edera. Insomma, nessuno ha voluto giocare con me, perché erano tutti impegnati a fare gli stronzi.

Birbo

 

Birbo, devo darti ZERO! Non hai assolutamente capito cosa è il momento del bisogno, tu sei veramente molto ignorante.

La maestra.

 

Cara maestra, io sono certo molto ignorante, ma l’edera velenosa la conosco, e non ci cagherei mai in mezzo come ha fatto lei.

Birbo

 


 

 

Battuta infantile?

Sapete come si chiama la mamma della moglie di un facocero?
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La facosuocera!
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E sapete come si chiama la mamma della moglie di un cane?
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Con un fischio!
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Ah ah ah ah!

 


Birbo a casa e squola

“Birbo, perché mangi il gelato invece di studiare geometria?”
“Ma mamma, io sto studiando il cono!”

“Birbo, qual è l’imperfetto di disegnare?”
“Scarabocchiare, signora maestra!”

“Birbo, oggi parliamo della Divina Commedia, cosa sai dei gironi?”
“Quello di andata o quello di ritorno?”

“Birbo, perché invece di parlare col tuo compagno non cerchi di imparare l’aritmetica?”
“Ma signora maestra, noi stavamo appunto parlando del più e del meno!”

“Birbo, sai a cosa serve l’albero maestro della nave?”
“Ad annoiare i marinai, signora maestra!”

“Birbo, non voglio che giochi a pallone, devi stare in casa e studiare l’inglese”.
“Ma mamma, l’inglese s’impara giocando. Football, corner, offside, goal”.

“Birbo, cosa ci fai sul mio albero di pere?”
“Le ci faccio un favore signore, che una pera era caduta e io cerco di riattaccarla”.

“Birbo, com’è andata oggi a scuola?”
“Oh babbo, a tavola è meglio che parliamo di cose allegre!”

“Birbo, com’è andato il tuo compito in classe?”
“Male mamma. Avevo il torcicollo e non ho potuto copiare”.

“Birbo, sei forte in geografia?”
“Sì mamma. Alzo il mappamondo anche con una mano sola!”

“Birbo, su cosa ti sei preparato per l’interrogazione d’oggi?”
“Sul divano del salotto, signora maestra!”

“Birbo perché saluti la sveglia?”
“Perché la maestra mi ha ordinato di rispettare l’orario!”

Tema in classe d’italiano: “La voce della natura”.
Svolgimento di Birbo: Chicchirichì, muuh, cip cip, miao, bau bau, pio pio.

“Birbo che cosa hai avuto oggi nell’ultima ora di scuola?”
“Fame mamma! Tanta fame.”

“Birbo cosa avevi oggi nella prima ora di scuola?”
“Sonno mamma! Tanto sonno.”

“Birbo, come va la scuola?”
“A tempo di valzer: un- due- tre, un- due- tre!”

“Birbo dimmi il nome di un celebre scopritore!”
“Lei signora maestra, perché mi scopre sempre quando non faccio i compiti!”

“Birbo che cattive maniere hai. Ma a scuola non t’insegnano l’educazione?”
“Ci mancherebbe anche questa, con tutte le materie del cazzo che abbiamo già da studiare!”

“Birbo, sai come si trova il volume del cono?”
“Certo signora maestra, si moltiplica la base del cioccolato per l’altezza della crema!”

“Birbo, sai perché non si devono gettare le bottiglie vuote dal finestrino del treno in corsa?”
“Perché si perdono i soldi del vuoto signora maestra!”

“Birbo, sai dirmi da dove discende l’uomo?”
“Dalle scale, signora maestra!”

“Birbo, sai dirmi da dove viene il caffè?”
“Dalla caffettiera, signora maestra!”

“Birbo, se dico – pioveva – che tempo è?”
“Tempo da cani signora maestra!”

“Birbo, sai cosa ha fatto la regina Vittoria il giorno in cui è salita al trono?”
“Ci si è seduta sopra signora maestra!”

“Birbo sai a cosa serve l’indice nei libri?”
“A voltare le pagine signora maestra!”

“Birbo, sai chi era Pascoli?”
“Era il poeta preferito dalle mucche signora maestra!”

“Birbo, sai quale parola italiana contiene il maggior numero di lettere?”
“La posta signora maestra!”

“Birbo come mai le tabelline non ti restano in testa?”
“Si vede che hanno paura del vuoto signora maestra!”

“Birbo cosa viene nell’alfabeto dopo la A?”
“Altre venti stupide lettere, signora maestra!”

“Birbo cosa hai regalato al tuo babbo per la festa del papà?”
“Un buon libro di matematica signora maestra, così non sbaglierà più i miei compiti!”

“Birbo, sai dirmi il futuro del verbo –sculacciare-?”
“Credo sia – io me la darò a gambe-  signora maestra!”

“Birbo, sai dirmi la differenza tra un lago ed un mare?”
“Sì signora maestra, l’acqua del mare sa di piscia!”

“Birbo, dové l’uovo di pasqua che hai detto che ti ha regalato la maestra?”
“Eh mamma, lo trovi disegnato sul quaderno sotto al mio compito!”

“Birbo, è vero che ti è piaciuta la trombetta che ti ho regalato a Natale?”
“Sì nonno. Pensa che il babbo mi ci dà un euro ogni volta che non la suono!”

“Birbo, se stai male resta a casa da scuola e prendi lo sciroppo!”
“No mamma, è talmente cattivo che se lo prendo mi ammalo davvero!”

“Birbo ti piace la pesca subacquea?”
“No signora maestra, preferisco quella sciroppata!”

“Birbo, ho scritto sulla lavagna – ci sento caldo – tu cosa leveresti?”
“La giacca, signora maestra!”

“Birbo sai perché Venezia affonda?”
“Perché ci sono i Piombi signora maestra!”

“Birbo, come sono andati gli esami?”
“Gli esami sono andati babbo, sono io che resto in terza!”

“Birbo, abbiamo detto che il tetto è sostenuto dalla trave, e l’architrave cosa sostiene?”
“L’architetto, signora maestra!”

“Birbo, sai cos’è l’industria estrattiva?”
“Quella del lotto signora maestra!”

“Birbo, gli animali che si nutrono solo d’erba sono detti erbivori, invece cosa mangiano i rapaci?”
“Mangiano solo rape, signora maestra!”

“Birbo come speri che sia la scuola del futuro?”
“Chiusa, signora maestra!”

“Tema: Come avete passato le vacanze”.
Svolgimento di Birbo: “Bene grazie. E lei signora maestra?”

“Tema: Sono passati i pompieri”.
Svolgimento di Birbo: “Beati loro, che la mia maestra mi ha già detto che io non passo mica!”

“Tema: Parlate del bue”.
Svolgimento di Birbo: “Il bue è una mucca che non sa fare il latte.
E allora per punizione gli ci fanno tirare l’aratro!”

“Birbo, sai dirmi cosa fecero gli antichi romani quando videro arrivare l’esercito catarginese con gli elefanti al seguito?”
“Sì signora maestra, dissero: Evviva, è arrivato il circo!”

“Birbo, sai dirmi dove ha preso l’idea della ruota l’uomo preistorico?”
“Eh signora maestra, gli sarà caduta una moneta e l’avrà vista rotolare!”

“Birbo, sai dirmi come accendeva il fuoco l’uomo preistorico?”
“Battendo un  pezzo di selce contro un accendino,signora maestra!”

“Birbo, sai dirmi perché l’uomo primitivo cominciò ad allevare bestiame?”
“Per avere il diritto alle quote latte e ai contributi europei, signora maestra!”

“Birbo, sai dirmi quali popolazioni iniziarono per prime a seminare cereali?”
“Forse che sono stati i semiti signora maestra?”

“Birbo, sai dirmi come vivevano gli antichi egiziani?”
“Vivevano di profilo signora maestra!”

“Birbo, sai dirmi chi per primo usò i cereali per fare la birra?”
“E’ stato forse il signor Tuborg signora maestra?”

“Birbo, sai dirmi perché gli ittiti andavano per mare?”
“Perché mangiavano tanto pesce, signora maestra!”

“Birbo, sai dirmi per quale motivo tanti popoli fecero dei megaliti?”
“Per scaricare il nervoso con una bella scazzottata signora maestra!”

“Birbo, sai dirmi quale antico popolo usava la scrittura cuneiforme?”
“I cuneiformi, signora maestra!”

“Birbo, sai dirmi come hanno fatto gli antichi romani a creare un impero?”
“Eh signora maestra, è che essendo antichi non dovevano perdere tempo a studiare questo cazzo di storia!”

“Birbo, sai perché hanno messo una fiaccola in mano alla statua della libertà?”
“Perché gli americani non hanno capito, che le istruzioni di montaggio dei francesi specificavano di mettergliela nel culo!”

“Dimmi Birbo, cosa disse Gesù alla folla che voleva lapidare l’adultera?”
“Gli disse di metterci una pietra sopra signora maestra!”

“Dimmi Birbo, sai chi disse “panem et circenses”?
“Il fornaio di Moira Orfei signora maestra!”

“Dimmi Birbo, quali animali non hanno i denti canini?”
“I gattini signora maestra!”

“Dimmi Birbo, cosa dissero i francesi al boia di Parigi che stava per ghigliottinare la regina Maria Antonietta?
Dissero: “facciamola corta”!

“Dimmi Birbo, cosa disse l’esule principe Carlo Secondo, quando dopo incredibili ed alterne vicende gli venne offerto il trono che era stato di suo padre?
Disse: “Mi sento rintronato”!

“Avanti Birbo, fammi un esempio di comunicazione di massa”.
“E = Mc2 signora maestra”.

“Dimmi Birbo, l’ape si posa di fiore in fiore per impollinarli, e le mosche?”
“Le mosche allora impollinano gli stronzi signora maestra!”

“Birbo, che vitamine devo darti per tuo padre? A, B, C, oppure D?”.
“Non importa signor farmacista. Tanto ha rotto gli occhiali e non riesce a leggere!”

“Basta Birbo! Sono stanca di vederti saltare a quel modo!”
“Ma mamma, se sono io che salto come fai a stancarti tu?”

“Dimmi Birbo, come si traduce I don’t know?”
“Non lo so, signora maestra”.
“Allora sei un asino, bocciato”!

“Oggi interroghiamo … vediamo … ah, ecco, interroghiamo Birbo.
Allora Birbo, sai dirmi i nomi degli ultimi sette presidenti del consiglio?”
“Vediamo … dovrebbero essere … Brontolo D’Alema, Cucciolo Amato, Dotto Prodi, Mammolo Berlusconi, Eolo Monti, Pisolo Letta, e l’ultimo è Gongolo Renzi!”

“Dimmi Birbo, hai fatto i compiti a casa?”
“Certo signora maestra, ma purtroppo me li ha mangiati il cane!”

“Oggi sei arrivato a scuola in ritardo Birbo, che scusa hai?”
“Eh signora maestra, è che il cane mi ha mangiato anche la sveglia!”

“Dimmi Birbo, Cristoforo Colombo tornando dall’America ci ha portato le patate, il tabacco, e poi cos’altro”?
“La coca-cola signora maestra!”

“Scusi signor giardiniere, che albero è quello laggiù in fondo al parco, lontano?”
“Quello è l’ontano”.
“Ah. Anche lei ci avrebbe bisogno degli occhiali, eh?”

“Dimmi Birbo, cosa disse ai suoi uomini il Barbarossa mentre andava alle crociate?”
“Disse: aiuto, sto annegan .. blub .. blub..!”

“Dimmi Birbo, dove vive la foca monaca?”
“Questa la so, vive nei dintorni di Monza!”

“Eh mamma, proprio oggi che ho il compito in classe mi sembra che mi stia per venire il morbillo. Che peccato non poter andare a scuola”.
“Non fa nulla Birbo, mettiti questa camicia a pallini rossi e nessuno s’accorgerà delle macchie!”

“Allora Birbo, sai dirmi quanto fa dieci meno cinque?”
“Le nove e cinquantacinque signora maestra!”

“Dimmi Birbo, in che periodo l’uomo cominciò a camminare eretto?”
“Verso le sette del mattino di un lunedì di lavoro signora maestra!”

“Dimmi Birbo, essendo l’ottone una lega, da cosa è composta?”
“Da due quattroni signora maestra!”

“Bada Birbo che qualunque professione tu voglia scegliere da grande,
lo studio è indispensabile. Per esempio, tu cosa vorresti diventare?”
“Un analfabeta zotico e ignorante signora minestra! ”

Ho saputo che alcuni di voi tengono un blog, anche a me piacerebbe averne uno, ma non sono sicuro di saperne abbastanza. Per esempio, cosa dovrei dargli da mangiare?

Io sono un bambino talmente buono che … la gente cattiva l’ammazzerei tutta!

“Bagnino, com’è il mare oggi?”
“Salato come ieri!”

“Scusi contadino, ma perché questa razza di pesche sa solo d’acqua?”

“Guardi che è normale. Quella è una pesca subacquea!”

“Cameriere, ma perché mi ha portato una scala?”
“Eh, ma non è lei che ha chiesto un caffè molto lungo?”

Sarà vero che il leone è fiero, ma pure lui deve ammettere
che nessun animale cammina a testa alta come la giraffa!

Il mio babbo ha un auto tanto vecchia, che per spegnere il motore
deve soffiare sulle candele!

Passare sotto ad una scala non porta sfortuna.
Almeno non tanto quanto passare tra un cane ed un albero!

Can che abbaia, e abbaia, e abbaia, e abbaia, e abbaia, e abbaia,
e abbaia, e abbaia, e abbaia, e abbaia, e abbaia, non demorde!

Alla mucca non far sapere quant’è buono il foraggio con le pere!

 


 

Tutto quello che ci ho imparato oggi a squola

 

Le montagne di oggi una volta erano pianure, poi hanno avuto un’erezione.

I quattro punti cardinali sono la destra, la sinistra, il fondo e la cima.

I fiumi colano sempre nel senso dell’acqua.

Il quadrato è un rettangolo che ha un angolo diritto in tutti i bordi, contrariamente al cerchio che ha un angolo diritto su un solo bordo.

Un quadrato è un rettangolo un poco corto.

Lo zero ci permette di contare fino ad uno.

Tutti i numeri sono divisibili per zero.

Una linea diritta diventa rettilinea quando non gira mai.

Una bussola si utilizza per misurare gli angoli di un cerchio.

Una radice quadrata è una radice i cui quattro angoli sono uguali

I vecchi cinesi usavano le palle per contare.

L’acqua è potabile quando si muore non bevendola.

L’alcool permette di rendere potabile l’acqua.

Una tonnellata pesa almeno 1000 kg, se è pesante anche di più.

Quando due atomi s’incontrano si fissano, ed allora fanno una bomba

Quando le bombe atomiche sono pacifiche servono a fare elettricità.

La datazione al carbonio 14 permette di capire se qualcuno è morto in guerra, e anche quale guerra era.

Nel cinema muto gli attori non parlavano, ma scrivevano quello che volevano dire in fondo alla pellicola.

Se aggiungiamo ad un litro d’acqua a 20 gradi un altro litro d’acqua a 20 gradi, otteniamo un litro d’acqua a 40 gradi!

Una lingua morta è una lingua parlata soltanto dai morti.

La grammatica è molto complicata, ma se state attenti io posso impararvela.

La lettura permette all’uomo di diventare miope.

I latini istruiti parlavano solo con un vecchio greco.

La lettura è fatta per quelli che non desiderano scrivere.

Il formato del libro tascabile è stato inventato da Gutemberg.

La guerra dei cento anni è durata dal 1914 al 1945.

Prima dell’invenzione della ghigliottina, i condannati a morte morivano su una sedia elettrica.

Il 14 luglio è la festa in cui i francesi presero la pastiglia.

Il sole è una stella, di giorno è molto calda.

Napoleone primo era molto grasso, infatti nelle fotografie si nasconde sempre la pancia con le mani.

La sigla S.O.S è un acronimo delle parole inglesi -subito occorre soccorso-.

Ogni 25 aprile il presidente decora i genitori del milite ignoto.

Gallina che non canta è finita in brodo!

Gli abitanti di Gela si chiamano o gelati o geloni!

Sotto la mola il grano s’immola.
Sopra la mola il grano è semola!


 

Piccoli indovinelli-elli

Più piace e più se ne butta.
La pasta.

Si acquista ma non è in vendita.
L’esperienza.

Si fa per non averla.
La barba.

Non si taglia stando fermi.
Il traguardo.

Incomincia piano e finisce forte.
Il pianoforte.

Non si prende mai con una mano sola.
Il coraggio.

E’ sempre messa alla porta.
La serratura.

Si fanno coi piedi.
Le orme.

Chi le usa le tocca solo quando non le usa.
Lenti a contatto.

Si può rompere senza toccarlo.
Il silenzio.

Più si osserva e meno ci colpisce.
La legge.

Anche se stanno bene vanno curati.
Gli interessi.

Anche se si alza non si vede.
La voce.

Viene messo con le spalle al muro.
Il quadro.

Beve ma non mangia.
La spugna.

Quando si perde è inutile cercarlo.
Il treno.

E’ più riposante quando è molto pesante.
Il sonno.

Si prende ad occhi chiusi.
Il sonno.

Vanno a ruba.
I ladri.

I primi l’hanno grande e i secondi piccola.
Le lancette dell’orologio.

Meno clienti vedono e più ci guadagnano.
Gli oculisti.

Solo il capo può averlo.
Il mal di testa.

Per arrivare prima deve essere spedito.
Il passo.

Stando fermi non si copre.
La distanza.

Rimane vuoto anche se cerchi di riempirlo.
L’imbuto.

Quando ci si unisce si divide.
La torta nuziale.

Una accanto all’altra fanno gola.
Le montagne.

Si butta proprio quando serve.
L’ancora.

Anche se buonissima si scarta lo stesso.
La caramella.

Si osserva senza parlare.
Il silenzio.

Più è caldo e più è fresco.
Il pane.

Luogo dove si sente il silenzio.
Caserma.

Lavora sotto pressione.
Pentola a pressione.

Ne parlano i matematici.
Del più e del meno.

Lavora solo se la si segue.
La guida.

E’ sempre fuori esercizio.
L’insegna.

Se lo cerchi è fuori mano.
Il guanto.

Si ripete all’infinito.
Il verbo.

Per lavoro riceve molte testate.
L’edicolante.

Urla per le testate.
Lo strillone.

Avanza solo se lo picchiano in testa.
Il chiodo.

Più se ne perde e più se ne ha.
Il sonno.

La sua vita è appesa ad un filo.
Il ragno.

Non sta né in cielo né in terra.
La vocale “u”.

Un libro che non finisce con la parola fine.
Il vocabolario.

Anche se del tutto piena non trabocca mai,
La luna.

Risparmia ai ladri delle lunghe ricerche.
La cassaforte.

Quel che si deve fare per avere le mani morbide e belle.
Niente.

Se si trova spesso non si vede niente.
Un nebbione.

Lo fa il gallo appena si sveglia.
Apre gli occhi.

Quando sono corte sono alte.
Le basette.

Tocca i fili anche se c’è corrente.
Il suonatore di chitarra elettrica.

Stando in gabbia ti mette al fresco.
Il ventilatore.

Dove la fine viene prima dell’inizio.
Il dizionario.

Finisce con una zuppa.
Dizionario di cucina.

Un pesce che si compra pagandolo a rate.
L’o .. rata!

Si bevono anche con la bocca chiusa.
Le frottole.

Segna chi segna.
L’arbitro.

Il suo lavoro è in sospeso.
Il trapezista.

Lui si alza e noi ci sediamo, lui si abbassa e noi ci alziamo.
Il sipario.

Cade e finisce in acqua.
La neve.

Si vede solo girandolo.
Il mondo.

E’ meglio che non lasci il letto.
Fiume.

Ha dei seri problemi.
Libro di matematica.

Ne vede di cotte e di crude.
La pentola.

E’ molto impressionabile.
La pellicola fotografica.

E’ una vera testa calda.
Fiammifero.

E’ sempre in giro.
Il compasso.

Bada a tutte le piccolezze.
Microscopio.

In quale città i tori non possono entrare?
Torino.

Perché i tori americani sono i più puliti?
Perché laggiù ci sono i procioni lavatori.

Dove si fanno curare i tori?
Nei sanatori.

Chi compra i tori?
I compratori.

Chi regala i tori?
I donatori.

Chi vende i tori?
I venditori.

Dove nascono i tori?
Nei generatori.

Come escono i tori dai generatori?
Li fanno uscire i cacciatori.

Dove entrano poi i tori?
Negli accumulatori.

Chi porta i tori negli accumulatori?
I Guidatori.

I tori più furbi?
I Genitori.

I tori laureati?
I Dottori.

I tori filosofi?
I Pensatori.

Chi fa fare la ginnastica ai tori?
I Camminatori.

Chi ama particolarmente i tori?
I Montatori.

Chi accosta in motorino i tori?
Gli scippatori.

Chi fa paura ai tori?
I Rapinatori.

Chi terrorizza i tori?
I Mangiatori.

Chi infastidisce i tori?
Gli scocciatori.

Chi fu il primo ad inventare la ruota?
Il pavone!

Cos’è che non cade mai a terra?
L’ancora della nave!

Perché le iniezioni è meglio farle di giorno?
Perché di notte si vedono le stelle!

Chi si muove solo in punta di piedi?
Le unghie!

Qual è la colazione del bagnino?
Uova affogate!

Perché lo scozzese chiede lo sconto quando compra un uovo?
Perché ha riportato il vuoto!

Quale lingua si usa in Venezuela?
Quella che si ha in bocca!

Chi è quel tipo che, non importa se grasso o magro,
ma più mangia e meglio è?
Il giocatore di Dama!

Qual è il pasto più riposante da mangiare?
Il panino imbottito!

Perché il neutrino corre più veloce della luce?
Per non pagare la bolletta!

Dov’è che un primo non è composto da sessanta secondi?
Al ristorante!

Perché i maiali mettono il disco orario?
Perché così possono porcheggiare in strada per un ora!

Perché al canguro non piace viaggiare in aereo?
Perché ha paura che gli smarriscano la borsa!

Perché le rane nuotano nello stagno?
Perché non nuotano nell’oro!

Perché alcune carrozze dei treni sono infestate da piccoli e fastidiosi animaletti?
Perché sono nuove di zecca!

In campagna dove si trovano le più belle cipolle?
Sotto ai salici piangenti!

Chi ha inventato il triciclo?
Uno a cui mancava una rotella!

Chi ha le ruote ma non i freni?
I pavoni.

Dove abita il portiere della Roma?
Fuori porta!

Qual è il volo in cui l’aereo parte ed arriva in orario,
e le valigie non si perdono?
Un volo pindarico!

Perché Pavarotti non giocava mai a biliardo?
Per non prendere una stecca!

Qual è il colmo per un autocisterna che trasporta vino?
Rimanere imbottigliata nel traffico!

Se l’elefante barrisce, il cavallo nitrisce, e il leone ruggisce,
cosa fa l’orso?
S’incazza come una belva perché con tutto quel frastuono non riesce a dormire!

 

 

 

 

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