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Tempo, ultima frontiera: questi sono i viaggi straordinari e ricchi d’incredibili avventure del Birbo Bicirossa, il bimbo che mai e poi mai obbligherete a diventare grande e perciò fesso, eh?

 

Coordinate spazio-temporali: domenica 31 dicembre 2017 ore 7.30 a casa mia

 

Terza parte

 

 

“…Uffa che avventura… questa volta avevo paura di non riuscire a salvarmi … perché sono a secco e se non bevo alcolici non riesco a controllare gli spostamenti nel Tempo… però… vedo che sono tornato a casa… ma quando… sarà qui? ”

“Oh eccoti qui Birbo… meno male che ti sei alzato…”

“Ciao mamma … ci stai preparando la colazione? E il babbo dov’è? Ancora a letto?”

“… il caffè è pronto … vieni qui … bacetto … smack … no, tuo padre si è chiuso in camera sua, e fino a quando sarà di questo umore è meglio non disturbarlo”.

“Ah … quindi è nero?”.

“Naturalmente no…”

“Meno male, io pensavo …”.

“… tu sei troppo piccolo per bere il caffè nero …”.

“… ma non il caffè … io ti chiedevo se il babbo …”.

“… ma no, già è troppo nervoso, figuriamoci se poi bevesse caffè…”

“… io chiedevo se è nero …”.

“… ma no, il caffè nero lo farebbe diventare ancora più scorbutico e …”

“… ma … oh vabbè … allora posso avere del cognac con il mio latte?”

“… assolutamente no … non lo sai che il cognac fa molto male ai bambini?”

“Allora posso avere del latte con il mio cognac?”

“Ma certo … il latte fa molto bene a tutti i bambini… ecco … te lo verso”.

“Sì … ma poco latte che nel bicchiere ci deve stare anche il cognac … ma … a proposito… lui dov’è?”

“Dov’è? Ma te l’ho pur detto che il tuo babbo si è chiuso in camera sua.”

“No mamma… io chiedevo dov’è il cognac, che mica l’hai messo, eh?”

“Il cognac non c’è, però puoi chiederlo a tuo padre visto che è lui che doveva fare la spesa…”

“Ma … ci sarà qualcosa di alcolico in casa… no?”

“… ma è tornato a casa tutto affannato e senza metà della roba…”.

“Beh … io … allora io andrei a bere la colazione al bar… ”.

“… e questo è niente … sai che cosa ha avuto il coraggio di dirmi stamattina?”

“… eh? no … veramente io …”.

“Mi ha chiesto delle verdure bollite per pranzo…”.

“… beh … non vedo cosa ci sia di male, basta che non siano broccoli o cipolle …”.

“… ma ti rendi conto? Oggi è l’ultimo dell’anno e lui pretenderebbe che io passassi la giornata sfacchinando in cucina.”

“… ah già … è l’ultimo dell’anno … allora come al solito voi due andrete a cena fuori e per me ordino qualche pizza e della birra?”

“Certamente… No! Nelle sue condizioni tuo padre non può andare al ristorante.”

“Addirittura? Allora fai le verdure solo per lui e l’arrosto con le patate per noi?”

“No, mi spiace ma sono troppo arrabbiata … io vado a casa della mamma…”.

“Ah … buono il pranzo della nonna … meno male che …”.

“…mentre tu invece …”.

“… io invece … cosa?”

“… resti col babbo…”.

“… ma … ma … io …”.

“… così lo tieni d’occhio…”

“… ma non … io non …”

“… così fai in modo che non faccia pazzie …”

“… ma per pranzo cosa mangiamo? …”

“… ordina la pizza per pranzo…”.

“… ma tu stasera torni, vero? Che dobbiamo fare il cenone e …”

“… fossi matta… vorrà dire che tanto per cambiare per cena ordinerai una pizza …”

“… ma sempre pizza? e perché non posso invece venire pure io dalla nonna? …”

“… perché tu sei l’unico che riesce a far ragionare quel matto, quindi ciao…”.

“… ma … ma …mamma …”

“… dunque … chiavi … borsetta … ma dove avrà nascosto la carta di credito? …ah eccola … a proposito Birbo, avvisa il babbo che l’ho presa … va bene, sono pronta, vieni qui bambino mio … un bacetto … smack … ora vado…”.

“… ma sono le otto del mattino… dove vai a quest’ora?”

“… visto che il tuo babbo mi ha dato la carta di credito penso che farò qualche spesetta …anzi salutamelo e ringrazialo, e digli che cercherò di spendere poco … ah … digli anche che ci vediamo domani … forse … bye bye …”

“…ma … ma … ma … ma possibile che ogni volta che qui due si litigano finisce sempre che ci rimetto io? … oh insomma … ormai ho quasi otto anni e mi sono stufato di queste storie… anzi chi me lo fa fare di restare qui? Ora piglio e me ne vado a una festa nell’antica Roma o a Costantinopoli … che lì sì che sapevano come divertirsi e …ops … mi sembra di sentire il babbo che urla il mio nome… ehm … forse è meglio che faccio finta di niente? … ma no, continua a urlare … magari ha davvero bisogno di qualcosa … sigh… vabbè … però cinque minuti al massimo, e poi vado, eh? … siiii babbo … arrivo … uffa … eccomi eccomi … volevi qualcosa babbo?”

 

 

Fine della terza parte

Time Trap