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Tempo, ultima frontiera: questi sono i viaggi straordinari e ricchi d’incredibili avventure del Birbo Bicirossa, il bimbo che mai e poi mai obbligherete a diventare grande e perciò fesso, eh?

 

 

Coordinate spazio-temporali: domenica 31 dicembre 2017 ore 8.15 a casa mia

 

 

Seconda parte

 

 

“… arrivo babbo … eccomi sono qui… che per caso che mi hai chiamato?”

“Sì figliolo, entra che devo spiegarti una cosa molto importante …”.

“Eh … che anch’io devo dirti qualcosa … perché la mamma è andata via e ha preso la tua …”.

“… io sono un immigrato negro arrivato in Italia su di un barcone”.

“… eh? ma non si dice negro… e poi come fai ad essere un migrato col bancone se i nonni erano di Bologna, e pure i bisnonni e i trisnonni e … e poi volevo dirti che la mamma è andata via e anch’io …”.

“Sì, ho capito, va bene figliolo, ora però devo spiegarti quali sono le tue radici, quindi per oggi ti dispenso dall’andare a scuola… e no, non ringraziarmi …”.

“…uffa babbo, ma dobbiamo fare giardinaggio? … e poi oggi è pure festa e sono in vacanza dalla squola”

“… non preoccuparti figliolo, anche se oggi non vai a scuola imparerai lo stesso molte cose: sappi che io sono negro, e anche se tua madre è bianca tu sei…”.

“Oddio … ma non sarò mica un juventino … eh?”

“… sei negro anche tu”.

“Ah… meno male … ma poi perché continui a dire che sei nero? Che tra l’altro siamo pure in inverno e l’abbronzatura è solo un pallido ricordo…”

“Figliolo, sappi che un giorno guardavo un programma culturale in TV e …”.

“Quello con Piero l’Angela?”

“No, questo era un programma a quiz di quelli TA- TA- TATA- TATATATÀ…”

“Ah beh … allora era una cosa assai culoculturale… eh?”

“… e spiegavano che tutti noi veniamo dall’Africa, che è la vera culla dell’uomo”.

“Beh … sì… ma … oh … questa è una roba di più o meno centomila anni fa, eh?”

“Centomila anni o dieci minuti è lo stesso, il fatto è che la nostra stirpe proviene dall’Africa, e visto che siamo venuti camminando avremo anche attraversato molti grandi fiumi… e poichè per attraversarli si usava qualche tipo di barca, ne consegue che siamo scesi da un barcone. Sei d’accordo su questo?”

“Beeeeeee … in un certo senso … però…”

“Non pecoreggiare figliolo, questi sono fatti incontrovertibili, e dimostrano che anche se la nostra pelle in apparenza è bianca, in realtà noi due siamo negri…”.

“E vabbè … però non ho mica capito cosa c’entra con…”

“Basta temporeggiare figliolo”.

“Va bene, ma ce l’abbiamo l’ombrello?”

“Ora prendi calamaio e penna d’oca e scrivi quanto vado a dettare…”

“Ma babbo … non potrei usare il computer piuttosto?”.

“… non mi seccare Birbo, l’importante è che tu mi faccia diecimila copie in bella calligrafia … dunque … addì … e qui metti la data …”.

“… dieci migliaia? oh … ma quante cartucce di stampante ci vorranno?”

“… ci vorrà quel che ci vorrà, tu intanto scrivi … Appello per lo Ius Soli…”

“Oddio è proprio matto … e ora mi toccherà pure assecondarlo…”.

“… hai tutto scritto o mio piccolo amanuense?”

“…apelle Bobby Solo … ho scritto, però…”.

“ … a eletti e elettori, a re e santi, e imperatori e parlamentari e senatori, senza scordare i cantanti … hai scritto?”

“… dare i contanti… senti babbo, io…”

“Scrivi … voi che siete schiavi …”.

“… che cosa?”

“… ho detto s-c-h-i-a-v-i …”

“Ma boh … vorrà dire schivi …”.

“… schiavi a ottemperare della giusta volontà popolare …”

“… voluttà popò…”

“… dimenticavo, aggiungi la punteggiatura a tuo giudizio…”

“… cavo … a tuo giudissio …”

“… scritto?”

“… itto…”.

“… bene, dicevo, o schiavi della giusta volontà popolare, sappiate che di recente, nella mia qualità di consumatore mi aggiravo anonimo tra la folla, acciocché potessi a buon prezzo acquistare de le merci e servizi che in cotal frangente mi abbisognavano … hai scritto figliolo?”

“…eh? no … scusa babbo ma non ci ho capito niente e …”.

“Ho capito sei un ignorante, pazienza, allora parlerò in volgare e in un secondo tempo tradurremo l’editto nell’ aulico politichese che si usa in questi casi … allora ci sei? …”.

“… remo dritto … aula poscia … nasi … C6 … ”.

“… schiavi, vi informo che l’altro giorno stavo uscendo da un supermercato in cui avevo fatto alcune compere…

“… ompere … e scusa babbo, di grappa e di cognac ne hai mica preso?”

“… silenzio … e comunque era tutto troppo caro… dicevo… quando con mia sorpresa un individuo malvestito e impertinente ha teso la mano chiedendomi 50 centesimi …”.

“… entesimi … sì, ma la grappa …”.

“… favellando in un italiano stentato mi ha confidato d’ essere un profugo climatico … e tra parentesi figliolo, cosa cazzo sarebbe un profugo climatico?

“… (matico … osito …fugo … tico) …”.

“…allora non mi rispondi? Tu che vai a scuola non lo sai cos’è un profugo climatico?”

“… ispondi … ah ma parlavi con me? Beh … ma il proffugo climatico è uno che non scappa mica dal suo paese per la guerra, ma lo fa perché il clima sta cambiando e il dessert gli avanza, e l’agricultura non riesce a sostenetare …”.

“…grazie Birbo ho capito, ma ora continua a scrivere …”.

… izie, irbo, contigua a scurrile…”.

“… dicevo”.

“… icevo”.

“… il fortuito incontro con questo cosiddetto profugo, in realtà mio fratello di colore, mi ha aperto gli occhi, facendomi capire che la mancata approvazione dello Ius Soli sarebbe di grave nocumento a noi stranieri nati in Italia…”.

“… mento nei forzieri a balia…”.

“… oltre che essendo, come voi ben sapete una grande battaglia di civiltà…”.

“… glande vaglia di viltà…”.

“… ma anche agli italiani tutti, avendo loro troppi pochi bambini…”

“… gli italiani essendo tappi burini”.

“… mentre le donne di noi stranieri hanno in media 2,32 figli…”

“… le donnole strane figliano in media duecentotrentadue volte…”.

“… e quindi approvatelo perché questo pretende da voi la popolazione”.

“… e pretendiamo la colazione …

“… e inoltre…”.

“… uffa però”.

“Perché hai detto ‘uffa’ figliolo? Non mi dirai che sei già stanco di scrivere?

“Eh? No babbo, figurati… anzi … ma è che … ehm … è finita la carta dentro il … il sarchiapone… già… proprio così…”.

“Cosa sarebbe il … sarchiapone?”

“… ma è quella cosa che … per farti capire… quella che mette in riga le lettere di piombo e poi le passa sull’inchiostro e le stampa sulla carta di stracci… eh … insomma se vuoi mille copie devo andare dallo straccivendolo a prendere altri fogli …”.

“… ma quali mille? Per sensibilizzare l’opinione pubblica ne serviranno almeno dieci volte tanto…”

“…a maggior ragione babbo … allora io vado, eh?… anche se senza aver bevuto … vabbè, comunque qualunque posto e Tempo saranno sempre meglio di questi, eh?”

“… ma che dici? Aspetta Birbo, dove credi di and…”

 

SHA-ZAM

 

“Maledizione…quel birbante è sparito di nuovo… e io ODIO quando fa così…”

 

 

 

Fine della seconda parte

Time Trap