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Coordinate spazio-temporali: nell’estate dell’anno 1592, sull’isola di Hven e nella sala da fumo della fortezza di Uranienborg.

“Eh zio Psyco, sono proprio contento di trovarti bene, eh? Ma di vino non me ne offri?”

“Birbo … quante volte devo ripeterti che mi chiamo Tyco? Tyco Brahe?”

“Eh … va beh … allora se non c’è altro io andrei …”.

“Aspetta … non ricordi cosa mi promettesti quando mi lasciasti il laido Nano?”

“Eh? Quale nano? Io non so niente di nani… ma quanto ne hai già bevuto zio?”

“Grrrrrr … stavo parlando di quell’elfo che mi lasciasti… e che avevi promesso di tornare a prendere al più presto”.

“Ah … l’elfo … ma certo … e ne sarai soddisfatto penso …”.

“Lo odio con tutta l’anima… perciò portalo via, te ne prego”.

“Ma … guarda che è uno degli aiutanti di Bab … ehm San Nicola”.

“Non me ne frega niente, è pettegolo, impiccione, maligno, invidioso e …”.

“Ella Peppa … in un cosino così piccolo ci sta così tanta roba? E dimmi, l’oca dalle uova d’oro e la renna volante, quelle almeno ti stanno bene?”

“La renna in realtà è un alce, e mi ci sono anche affezionato … invece l’oca …”.

“Eh zio birichino … chissà quanto oro ci avrai guadagnato …”.

“… essendo un maschio non poteva certo deporre uova … tantomeno d’oro … perciò l’ho mangiata… ed era un poco dura ma abbastanza saporita”.

“Ah bè… peccato … che il segreto dell’oro era nelle sue piume … e se solo tu ne avesti tenuta qualcuna …”.

“Uhmpf … non ci credo affatto … ehm … perché stai scherzando vero?”

“Eh insomma … bè, pazienza … “.

“Ma … è uno scherzo? Io sono alchimista e se per davvero…”

“Beh … lasciamo stare … tanto ormai … allora posso anche andare …”.

“Aspetta Birbo … il problema che ti dicevo … puoi aiutarmi?”

“Ah sì … ma non credo… senti … tu davvero vuoi che te ne sbarazzi?”

“Ma certo … proprio così… lo puoi fare?”

“Eh … forse … ma ce l’hai un robusto barile di birra giù nelle cantine?”

“Un barile? Certo che ce l’ho, con tutte le feste che diamo… ma cosa te ne fai?”

“Oh … devo prenderlo per risolvere il tuo problema … ma se poi non vuoi …”.

“Aspetta … d’accordo, prendilo pure … e anzi, ti serve altro?”

“No, devi solo giurarmi che non metterai il naso fuori da qui finché non ti ci chiamo io”.

“Non capisco … ma ancora per questa volta cercherò di fidarmi … che Dio mi perdoni … e m’aiuti in quest’ora di grande pericolo”.

“Eh eh … ma dai zio Psyco, tranquillo che adesso ci penso a tutto io, eh? … Ora vado … ma bada, se fai il ficcanaso io me ne lavo le mani e allora…”.

“No, lo giuro sul mio onore, fai quello che devi e io non uscirò da qui”.

“Ok … allora vado … tranquillo zio … eh?”.

“Mah … fa presto lui a dirlo … ma conoscendolo … ma aspetta … questo rumore … sembra un barile che rotola … su per le scale? E questo rumore … sembrano passi molto pesanti …”

“Rulla il barile rulla il barile … rotola rotola rotola … rulla il barile rulla il barile … rotola rotola rotola …… rulla il barile rulla il barile … rotola rotola rotola ”.

“Questo è Birbo che canta … mio Dio … che voce sgradevole … ma che starà facendo?”

“Rulla il barile rulla il barile … rotola rotola rotola … oh ora basta spingere … ne spillo un poco per te e un poco per me … beviamo compare … ah … e ora dentro il tappo e torniamo giù …rulla il barile rulla il barile … … rotola rotola rotola ……rulla il barile rulla il barile …”.

“Ha detto un poco per me e per te? Ma … allora è col nano? Ma è forse così che vuole liberarmene?”

“E ancora scendiamo giù amico, ma cerca di trattenerlo eh? Dai… rulla il barile rulla il barile … rotola rotola rotola … e adesso facciamo una nuova pausa … bevi anche tu amico mio…”.

“Sì, di certo sta facendo ubriacare il nano… ma perché?”

“Rulla il barile rulla il barile … rotola rotola rotola … rulla il barile rulla il barile … rotola rotola rotola …… rulla il barile rulla il barile … rotola rotola rotola”.

“Forse quando sarà del tutto sbronzo lo spingerà giù per le scale …”.

“Rulla il barile rulla il barile … rotola rotola rotola … ancora una pausa amico mio … bevi bevi che ce lo siamo davvero meritato…”.

“… o magari lascerà che il barile lo schiacci …”.

“Rulla il barile rulla il barile … rotola rotola rotola … rulla il barile rulla il barile … rotola rotola rotola …… rulla il barile rulla il barile … rotola rotola rotola”.

“… però che brutta fine per quel povero nano …”.

“Rulla il barile rulla il barile … rotola rotola rotola … hic … ancora una pausa birra amico mio … hic …”.

“… certo, lo odiavo per le brutte figure che mi faceva fare con le mogli degli amici …”.

“Rulla il barile rulla il barile … rotola rotola rotola … rulla il barile rulla il barile … rotola rotola rotola …rulla il barile rulla il barile … rotola rotola rotola …”.

“… e imbrogliava gli ospiti facendogli credere di saper leggere la mano…”.

“Rulla … hic … il barile rulla il barile … rotola … hic …rotola … hic … ancora una pausa birra … hic …”.

“… e in primavera ha anche messo incinta tre delle cameriere, però …”.

“… rulla … hic … il barile rulla il barile … rotola … hic … rulla il barile rulla”.

“ … in fondo non volevo che finisse così … forse dovrei intervenire …”.

“Rulla … hic … il barile rulla … rotola … hic …rotol … hic … dai amico … hic … birra…”.

“… ma ho promesso a quel pestifero moccioso di non uscire … eppure …”.

“Rulla … hic … il baril… hic …rolla il bari … rotola … hic … rulla …”.

“… sento che sta per accadere qualcosa di terribile … oh … ma che?”

“ … NO … ATTENTOOOOOO … tump… tump …TUMP…!”

“… e ora … questo odioso silenzio … che cosa … oh … la porta si apre … Birbo, finalmente, dimmi … ma che hai? Sei così bianco … che è successo?”

“Eh … hic …quello che si doveva fare è stato fatto … “.

“Birbo … io non volevo che …”.

“Troppo tardi …hic … il corpo è laggiù ai piedi delle scale … hic …se non è già morto … hic … allora ci bisognerà abbreviare le … hic … sofferenze …”.

“Ma com’è successo?”.

“Eh … troppa poca birra ha … hic …bevuto … e sulle scale strette e buie … hic … perso ha l’equo libro ed è caduto…”.

“Oh … povero il mio nanetto … forse non avrei dovuto chiederti di …”.

“… hic … nanetto? … quale .. hic …nanetto?”

“Ma sì, quello che tu chiamavi elfo, povero Jeppe … fammelo vedere, forse si può ancora fare qualcosa per lui … ah eccolo laggiù … ma … quello NON è Jeppe … quella è… l’alce …”.

“Eh? Ma scusa tu avevi … hic … detto che ti ci volevi sbarazzare … hic …della renna, o no?”

“BIRBO, QUELL’ALCE CORREVA PIU’ VELOCE DI UN CAVALLO … E AVEVO SCOMMESSO CON UN AMICO CHE … PORCA MISERIA, TI AVEVO DETTO CHE E’ IL NANO QUELLO CHE NON SOPPORTO …!”

“Eh? Oh … hic … scusa sai ma … forse ho … hic …bevuto un pochino trop … ma che fai? Perché stacchi … hic … quell’alabarda dall’ar … hic … matura? Oh … zio Psyco … ma che hai … non fare così che mi spavent …SVISSS… ehi … attento con quella cos … SVISSSS … oh …ma sei matto? Oh … io me ne vado eh? ……SVISSS… hic … ALLORA ADDIO … hic…INGRATO ZIO …”.

“AH MALEDETTO … è sparito quel piccolo furfante … ma sono sicuro che un giorno tornerà … E ALLORA … IO … AH AH AH AH AH AH AH!”

La povera renna di Babbo Natale

La povera renna di Babbo Natale