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Coordinate spazio-temporali: notte del 10 dicembre 1566, festa a casa del professor Bacmeister.

 

“Eh … del ballo non me ne frega niente ma c’è da bere … se riusciamo a prenderne… beh Man, che hai, che dovresti usare i gomiti e invece ti vedo distratto attorno ai bordi, eh?”

“Scusami Birbo ma è appena entrato Tycho Brahe, e visto che è un mio lontano cugino se permetti andrei a salutarlo”.

“Eh? Non vorrai mica lasciare la fila per arrivare al vino migliore, eh?”

“Ma io ho bevuto abbas…”.

“Ah no, eh? Tu adesso stai qui e appena puoi afferri una bottiglia anche per me … te lo saluto io quel cugino Tico Toco … oh … roba da matti … stava per dire bevuto abbastanza, mah … questi giovani nobili … eh …scusi signore, che mi chiamo Birbo e vorrei salutarla per conto del mio amico Man, che mi ci ha detto che lei è il suo cugino tocco di lui medesimo”.

“Cosa dici piccolo? Ma come parli, sei straniero? E che vuol dire «tocco»?”

“Eh? Ma vuol dire … beh … uno un poco toccato nel cervello … insomma nu poco pazzariello … ma badi che lo si dice con molta simpatia e …”.

“Con simpatia? E chi sarebbe questo cugino che dice che sono pazzo …?

“Ma … è quel tipo laggiù con una bottiglia in mano e … ops … mi ci scusi un attimo … EHI MAN … UOMO… PIGLIANE BENE UNA BOTTIGLIA ANCHE PER ME, EH?”

“Man? Ma quello non è Manderup Parsberg?”.

“Eh … lui proprio … il mio amico Man, il migliore dei matematici, pure se anche lui ormai ha passato i dieci anni e quindi è già diventato abbastanza fesso, eh?”.

“Il migliore? Beh ragazzino, io pure sono matematico e …
« Non viduri sed esse »…”.

“Eh? Ah boh. Ma il mio amico ci è molto meglio, che poi mi scusi, lei chi ci sarebbe mai, eh?”.

“Mi presento, Tycho Brahe, gentiluomo, studente, appassionato di astronomia, e per l’appunto mi ritengo un matematico anche migliore di quel tuo amico che insinua io sia pazzo!”

“Ah beh … ma cosa fa quel grandissimo idiota eh? Scusi signore ma se non intervengo io a salvare la situazione …MAN …NAGGIA … ROSSO IL VINO … PRENDIMELO ROSSOOOOO… oh … allora Man … ce l’hai fatta?”

“Senti Birbo, io ho afferrato quello che potevo … e tu me lo hai salutato Tycho?”.

“Tic chi? Ah … dici il tocco?”.

“Ma no …Tycho Brahe, quell’uomo che ti ho indicato … è un dotato matematico sai?”.

“Ah … per questo mi ci ha detto che tu invece come matematico non vali niente”.

“Cosa dici? Ma … non è possibile … sei sicuro che …?”

“Beh … credo … poi si parlava che eri un idiota e … sai per il vino rosso…!”

“Ah … non valgo niente allora … un idiota lui ha detto? Benissimo, ora la vedremo …”.

“Eh? Ma Man dove vai? Oh lascialo perdere che coi matti c’è solo da rimetterci e … macché … è partito … oh che serata disgraziata … ma che fa? Lo ci piglia a schiaffi? Un duello addirittura? Beh … ma amici miei … non esagerate eh? Che voglio dire … se ci bevessimo una bottiglia in compagnia tutto s’appianurerebbe di sicuro, eh?”

“Bene signore, ora non intendo rovinare col suo vile sangue i bei tappeti del nostro cortese anfitrione, quindi ci procureremo i padrini e tra qualche giorno all’alba…”.

“Ma allora siete tocchi tutti e due? Niente qualche giorno … ve lo proibisco io, eh?”.

“Forse hai ragione Birbo … allora lo faremo subito, lei è d’accordo?”.

“Sarà come desiderate messere, stocco avete chiesto e stoccate avrete in abbondanza”.

“La vedremo … che saprò ben io insegnarvi la cortesia a colpi di spada”.

“Eh? Fare subito il duello? Ma amici miei è assurdo … poi fuori è buio e non è possibile …”.

“Scostati Birbo, non attenderò di certo l’alba per difendere la mia fama di valente matematico”.

“Valente? Ma se lei crede che a volte 2+2 faccia 5 … lei signor mio è solo…”.

“… badi a quel che dice, io le farò rimangiare …”.

“Eh … ma dove andate? Aspettate … oh accidenti …è troppo tardi e tutto il vino è finito … e ora che si farà?”

“… AHHHHHHHH…”.

“Ma che … o mamma … quei due matti si sono fatti male … lo sapevo che avevano bevuto… troppo poco … oh Man … ehi Tocco … che vi siete fatti? Sarete mica caduti dalle scale?”

“Non muoverti Birbo … è buio ma credo d’averlo preso …”.

“Eh? Ma Man cosa …?”

“Ahhhh… il mio nazo … lei mi ha tagliato il nazo …”.

“Ebbene signor Brahe, lei ben lo meritava per avermi definito matematico incapace e idiota”.

“Coza? Ma cugino Parzberg … io quezto non l’ho mai neppure penzato …anzi, al contrario è lei che mi ha chiamato pazzo…”.

“Che cosa dici Tycho? Ma Birbo mi aveva detto…”.

“Birbo? Vuoi dire il ragazzino che mi ha detto che zei und idiota?”:

“Cosa? LUI lo ha detto, e non tu? BIRBO COSA MI HAI FATTO FARE? IO TI…”.

“Eh … che mi scusassero signori … che il vino è andato ed è ora che ci andassi pure io, eh?’”.

“BIRBO MALEDETTO… SE TI PIGLIO”.

“NON ZCAPPARE PEZTIFERO RAGAZZINO, PER COLPA TUA MI HANNO APPENA AFFETTATO IL NAZO!”

“Eh ma proprio appena appena … che si vede appena …appunto … è che mi sono appena appena ricordato che devo andare a cena da… Cyrano de Bergerac … allora ciao ciao n’eh? …”.

“Ma dove diavolo è …”.

“… andato, sembra zvanito…”.

“…nell’aria, ma questo è …”.

“… impozzibile, a meno che si pozza …”

“… spiegare con la matematica? Dici bene Tycho ma … oh il tuo povero …”.

“… nazo …zob… “.

 

Tycho