Tag

Coordinate spazio-temporali: una notte dell’anno 792 nella città di Baghdad

“Nascondi meglio la spada della giustizia sotto alle tue vesti o mio fedele Masrur, bada che questa notte fingiamo d’essere semplici mercanti, e nulla ci deve tradire”.

“Perdona la mia trascuratezza o emiro dei credenti, ma Birbo mi ha pestato un piede e …”.

”Beh … ma mica è colpa mia se in questo vicolo cieco ci si vede un tubo, eh?”.

“Attento Birbo, tu mi hai assicurato di saper ritrovare quei sediziosi di cui mi hai parlato”.

“Eh … li troviamo Altezza … però non ci ho ancora capito perché non potevi farli chiamare a palazzo e interrogarli con comodo, eh?”.

“Birbo, come tu sai ogni mese uso travestirmi per confondermi tra il popolo di cui sono il pastore, così da verificare per certo se nel paese regnano l’ordine e la giustizia, e soprattutto se coloro che per mio conto amministrano la legge dicono il vero… oppure mi raccontano bugie”.

“Va bene califfo … ma io ho sempre agito nel tuo interesse, e non mi sono inventato mica mai nulla per quelle poche monetine d’oro che mi dai … ma del resto presto sentirai con le tue stesse orecchie, come alcuni furfanti osano calunniarti e sobillano il popolo con delle infami menzogne, eh?”.

“Come tu dici Birbo io giudicherò, e la spada di Masrur farà immediata giustizia”.

“Eh … allora andiamo prima da un certo taverniere che conosco io … e vedrai come quello scellerato osa oltraggiare il tuo eccelso nome … ecco, da questa parte Altezza Serenissima, ma ti ricordo che perché questi malandrini parlino liberamente, tu non devi assolutamente fargli capire che sei il loro califfo Harun al-Rashid, eh?”.

“Bene Birbo, ma forse il nostro segreto sarebbe più al sicuro se tu non lo urlasti ai quattro venti”.

“Eh? Beh … mi ci è scappato … scusa calif … ehm … Califano, ecco o emiro dei credenti, ti ci chiamerò Califano e sarai un mercante forestiero, va bene?”.

“Va bene, certo, ora però voglio la prova che quello che mi hai detto è vero”.

“Oh … ma è facile … ecco califfo la locanda che ti dicevo… entriamo … ah, quello che attizza il fuoco è il padrone … prepara la spada Masrur, che ora sentirete quel che dice quel farabutto… ehm … ehi Alì Babà, come la va stasera? C’è molto movimento?”.

“Chi … oh … sei tu Birbo, sei finalmente venuto a pagare quello che mi devi?”.

“Ehm … di questo ne parliamo dopo … ora vorrei presentarti questi due mercanti che vengono da fuori … eh … sai, domani devono trattare certi affari con l’emiro dei credenti, e allora vorrei che tu gli ci spiegasti che brutto tipaccio losco è quello, eh?”.

“Losco? Non capisco. Sappiate o stranieri che sua Altezza Serenissima è un principe giusto e benevolo, e che perciò tutti a Baghdad lo riveriamo e gli siamo fedeli”.

“Eh? Ma Alì … con noi ci puoi parlare chiaro, eh? E dai, ammettilo che tu pensi che Harun al-Rashid è un gran puzzone, vero?”.

“Mai sulla mia vita oserei affermare una tale falsità”.

“Ma va là … la verità è che tu lo disprezzi il califfo, vero? E scommetto che ce ne sono molti altri che pensano che sia una canaglia ed un briccone”.

“Basta Birbo, tu evidentemente ami scherzare, ma anche così io non tollero che sotto al mio tetto si parli male dell’eccellentissimo principe dei credenti. Tu e i tuoi amici andatevene subito, o dovrò chiamare i miei servi e farvi bastonare a morte”.

“Eh … va bene furbacchione … ho capito … vieni calif … ehm Califano … che si vede che qualcosa ci ha tradito … magari quello avrà visto la spada nascosta, non lo so, comunque non importa … adesso ti ci porto da un mercante di stoffe di nome Aladino, e t’assicuro che quello è degno senz’altro d’essere accorciato della testa”.

“Uhm … ne sei davvero sicuro Birbo? Perché ti ricordo che anche le teste piccole come la tua possono saltare, non è vero o mio fido Masrur?”.

“Con la massima facilità o emiro dei credenti, e aggiungo anzi che in questo particolare caso sarei ben felice se me ne desti l’ordine”.

“Ehm … bene, meno male che non ce n’è bisogno allora … quindi o Masrur tu riserva il filo della tua lama per i nemici dell’emiro dei credenti … oh, eccoci arrivati alla casa in cui vive quell’infido mercante … OH … APRITE … APRITE AL CALIF …ehm … CALIFANO, il facoltoso mercante … che avrebbe una proposta commerciale per … ah … eccolo che viene…”.

“Chi è che fa tanto fracasso in strada?”.

“Eh signor Aladino… siamo pure noi mercanti e gente che la pensa come lei … ci faccia entrare che abbiamo notizie su quel pendaglio da forca di Harun al-Rashid”.

“Cosa dici piccolo miscredente? Ma come osi insultare sua Altezza Illustrissima l’eccellentissimo principe dei credenti? Non sai che lui è il delegato del Profeta?”.

“Basta così, ho ormai capito che in tutta Baghdad l’unico che m’insulta e mi diffama sei tu Birbo … quindi prepara la testa, e tu Masrur falla rotolare lontano per almeno dieci passi”.

“Con immenso piacere principe dei credenti … da tempo non aspettavo altro … sono pronto moccioso, e questo mi ripaga per tutte le monete che mi hai vinto ai dadi”.

“Beh, se così deve essere … pazienza … ma … OH CHE MERAVIGLIA … lo vedi Masrur ?… e tu lo vedi califfo? Laggiù, alle vostre spalle … incredibile … da non crederci ma c’è un asino che vola …”.

“Che dici? Un asino che vola? Ma non è possibile …”.

“Sarà forse uno dei jinn … ma dov’è quest’asino Masrur? Io non lo vedo”.

“Non vorrei che … ahimè principe dei credenti … Birbo è sparito …”.

“Ah maledetto … ma come può essere svanito così all’improvviso?”.

“Lui … diceva di potersi spostare liberamente nel Tempo e nello Spazio”.

“Era solo un’altra delle sue bugie Masrur … ah … ma hai sentito quel rumore?”.

“Quale rumore o principe dei credenti?”.

“Sembrava come … non so … che fosse una gigantesca pernacchia?”