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Coordinate spazio-temporali: ore 12 del 13 maggio 1917, quattro allegri bambini giocano su di un prato, correndo in mezzo ad un piccolo gregge di pecore

“Oh Francisco, adesso ci giochiamo agli indiani, eh? Che comincio io a fare l’apache e tu sei il cow-boy che rimane scalpato … Auuuuhhhhuuuu … attenti visi pallidi che io grande capo Birbo Seduto essere sceso sul sentiero di guerra … augh …”.

“Ah ah … ma quanto sei ridicolo Birbo”.

“Zitta squaw Lucia … che queste non sono mica cose da donne, eh?”

“Ma Birbo, vogliamo giocare anche noi bambine”.

“Augh … allora le due squaw bianche possono ricaricare il fucile di viso pallido mio nemico”.

“Uffa Birbo … ma perché adesso non facciamo qualcosa di diverso?”.

“E va bene Francisco, allora questa volta l’indiano te lo fai te, eh?”.

“Davvero posso? E come si fa a fare l’indiano?”.

“Eh Francisco … facciamo finta che le pecore sono una mandria di bisonti, e tu ti nascondi tra loro per sorprendermi e mi salti addosso…”.

“Ma questo è un gioco stupido”.

“Oh Lucia … allora cosa ci vorresti fare di meglio?”.

“Potremmo giocare a nascondino”.

“E va bene… allora mi ci nascondo io e voi mi cercate, eh?”.

“Aspetta Birbo, facciamo prima nascondere Giacinta che è la più piccola”.

“D’accordo Lucia … ma dov’è poi andata Giacinta?”.

“Era qui … Francesco tu l’hai vista?”.

“Non preoccuparti Lucia, Giacinta è sotto a quell’albero”.

“Ma perché si è allontanata? GIACINTA, CHE FAI? VIENI CHE ORA GIOCHIAMO A NASCONDINO!”

“Nooo, venite voi quaggiù … c’è qualcosa di meraviglioso …”.

“Una cosa meravigliosa? Ma cosa avrà visto mia sorella?”.

“Non lo so Francesco, sembra che guarda ai rami dell’albero, forse ha scoperto un nido d’uccelli?”.

“Andiamo a vedere, vieni anche tu Birbo, dai”.

“Eh … andiamo pure… oh Giacinta … insomma che c’è?”.

“Guardate lassù … la vedete anche voi?”.

“Eh? Beh … è un bell’albero … dici che ci sono dei nidi? Che oh … potrei arrampicarmi a prenderli …”.

“Giacinta, ma cosa ci fa lassù quella bella Signora?”.

“Allora la vedi anche tu Lucia? E tu Francesco la vedi?”.

“Sì, e che bella Signora … indossa una veste bianchissima …”.

“Eh? Che dici Francisco? Oh … quale signora, eh?”.

“E porta al collo un cordone d’oro”.

“Eh? Un cordone d’oro? Ma dov’è?”.

“Sì, e nelle mani ha un rosario bianco con una croce d’argento …”.

“Eh? Ma che dite? Oh … voi tre vi ci siete messi d’accordo, eh?”.

“Ma Birbo, davvero non la vedi?”.

“Ma vedere cosa? Dove? Oh … se lassù c’è un nido possiamo cercare le uova da bere, eh?”.

“Guardate … la Signora sembra triste … bella Signora, dicci di che paese sei”.

“ … … …“.

“Eh … ma dai … senti Giacinta, tu ci stai a fare la mia squaw indiana?”.

“Hai sentito Birbo? La Signora dice che il suo paese è il Cielo”.

“Eh? Io non ho visto o sentito mica niente Lucia … oh … ma è uno scherzo, eh?”.

“Signora, potete dirci cosa volete da noi?”.

“ … … … “.

“Eh … oh … ma perché guardate tutti in su che non c’è niente? Oh …la finite di prendermi in giro?”.

“Dice che dobbiamo tornare qui, a questa stessa ora, il tredici di ogni mese”.

“Eh? E a fare cosa? Oh Lucia, dai ora smettetela e torniamo a giocare … che se vuoi, anche se sei solo una femmina, ti ci lascio fare lo sceriffo di dogge city, eh?”.

“Ditemi Signora … se venite dal Cielo allora potete dirmi se ci andrò pure io?”.

“ … … … “.

“Che meraviglia … la Signora ha detto di sì, che ci andrò”.

“Eh? Ma Lucia dov’è che ci devi andare?”.

“E io? Dimmi Signora … verrò pure io lassù con voi?”.

“ … … … “.

“Oh ma che bello … dice di sì”.

“Eh? Ma Giacinta cosa …”.

“E io Signora? Verrò pure io?”.

“ … … … “.

“Ha detto che dovrò pregare molto … ma verrò anch’io …”.

“Come sono contenta Francesco … ci andremo tutti assieme … ”.

“Sì, ma allora Birbo?”.

“Ma è vero … diteci buona Signora … anche Birbo verrà con noi, vero?”.

“ … … … “.

“Oh … veramente? Ma allora … povero Birbo …”.

“Lucia, forse possiamo fare qualcosa …”.

“Ma Lei ha detto che non possiamo … è Birbo che …”.

“Eh? Oh? Cioè … io non ci sto mica a capire più niente, eh? Sentite amici … vi ci siete messi d’accordo per ciurlarmi, eh? Beh … ma ogni scherzo è bello solo se è breve e allora adesso smettetela di …”.

“Ma davvero Birbo non sente quello che dice la Signora?”.

“E neppure la può vedere, perché non ha il Dono”.

“Oh poverino … è sordo e cieco e non se ne rende neppure conto”.

“Ah beh … adesso poi basta, eh? Che con tutto quello che ci ho da fare in giro per il Tempo e lo Spazio … oh … io non ci resto mica qui a farmi pigliare per il culo, eh? Eh … ora torno a casa e vi ci lascio qui a fissare a bocca aperta uno stupido albero … oh … detto e fatto eccomi tornato … eh, che delusione però, che quelli sembravano veri amici e poi … che se non volevano giocare agli indiani potevano pure dirlo, invece d’inventarsi quella strana storia … oh … che io sono buono e caro, ma quando mi ci pigliano in giro … beh insomma, io a Fatima a giocare con quei tre pastorelli non ci tornerò mai più, eh?”.