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Coordinate spazio-temporali: 31 dicembre 2014, in una farmacia di Bologna

“Eh … buongiorno signore … io mi ci chiamo Birbo e mi manda il mio babbo che è molto malato, che devo portarci la sua medicina per guarire … tenga, ecco qui la ricetta, eh?”.

“Fammi vedere ragazzino … Pigliopecul gocce … sì, è un ottimo medicinale omeopatico che uso spesso anch’io … ecco la confezione da 200 ml, devi dire al tuo babbo di prenderne dieci gocce prima dei pasti, sono solo sette euro e cinquanta”.

“Ma mi scusi signor dottore, cosa c’è poi in questo Pigliopecul?”.

“Cosa c’è nel Pigliopecul? Beh ti dirò … in partenza c’era il principio attivo chiamato appunto Pigliopecul, poi è stato mescolato a talmente tanta acqua per diluirlo, che ora praticamente il Pigliopecul è diventato pura acqua di sorgente”.

“Beh … ma se il Pigliopecul è solo acqua, a cosa diavolo serve?”.

“Ma è proprio l’acqua stessa che nel corso del processo di diluizione si è trasformata in Pigliopecul … vedi caro bambino, in omeopatia si è scoperto che l’acqua ha memoria, e quindi ricorda quando all’inizio del processo il Pigliopecul al suo interno era ancora presente in quantità assai rilevante “.

“Allora se ho capito bene quest’acqua diventata Pigliopecul, se non ci soffre d’amnesia selettiva, deve ricordarsi anche di quando io l’ho bevuta a tavola e poi pisciata nel cesso sporco dell’autogrill, vero? E quindi si ricorda che poi è discesa per le fogne assieme agli stronzi, ed è arrivata fino al mare più inquinato? E certo ricorda pure che dopo è evaporata in un cielo attraversato da scie chimiche e micropolveri, e poi è caduta come pioggia acida su di un bel letamaio, e dopo è filtrata sotto al fango e marcita sotto terra, in fondo ad un buio pozzo puzzolente, in cui nuotavano lunghi e grassi vermi bianchi e ciechi, da cui è stata pescata da un vecchio orbo e sifilitico con un secchio tutto arrugginito, e infine portata in un laboratorio asettico, dove è stata scientificamente mescolata a praticamente niente di Pigliopecul, e tutto per ottenere il vero e proprio Pigliopecul, con cui riempire questa stessa bottiglietta di Pigliopecul che abbiamo qui sul bancone? Insomma ricapitolando, se questo famoso Pigliopecul si ricorda di tutto quello che gli ci è successo, ora deve anche avere il sapore del mio piscio e di tutto il resto di quella roba che ho detto, non è vero forse?”.

”Che discorsi … non è questo che intendevo, anche se in un certo senso …”.

“Beh … ho capito … meno male che il Pigliopecul se lo beve il mio babbo allora … che non mi ci chieda come lo so, ma la mia pipì ha proprio un cattivo sapore, e pure lei che beve spesso il Pigliopecul se ne sarà certo accorto, eh?”.

“Ma … veramente non … il Pigliopecul un poco tende all’amaro forse, ma …”.

“Beh dottore … com’è che è diventato tutto giallo in faccia? Oh … io mica sono medico, ma per me lei ci ha subito bisogno di una forte dose di Pigliopecul, eh?”.