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Coordinate spazio-temporali: mattino del 25 dicembre 2013, interno 66 di un palazzo di 6 piani del centro di Bologna.

 

“Accidenti, mi chiedo dove possa essere finito il mio falcetto sacro… tu per caso l’hai visto cara?”.

“Ah no caro … lo sai che le tue cose io non le tocco mai, chiedi a Birbo piuttosto … e ora scusa ma devo proprio scappare, bacino …pciuk …”.

“Ciao mamma, ma io di falcetti non ne so mica niente … oh … ma stasera quando torni a casa?”.

“Ah guarda … c’è un’intera nuova classe a cui provvedere, e per di più quest’anno Barbara è ammalata e Monica è in maternità, quindi potrei metterci parecchio”.

“A proposito figliolo, anche coi miei riti druidici dovrei impiegarci parecchio … possiamo fidarci a lasciarti da solo fino a questa sera?”.

“Eh babbo … ma tu e la mamma andate tranquilli, che oh … ve l’ho detto che oggi voglio tornare indietro nel Tempo, a vedere le principali battaglie contro quei puzzoni dei romani, eh?”.

“Non so Birbo, sei sicuro che non sia pericoloso?”.

“Ma mamma … sono soldati che combattono tra loro, che pericolo vuoi che ci sia che colpiscano un bambino? E poi anche se lo facessero per sbaglio … oh … lo sai che appena vedo arrivare un giavellotto lo scanso spostandomi nel tempo, eh?”.

“Bene … però quando vai tanto lontano non sono mai tranquilla …”.

“Ma dai mamma … sono solo poco più di duemila anni, eh?”.

“Allora vado, aspetto fuori il marito di Silvia che ci porta al Tempio con la sua carrozza … vieni qui Birbo, bacetto anche a te … pciuk … ciao …”.

“Eh … ciao … allora babbo l’hai poi trovato il falcetto d’oro?”.

“Miseria … era tra le pozioni di tua madre … mi chiedo come possa essere finito lì in mezzo … e ora odora d’assafetida … va beh … “.

“Eh babbo lo sai come è fatta la mamma … che sarà pure una Gran Sacerdotessa della Luna, ma il casino che combina in casa… “.

“Bene … in fondo dobbiamo capirla … sai che questo periodo dell’anno è il più impegnativo per lei, per via del desiderio di tanti giovani vergini d’essere iniziati ai misteri del sesso proprio in questo giorno particolarmente sacro”.

“Eh … lo so … e lei poi è tanto dolce e paziente con tutti quei ragazzi impauriti … senti babbo … credi che fra qualche anno la mamma potrebbe iniziare pure me?”.

“E’ presto per pensarci ora … e poi può darsi che quando tu avrai l’età giusta lei sia già diventata una sacerdotessa anziana … e allora lo sai che potrebbe solo assistere e consigliare”.

“Beh … meglio di niente … eh … allora io vado nel passato, eh?”.

“Prima fatti vedere … sì, la veste va bene, sembri proprio un pastorello … ah Birbo, solo una cosa … ancora devo finire di vestirmi da Druido Anziano … intanto puoi chiedere al portiere di chiamarmi un aerotaxi?”.

“Ma certo babbo … allora ciao e buoni Riti del Solstizio, eh?”.

“Grazie figliolo …e bada che voglio che mi racconti, come i nostri valorosi antenati hanno sconfitto e preso a calci in culo i romani”.

“Eh … certo … oh … adesso che sono da solo confesso che non vedo l’ora che anche altri imparino come ci si muove nel tempo … che fino a quando sono capace solo io tutti mi ci fanno domande e vorrebbero sapere questo e quello e … oh, buongiorno signor Amilcare … senta scusi … mi ci chiamerebbe uno aerotaxi per il babbo? Che oh … deve andare a svolgere i Riti del Solstizio in piazza Maggiore, eh?”.

“Subito Birbo, e posso chiederti dove vai tu così vestito?”

“Eh … oggi ci ho una missione nel Tempo, eh? Che ora vado a vedere le battaglie più grosse che ci abbiamo vinto coi romani”.

“Per gli Dei … che cosa interessante e come mi piacerebbe assistervi pure io”.

“Eh … è una cosa difficile … che io il senso del Tempo cerco d’insegnarlo, ma per ora solo alcuni bambini molto piccoli riescono a spostarsi di pochi minuti, eh?”.

“Lo so Birbo, pazienza, vorrà dire che al tuo ritorno mi racconterai
tutto …”.

“Ecco … infatti … va beh … allora vado fuori per trasferirmi … che non voglio mica impressionarla trasferendomi qui, eh?”.

“Aspetta Birbo … non mi dispiacerebbe vederti fare il trasferimento … e poi è meglio che non esci perché fuori c’è un assembramento di Testimoni di Cristhos”.

“Ancora? Oh … ma che vogliono questi? Che anche se non vogliono fare parte dell’impero etrusco, noi ce li abbiamo sempre trattati bene lo stesso, eh?”.

“Sì, ma è inutile, quei fanatici non si adegueranno mai … continuano a parlare del figlio del loro dio che è nato da una vergine il 25 dicembre …”.

“Ah … proprio come il nostro Mitrha che è morto per redimerci dal peccato?”.

“Quasi … perché il figlio del loro dio è morto di vecchiaia … e dopo essersi sposato e avere avuto parecchi figli”.

“Davvero? Ma se era un semidio perché non lo festeggiamo anche noi?”.

“Perché il loro dio pretende d’essere l’unico vero dio, ed esige d’essere il solo ad essere adorato”.

“Ah beh … se quel tipo è così geloso … oh … io almeno a Cibele sono molto devoto e la sua fede non potrei lasciarla mai…”.

“E pure io … e se anche non lo fossi stato prima, lo sarei diventato vedendo uscire poco fa la tua bella mamma quasi nuda”.

“E’ vero … e infatti dicevo proprio ora al babbo che mi piacerebbe fosse lei ad iniziarmi”.

“Lo credo ragazzino … e a chi non piacerebbe? Infatti ricordo ancora che quando toccò a me…”.

“Già …beh signor Amilcare … ora devo proprio andare … che se voglio vedere anche l’incendio di Roma devo sbrigarmi”.

“Che buffo Birbo… stavo pensando che se allora avessimo perso contro i romani … forse oggi l’impero etrusco non esisterebbe neppure, vero?”.

“Eh … eh … sarebbe davvero strano … che oh … immagini signor Amilcare se invece del nostro fosse nato l’impero romano … chissà come sarebbe stato brutto il mondo allora, eh?”.

“E’ proprio vero … comunque t’avviso che la mia vita mi piace così com’è … quindi Birbo stai bene attento a non pasticciare col nostro passato … ah … ah …”.

“E via signor Amilcare … che lo sa che i nostri più grandi stregoni scientifici ci hanno dimostrato che il Tempo è fisso e immutabile, eh?

“Lo so bene Birbo … ti prendevo solo in giro … tu comunque nel dubbio non aiutare i romani per niente, d’accordo? Ah … ah …”.

“Sì … va bè … oh signor Amilcare … lei è proprio un gran burlone, eh? Comunque d’accordo … le prometto che al massimo ci darò qualche buon consiglio solo ai nostri soldati etruschi, e ora ciao eh?”.

“Bravo bambino mio … ah …ah … un impero romano … che assurdità … ma è scomparso mentre parlavamo? Incredibile, non vedevo nulla di simile dagli ultimi riti di Osiride … certo che a pensarci bene mandare un ragazzino così piccolo a spasso nel Tempo … bene, meno male che non è proprio possibile che possa fare qualcosa per cambiarlo”.