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Coordinate spazio-temporali: 24 febbraio 1981, Coleherne Court a Londra

Beh … Londra è sempre bella … poi mi piace visitarla dagli anni sessanta agli ottanta perché la gente sembra più felice e spensierata … oh … tranne quella ragazza triste seduta sui gradini d’ingresso di quella casa … mah … se fosse brutta non sarebbero fatti miei … ma è così carina che odio vederla piangere …

“Ehm … signorina … ehm … scusate ma …”.

“Oh … cosa vuoi bambino?”

“Ecco … io mi chiedevo … beh signorina, potete mica dirmi perché piangete?”

“Perché lo vuoi sapere?”

“Eh … beh insomma … io mi chiamo Birbo e sono un bambino che viaggia nel Tempo, e … oh … mi piacerebbe poter fare qualcosa per renderla meno triste, eh?”.

“Birbo? Piacere Birbo, io sono Diana, Diana Spencer… cosa dicevi sul tempo?Volevi farmi notare che oggi non piove?”.

“Eh … quasi … insomma signorina … perché lei sta piangendo?”.

“Bene … di certo TU non sei un giornalista … e immagino che posso dirtelo …”.

“Oh … di me si può fidare signorina, eh? Che anche se sono piccolo sapesse quanti segreti so di cui non dico mai niente ai grandi … allora? Che le è successo?”.

“Io … questa è l’ultima sera che abito qui … da domani mi trasferisco a Buckingham Palace …”.

“Uh non mi dica … che postaccio, eh?”.

“Il posto è bellissimo … ma devo vivere lì perché verrà annunciato il mio fidanzamento col principe Carlo …”.

“Oh, quello l’ho visto … allora lei è triste perché la obbligano a sposare il brutto rospo prima che ci diventi principe?”

“Ma che dici Birbo? Io Carlo lo amo, solo che …”.

“Eh signorina… De Disgustibus si diceva una volta … beh … allora se si sposa l’uomo che ama e che è pure principe … dov’è il problema?”.

“Lui … Carlo … temo che … ebbene, l’altro giorno stava consultando la sua agenda e … ne sono scivolate fuori alcune foto di una donna che ora credo sia la sua amante … lui ha negato, certo … ma si vedeva benissimo che era in grave imbarazzo e si sentiva colpevole…”.

“Uhm … e ditemi signorina … in queste foto com’era quest’altra donna?”.

“Sono riuscita a prenderne una … eccola …”.

“Aspetti signorina … vuole dire che lei … che è tanto bella che pare una fata …”.

“Io non mi sento affatto bella, anzi…”.

“Uffa … senti fatina … ehm … volevo dire senti Diana, oh … scusa se ti ci chiamo Diana, eh? Comunque io ci sarò pure piccolo, ma sono sempre un piccolo mezzo uomo, eh? Che fidati allora … tu sei bella assai … e non basta che questo è il meno … soprattutto sei carina e pure simpatica … e oh … ti dico pure che se aspetti qualche anno ti ci sposo io al posto del tuo principe Rospo, quindi non piangere bella fatina, eh?”.

“Sei molto caro Birbo … ma quello che amo è Carlo … ma se ha un amante dovrò mandare a monte il matrimonio … anche se temo abbiano già iniziato a stampare i nostri volti su milioni di tovagliolini e stupide tazzine da thè …”.

“Uffa …ascolta Diana, parlo contro il mio interesse … ma l’hai vista questa foto? Oh … allora guardala bene … la sua faccia non ti sembra quella di un cavallo? Oh … finalmente ti vedo sorridere … eh …parliamoci chiaro … non escludo che questo tuo principe oltre che brutto sia pure anche fesso … ma non crederai mica che se tu ci tieni a lui non ci riesci a strapparlo dagli artigli di questo cesso di donna, eh?”.

“Io … forse hai ragione … potrei tentare …”.

“Ma certo fatina mia … e poi oh … andasse male ti ci resto sempre io, eh?”

“Oh caro Birbo … grazie di cuore … ora non sono più triste …”.

“Eh … non ringraziarmi cara dolce fatina … oh … con tutte le brutte cose che vedo girando a spasso nel Tempo … eh … è un vero piacere quando la storia finisce che i due si sposarono e vissero per sempre felici e contenti, eh?”.