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Coordinate spazio-temporali: anno 1960 uno studio televisivo di Charleston

“Che brutta faccia che hai Birbo, ma hai dormito stanotte?”.

“Eh Humphrey… mi ci hai fatto alzare prima delle sette … oh … io avevo promesso di farti candidare dai democratici e battere Nixon … ma mica sapevo che la campagna sarebbe stata una faticaccia così, eh?”

“Zitto Birbo, che anch’io ho dormito solo quattro ore, ma se vogliamo battere Kennedy dobbiamo darci da fare”.

“Mah … comunque senti capo … mi servono 750 dollari per pagare la trasmissione, eh?”.

“E perché li chiedi a me? Sei il tesoriere, prendili dalla cassa”.

“Eh … la cassa … in cassa ci sono solo ragnatele, che non siamo mica ricchi come i Kennedy noi”.

“Maledizione …non capisco dove vadano a finire i soldi … eppure faccio di tutto per usare al meglio i pochi che abbiamo”.

“Eh …con gli ultimi ho saldato il conto dell’albergo e del frigo-bar in camera”.

“Quale conto del frigo-bar?”.

“Ehm … no niente … quelle minuscole bottigliette di liquore che ci mettono dentro e che costano un occhio … ehm … ma parliamo del telethon che stiamo per fare …oh … guarda che questi della TV vogliono essere pagati in anticipo, eh?”.

“Ho capito Birbo … allora ti firmo un assegno, solo che erano soldi che pensavo d’usare per il prossimo matrimonio di mia figlia… speriamo almeno che ne valga la pena”.

“Eh … tutti facciamo dei sacrifici … ma stai tranquillo Humphrey che l’idea l’ho avuta io e quindi è ottima”.

“Non so … perché la cosa funzioni dovremmo avere dei ragazzi intelligenti che filtrino le domande, e naturalmente mi passino solo quelle che mi permetteranno di spiegare le mie idee”.

“Eh capo… per quello ci vorrebbero soldi che non abbiamo … ma ci penso io, vaglierò io ogni telefonata e ti passerò solo le più utili, così con pochi soldi farai una gran bella figura”.

“Speriamo … perché i sondaggi cominciano a preoccuparmi … e poi ormai mi sono riempito di debiti per finanziare la campagna e …”.

“Ma tranquillo capo che per la corsa alla Casa Bianca i Democratici sceglieranno te … che oh … mica crederai che vogliano un cattolico come Kennedy, eh?”

“Io desidero essere scelto solo per le mie idee”.

“Ma certo … e questo ti fa onore … ecco la scrivania e i telefoni … siediti che andiamo a cominciare …”.

“Ma … è tutto qui lo studio televisivo? Una stanzetta con una scrivania economica e una vecchia sedia e due telefoni?”.

“Eh capo… ma vedrai che da casa l’arredamento farà la sua porca figura”.

“E non mi fanno neppure un poco di trucco? E la prova luci e microfono?”.

“Luci e microfono vanno benissimo, e per il resto dobbiamo risparmiare … aspetta capo che ti asciugo il sudore col mio fazzoletto … oh il naso lucido… aspetta che …SPUT … una sfregatina … bene sei pronto … oh … allora io vado nella postazione del corridoio a scegliere le telefonate, eh?”.

“Mi raccomando Birbo … passami solo quelle più …”.

“Tranquillo capo, penso a tutto io, eh?”.

“E’ andato … speriamo bene, non vorrei dovermi pentire …”.

“Attenzione senatore Humphrey, fra dieci secondi siamo in onda … nove …otto …sei …tre… due … uno …”.

“Ahehm … buongiorno cari elettori io sono il …

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“Scusate … prima d’iniziare volevo presentarmi … io sono il senatore Hubert Humphrey, e questa sera risponderò alle vostre doman …”.

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“Bene … vedo che siete impazienti di parlarmi, quindi sarà meglio che risponda subito … pronto? … pronto chi parla?”.

“Lei senatore Humphrey vorrebbe essere candidato dai democratici, vero?”.

“Infatti signora, io …”.

“Ma torni a casa buffone … tanto i repubblicani la battono di sicuro”.

“Ehm … io rispetto la sua opinione cara signora … tuttavia visto che non mi ha posto una domanda precisa, penso sia meglio passare ad un’altra telefonata”.

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“Sì, pronto”.

“Senatore Humphrey? Lei è il senatore Humphrey, vero?”.

“Sì signore, vuole pormi la sua domanda prego?”.

“Non ho domande da farle senatore, volevo solo chiederle scusa per la scortesia della donna che ha telefonato prima … sa, noi del West Virginia siamo per la maggior parte cortesi ed educati, e anche se voteremo in massa per Nixon lei non deve credere che lo facciamo per mancarle di rispetto”.

“Ah … io … lei è molto gentile a dirmi questo … credo … ehm … passiamo ad un’altra …maledetto Birbo … telefonata …”.

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“Pronto? Chi parla?”.

“Ciao Clara … sono Irma non mi riconosci?”.

“Irma? Ma guardi che io sono il senatore Humphrey e …”.

“Che dici Irma? Ma sei ubriaca già a quest’ora?”.

“Basta… chiudete … interrompiamo tutto … porca miseria ne ho avuto abbastanza …scusi lei … sì, lei il tecnico delle luci … può dirmi come si chiama?”.

“Io? Io mi chiamo Frank, perché?”.

“Scusi Frank, potrebbe gentilmente andare a vedere cosa diavolo sta combinando quel disgraziato del mio collaboratore?”.

“Il ragazzino che doveva badare al centralino? Ok senatore, vado e vengo”.

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“Ah … eccola … allora mi dica Frank … lo ha trovato?”.

“Senatore per trovare l’ho trovato … ma è svenuto, e penso che lei dovrebbe impedire a quel ragazzino di bere tanto”.

“Cosa vuol dire scusi? Che Birbo è ubriaco?”.

“Insomma … se non lo è sta facendo una buona imitazione … e guardi che
a giudicare dalle bottigliette vuote deve essersi scolato più di un litro
di liquore …”.

“Opporca miseria… e adesso che facciamo?”.

“Senatore… io non lo so … le ricordo solo che siamo ancora in diretta”.

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