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Coordinate spazio-temporali: 12 agosto 1915, nei pressi della baia di Suvla, stretto dei Dardanelli.

Ho giocato a dadi per quasi tutta la notte ed ora dopo appena un ora di sonno un soldato mi scaraventa giù dalla brandina, uffa. Esco dalla tenda sbadigliando … è appena l’alba ma l’intero 5° reggimento Norfolk è già pronto a partire, ed io che sono il tamburino devo precederli e non ho neanche avuto il tempo di fare colazione.

“Ecco il tamburino signor tenente, ora ci siamo tutti”.

“Bene sergente … ma mi dica, quello non è il solito ragazzo, vero?”

“No signore, lui si chiama Birbo, e ricordo al signor tenente che la scorsa notte tra le altre cose ha vinto ai dadi anche il tamburo, e così abbiamo dovuto arruolarlo per forza”.

“Uhm … avevamo bevuto forse troppo … non so se sia corretto ….”.

“Oh tenente … non facciamo scherzi, eh? Che io il tamburo l’ho vinto in modo regolare, e i debiti di gioco si devono sempre pagare, eh?”.

“Bene bene … non t’arrabbiare ragazzino … solo non capisco perché hai insistito tanto per venire con noi … bada che la missione è pericolosa è molti potrebbero non tornare”.

“Appunto signore, che io devo difendere i miei interessi … oh … che con la storia che il soldo era in ritardo nessuno mi ci ha ancora pagato … e non vorrei che ora con la scusa della missione di guerra qualcuno di voi se la filasse all’inglese, eh?”.

“Senti moccios … ehm … ragazzino … se pure con un incredibile fortuna hai vinto una discreta sommetta che purtroppo non abbiamo potuto subito darti, non per questo ti permetto d’insinuare che il 5° reggimento Norfolk non onorerà i suoi impegni…”.

“Eh … ma tutto insieme è una bella cifra, eh? Guardi qui che mi ci sono segnato tutto, questo soldato mi ci deve sei scellini e quattro pence, quest’altro tre bottiglie di schnapps e mezza libbra di tabacco da fiuto, per non parlare di lei tenente che mi deve tredici sterline e tre coperte militari…”.

“Davvero? Mi chiedo come hai fatto a vincere qualcosa a tutti i miei uomini … una fortuna quasi sospetta la tua … comunque ti ho dato la mia parola d’ufficiale e gentiluomo che sarai pagato: ora però se permetti qui ci sarebbe ancora una piccola guerra in corso, e se questo non è d’intralcio ai tuoi affari noi dovremmo partire per conquistare quota 60”.

“Eh … va beh … però io vi precedo … che non si sa mai …”.

“Benissimo, basta che suoni il tuo tamburo solo al mio comando … avanti allora, mettiti in marcia e avviati verso quella collina laggiù”.

“Eh …. bene … mah … che in fondo forse lei ha ragione …. oh guarda, si alza la nebbia … eh … che voglio dire … siete inglesi e se avete promesso di pagare perciò posso fidarmi … ah però … che nebbione che c’è … pare quasi d’essere a Londra, vero tenente? Tenente …? Oh … tenente? Ma dove …? Oh che burlone… volete scherzare eh …? Sergente …? Soldati…? Oh … ma non c’è nessuno? Oh … ma che mi avete lasciato tutto da solo…? Eh … ma si saranno persi nella nebbia …. aspetta che suono il tamburo così li richiamo … TAM …TAMTAM …TAM … TAMTAM … RATTAPLAN …oh …allora? Beh … ma come fate a non sentirmi? Dai ragazzi che ora conquistiamo questa collina a rischio della vita, e poi dopo mi pagate i debiti di gioco … ragazzi…? Scomparsi, un intero reggimento svanito nel nulla. Oh … ma allora siete proprio stronzi forte, eh?”.