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Coordinate spazio-temporali: 5 novembre dell’anno 1895, laboratorio di fisica dell’università di Wurzburg in Baviera

“Vediamo, al buio la luminosità è evidente …”.

“Ehm … scusi se le sono apparso dal nulla signore … che è lei il dottor Realgen?”

“ … uhm … curioso … sembra che i raggi catodici possano attraversare anche un muro abbastanza spesso… vediamo se … ora preparo altri fogli col composto di platinocianuro di bario …”.

“Ehm …ehm … dicevo … che è lei il dottor Regalgen?”

“ …sì … il foglio emette ancora luce … quindi ora devo calcolare l’esatta forza di penetrazione …”.

“Eh … che insomma … mi vuole dare retta se è il dottor Reagent?”

“ … cosa? Oh … ciao piccolino … scusa se ero distratto, cosa dicevi?”.

“…eh … all’anima del distratto … che è mezz’ora che cerco di chiederle se lei è proprio il signor Regengal … quello che diventerà famoso scoprendo i raggi Rhinegal?”

“Che dici? Ma no, io sono il professor Rontgen … e in effetti sto studiando gli effetti di un certo tipo di radiazioni”.

“… eh … allora è proprio lei che cercavo … senta dottore, che lei non mi farebbe il piacere di dare a questi suoi raggi un nome più facile? Eh … che io questo Rollogen non ci riesco mica mai a scriverlo giusto, e che così nel duemilaquattordici la mia maestra mi ci darà un gran brutto voto, eh?”.

“Cosa dici? Nel duemilaquattordici ? Ma ragazzo mio …”.

“E via signore che sono un povero bambino disperato, mi faccia un favore … lei li ci chiami pure raggi ipsilon … o raggi omega … o persino raggi ics che fa più figo … ma non li chiami mai raggi Rottingen , eh? … che non mi ci vorrà mica far fare la figura dell’asinello con la maestra e i compagni di classe, eh?”.