Tag

Coordinate spazio-temporali: un imponente ed antiquato edificio, ore undici e quaranta del mattino

 

Mi sento stanco, a piedi è stata lunga, ma almeno sono arrivato.
Appoggio a terra la gabbietta e riprendo fiato …orco … deve essere questa …eh sì… che mi dicevano che assomigliava alla dimora degli Addams … ma come al solito erano ottimisti, eh? Guardo perplesso l’immenso portone, solido legno di quercia si direbbe, intanto si apre una porticina in basso e appare una ragazzina piuttosto vecchia; mi fa entrare in un immenso cortile e poi dice: “Ciao bambino, ti ho visto arrivare e sono venuta ad aprire. Sei nuovo del posto?”

Ecco lo sapevo … se c’è una cosa che ho imparato girando tante scuole, è che il primo che ti parla quando arrivi è sempre il pettegolo del posto … e infatti questa ragazzina sembra una gran chiacchierona… comunque le rispondo cortesemente perché ha almeno tredici o quattordici anni, e il mio babbo mi ha insegnato a rispettare gli anziani… e anche a non discutere MAI con gli idioti.

“Eh? Oh …buongiorno… infatti sono appena arrivato …a proposito, questa è la famosa scuola di magia, vero?”

“Già … proprio così. Io sono Hermione, e tu?”

“Eh …io mi chiamo Birbo … Birbo Bicirossa”.

“Birbo Bicirossa? Ma che strano nome”.

“Eh … è una lunga storia … che poi anche il tuo non è mica tanto normale, eh?”

Sembra stupita, forse non glielo aveva mai fatto notare nessuno.

“A me veramente piace “.

“E a me invece mi piace di più il mio e così siamo contenti entrambi, eh?”

Ci pensa un poco e poi scossa la testa, spero abbia capito l’antifona.

“Allora vieni che ti faccio vedere dove mettere la gabbia della civetta … ma non hai portato nient’altro con te?”

“Eh … tutti i bagagli me li ci hanno smarriti al binario nove e tre quarti … ma che roba … e io che mi ci lamentavo dei treni che abbiamo in Italia …”

“Almeno hai salvato la civetta, anche se mi sembra ancora troppo piccola …”

“Beh, e cosa ci hai contro i piccoli? Che sono piccolo anch’io, eh? E poi la civetta mia non parla mica… ed è proprio per questo che noi due andiamo tanto d’accordo”.

Ora la ragazza arrossisce confusa… si vede che non è proprio del tutto idiota, eh?

“Oh …ehm … ah … ciao Harry … vieni che ti presento questo nuovo arrivato … si chiama Birbo Bicirossa”.

Un attempato ragazzotto, con gli occhiali spessi e l’aria seriosa e tediosa da primo della classe s’avvicina.

“Birbo Bicirossa? Ciao bambino, ma che strano nome hai”.

Sigh … eccone un altro, comincio ad innervosirmi.

“Uffa …ma qui a Hogwarts l’unico passatempo che avete è di commentare i nomi dei nuovi arrivati? Eh ragazzino… che se io fossi un tipo che s’impiccia degli affari degli altri ti chiederei che hai combinato per farti mettere di ramazza, ma invece non ti ci ho mica chiesto niente, eh?”

L’attempata ragazza sia molto chiacchierona che un poco tonta mi guarda stupita.

“Ma Birbo, quella che Harry ha in mano è la sua scopa da Quiddtch”.

Cosa? Ma mi stanno pigliando per il c…?

“Eh? Quddiché?”

“Quiddtch… non lo conosci? Hai presente il boccino d’oro alato?”

Boccino? Ma che boccino? Questi due lo hanno perso da un pezzo il boccino.

“Te l’ho detto Harry, lui è appena arrivato e non sa ancora niente”.

Harry mi scruta dubbioso, ma sembra fare uno sforzo per essere cortese.

“Oggi c’è una partita Birbo, vieni ad applaudire la squadra dei Grifondoro?”

“Grifocosa?”

Mah … io comincio a pensare che siano tutti scemi in questa scuola.

“Ma Birbo … non sei anche tu un Grifondoro?”

Harry si gira verso Hermione, che scuote il capo e alza le spalle prima di spiegare.

“Credo che non lo abbiano ancora assegnato a nessuna casa Harry”.

Cosa? Che casa? Ah …forse ho finalmente capito di cosa stanno parlando.

“Beh … veramente il mio babbo mi ci ha detto che ha fatto in modo che entrassi nei Serpeverde… eh … che quelli sono i ragazzi più in gamba di tutti mi ha detto lui, e allora visto che anch’io sono in gamba andremo d’accordo, eh?”

Harry mi guarda a bocca aperta, evidentemente capisce d’avermi sottovalutato.

“I Serpeverde?”

“Oh Birbo … ma davvero vuoi fare parte dei Serpeverde?”

“Eh sì, certo Hermione. Perché non dovrei? Non sono ragazzi in gamba?”

“Bene … i Serpeverde hanno una certa fama … basti dire che … insomma, come saprai -Tu Sai Chi – era un Serpeverde”.

“Che dici Hermione? Io so cosa?”

“Ma … – Tu Sai Chi- … sai, colui che non si deve mai nominare”.

E ora di che stanno parlando questi due tontoloni? Ah … forse ho capito…”.

“Spetta … volete mica dire … Voldemo…”

Hermione sembra sconvolta, e sulla testa di Harry una cicatrice che non avevo ancora notato diviene violacea e inizia a pulsare.

“Zitto Birbo”.

“Insomma sciocchino…. non ti abbiamo appena detto che LUI non si deve mai nominare?”

“Uffa che noia… eh … e io che non ci volevo credere, quando il Babbo mi ci ha detto che c’erano ancora dei pregiudizi su Vold…”

“Non dirlo Birbo … ti prego”.

“Uffa”. Mi sono stufato e cerco d’andarmene, ma Harry mi ferma e chiede:
“Ma senti bambino… il tuo babbo poi chi sarebbe?”

“Eh? Beh … lui è l’Oscuro Signore de lo Nero Torrione, eh?”

Tiè penso io, prendi ed incarta e porta a casa brutto ficcanaso.

“L’Oscuro Signore? Ma chi sarebbe costui?”

“Beh … noi apparteniamo ad una famiglia molto antica … insomma in pratica Voldemort è mio zio per parte di madre, eh?”

“Ma … Birbo …non vorrai dire che?”

“Lascialo stare Hermione, se è nipote di -Tu Sai Chi- è meglio non parlargli”.

“Eh … aveva ragione il babbo allora, eh? Siete pregiudiziali, eh? Che va bene che mio zio sarà pure stato cattivello, ma però lo ha fatto perché aveva un sogno da realizzare, eh? Che io non sono mica d’accordo coi suoi sistemi, e solo perché è mio zio che colpa ne ho io? Che poi mica si possono scegliere i parenti, eh?”

“Ma Birbo … non lo sai che Vold …ehm … che -Tu Sai Chi- … insomma tuo zio …LUI un tempo ha ucciso i genitori di Harry?”

“Eh? Veramente non ce lo sapevo ….anche se il Babbo mi aveva detto che LUI era stato un poco bricconcello… beh insomma… cose di gioventù … e comunque come ho già detto, io non c’entro mica con tutte queste vecchie storie, eh? Che ne dite se da ora in poi ci dimentichiamo del passato e pensiamo solo al futuro?”

“Non saprei … tu che ne dici Harry?”

“Non parlare con lui Hermione … anche se sembra buffo ed innocuo, deve essere anche lui un crudele stregone dedito alle arti più oscure”.

“Sentite ragazzi, se non mi volete parlare pazienza … che tanto c’è mio cugino Malfoy che mi spiegherà tutto sulla scuola, e m’accompagnerà in mensa e…

“Ah … pure suo cugino sei? Vedi Hermione? Dobbiamo proprio lasciarlo perdere, lui e anche il suo scarto di civetta”.

Beh … pazienza la famiglia, ma se ora mi offendono anche la civetta m’arrabbio d’avvero.

“Cosa dici Harry? Che avresti da ridire sulla mia bella civetta?”

“Dico solo che la poveretta sembra talmente scarna e piccolina, che se devi spedire dei messaggi ti conviene procurarti parecchi francobolli”.

“Ah sì, eh? E allora Harry, posso rivelarti uno dei grandi segreti della vita?”

“Quale sarebbe il segreto o Birbo l’Oscuro?”

“Che il mio babbo mi ha spiegato che non sono le dimensioni dell’uccello che contano, ma solo il modo in cui lo si usa, ecco”.

“Ma … ora … che cosa c’entra questo…?”

“Hi … hi, hi … hi”.

“Hermione? Hermione, si può sapere perché ridi?”

“Niente Harry, niente …solo che …  stavo pensando ad una cosa e … hi, hi!”

Uffa … io li lascio a discutere tra loro e me ne vado … due perfetti idioti …appunto.