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Coordinate spazio-temporali: tempo anno 1865, luogo una casa di Cambrigde in Massachusetts

E’ ormai notte e i domestici sono già andati a dormire, ma un visitatore percuote con insistenza il batacchio d’ottone della porta d’ingresso, e così la bambina che si era alzata per bere un bicchiere di latte, e magari impadronirsi di un biscotto, corre ad aprire il massiccio portone.

“Eh … buonasera bambina … scusa se ti ci disturbo a quest’ora ma …”.

“Ciao bambino, io mi chiamo Anne Allegra, e tu chi sei?”.

“Io? Oh scusa Anne… io mi chiamo Birbo e sono molto felice di conoscerti”.

“Birbo …? Ih … Ih … che buffo nome che hai …”.

“Beh, è una lunga storia … che poi anche il tuo … ti chiami davvero Allegra?”.

“Ma no dai … tutti mi chiamano così perché dicono che sono troppo vivace”.

“Ecco, e io mi chiamano Birbo perché sono un … bravo ragazzo, eh … senti … dici che ci posso parlare al tuo babbo?”.

“No che non puoi … che questa sera sta lavorando e non possiamo disturbarlo”.

“Ma io devo assolutamente vederlo … dai ti prego fammi passare”.

“Ma se ti dico che non si può?”

“Aspetta … il tuo babbo è assieme agli amici che lo aiutano a tradurre la Divina Commedia dall’italiano, vero?”.

“Oh … ma tu sai cosa stanno facendo … allora passa pure… guarda, lo studio del babbo è quello in fondo al corridoio, però non dire mica che ti ho fatto entrare io … che tutti credono che sto già dormendo”.

“D’accordo Anne, torna pure a letto e grazie di tutto … oh bene … simpatica bambina … peccato che poi quando passano i dieci anni diventano tutte matte … uhm … sento che stanno discutendo del contrappasso … allora questa è la porta, entriamo… uh … quanta gente … ehm … buona sera signori, noi non ci conosciamo ma io mi chiamo Birbo e mi manda Ralph Waldo Emerson perché ci avrei un favore da chiedervi e …”.

“Vieni avanti bambino … io sono Longfellow, e questi miei amici sono i poeti Oliver Wendell Holmes e James Russell Lowell, e questi altri amici sono lo storico George Washington Greene e il famoso editore signor James Fields”.

“Oh … quanta gente istruita e preparata, eh? Allora voi potete di certo aiutarmi, che il signor Emerson mi ha detto che lui non poteva e che venissi qui il mercoledì che eravate tutti assieme e …”.

“Scusa bambino, ma questa sera stiamo traducendo l’ultima parte dell’inferno di Dante e siamo molto impegnati”.

“Dante? Eh … ma allora potrei aiutarvi, che tra le altre cose devo dirvi che io viaggio nel Tempo e Dante l’ho incontrato quella volta che … “.

“Cosa? Tu bambino viaggeresti nel tempo? Mai sentita un assurdità simile”.

“Infatti, ascolta ragazzino se sei venuto per farci perdere del tempo…”.

“Ma non importa Holmes, si vede che Birbo è un ragazzo strano, ma visto che lo manda Emerson penso che dobbiamo fargli l’elementare cortesia d’ascoltare cosa vuole … voi che ne dite amici miei?”.

“Bene, in effetti … una piccola pausa possiamo anche prendercela …”.

“D’accordo, ma solo se smette di farneticare … allora dicci bambino … come possiamo aiutarti?”.

“Eh signori … che ci crediate o no io vengo dal futuro, e nel mio tempo ci ho scritto una poesia per la scuola che mi pare stupenda … però la mia insegnante mi ci ha detto che è ancora un pochino fiacca e ci vorrebbe un miglioramento… e allora se potessi avere un aiutino per farla più bella … che per questo sono venuto qui nel passato a trovare voi che siete tanto bravi … che dice signor Longfellow… me lo fate questo piccolo piacere voi del circolo Dante, vero eh?”

“Bene … che tu venga dal futuro è ovviamente impossibile, ma comunque questa tua bugia dimostra che hai molta fantasia, e sono curioso di vedere se anche la tua poesia sarà altrettanto creativa … recita dunque il tuo componimento ed eventualmente vedremo d’aiutarti a migliorarlo… e se piacerà anche al nostro editore non è escluso che possa persino essere pubblicato”.

“Ma certo Longfellow … la mia casa editrice è sempre alla ricerca di nuovi giovini autori, e questo se non è troppo pazzo sarebbe davvero il più giovine … allora declama la tua poesia bambino, coraggio …”.

“Eh … allora inizia così… Ode al pezzetto di carta igienica rimasto incollato al bordo della tavoletta!

–   Oh, scagazzata rampante/

–   che d’effluvi l’aria empistai/

–  poi che ognora irata al mio maiolico t’abbarbicchi!

“Ma … cos’è questa roba Holmes?”

“Non saprei Longfellow … forse poesia sperimentale?”

– Oh, sanguinolenta emorridea

– che purulenta tutto tinti

– come sgombrarti, o liquorosa diletta speteggiata?

“Questa sarebbe poesia? Ma è ributtante”.

“Non posso darti torto Longfellow … fallo smettere ti prego”.
D’un buon flussante abbisognicchi?/

Oppur sarebberobbi il raspar lo meglio?/

O magara d’andar di spazzolo e rifinir di calda lingua tua?

“BASTA per carità”

“Amici gettiamolo FUORI DALLA FINESTRA …”.

“Longfellow prendi il FUCILE presto”.

“Eh …? ma cosa c’è? Non vi ci è piaciuta proprio? Eh …allora vi canto quella del Ragno Pinco Pallo … dunque … il Ragno Pinco Pall…”.

BAANG…

“…oddio ma che fate, eh? …”.

“SPARA più basso Longfellow … fallo SMETTERE per carità…”

BAANG… BAANG… BAANG

“…o mamma … ma questi sono pazzi forte, eh? Scappa Birbo … scappa che quelli che non apprezzano la poesia non ti meritano mica …”

“Ma … dov’è finito?”

“Scomparso … e davanti ai nostri occhi … questo è un grande mistero …”.

“Forse … sentite amici … non è possibile che venisse DAVVERO dal futuro, vero?”.

“Che Dio ci aiuti Lowell … se così fosse io prego di morire prima che venga il tempo, in cui quelle sue sconcezze potrebbero essere considerate poesia …”.

“Se è per questo anche noi Holmes … anche noi …”.