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Coordinate spazio-temporali: un bel giorno d’estate nella Spagna del 1595

 

Dopo aver fatto una lunga sosta per mangiare ci siamo rimessi in strada cavalcando i destrieri presi a nolo; io ho scelto un docile ma robusto asinello, mentre zio Miguel ha preteso un vero cavallo, e così gli hanno affibbiato un tale brocco che chiamarlo ronzino è ancora fargli un complimento.

“Oh zio Miguel … si può sapere perché sospiri e tieni quel broncio? Forse che il vino all’ultimo ristoro non era di tuo gusto? O magari hai trovato la carne troppo cotta?”

“Caro amico mio, tu sei ancora molto giovane e non puoi capire queste cose da grandi, ma io purtroppo ho problemi assai più gravi di una caraffa di vino annacquato o di un piccione abbruciacchiato”.

“Eh? Ma ancora non mi ci starai a pensare alla pastorale che è andata male?”

“La mia povera Galatea. Io speravo grazie a lei di risolvere i miei problemi economici, e invece sia la critica che il pubblico l’hanno giudicata noiosa”.

“Eh … ma magari… anzi, sicuramente avranno avuto torto … e poi sai che ti dico? Che nulla rimanda i problemi come una buona bevuta. Per questo ho dato la mancia all’oste perché mi ci riempisse un otre di buon vino da portarmici via”.

“Infatti vedo che ben spesso baci quel tuo otre che assai velocemente si sta sgonfiando, e lo fai con tanta passione e gusto da far invidia anche al più allegro e rubizzo dei vinai di Malaga”.

“Eh … ma dai … che sai che io il vino ce lo bevo con moda …mode … modu …”.

“Vuoi dire moderazione?”.

“Ecco, appunto … hic … eh … ma dai cavaliere dalla trista figura ed il pessimo umore … ih … ih … non vedi che bella giornata? Lasciati dietro la malinconia e giochiamo … io sono nobile cavaliere e tu il mio umile ma fido scudiero, e assieme sproniamo i nostri destrieri verso sempre nuove e incredibili avventure …”.

“E perché io dovrei essere lo umile scudiero mentre tu fai il nobile cavaliere?”.

“Ah che non te l’avevo detto? … hic … è che l’oste di prima oltre al vino… hic …in cambio della mancia mi ci ha anche investito cavaliere, eh?”

“Quindi per due monete tu saresti diventato il cavaliere … della mancia? Perbacco, allora è proprio vero che di questi tempi la cavalleria è morta, e pure è stata sepolta in una fossa assai profonda a quanto pare”.

“Eh … ma che brontolone che sei diventato… si fa per gioco, no? Ora sprona il tuo ronzino errante … ih … ih … che il tuo scheletro di cavallo per l’appunto lo chiameremo Ronzinante, e invece il mio robusto asino per il suo valore sarà nomato Bucefalo … hic … ed io sarò da ora in poi lo cavaliere Birbo, mentre di te zietto non merita parlare … e ora ci manca solo l’impresa da compiere, tale che mi dia lustro e fama imperituri… aspetta … che vedo laggiù nella pianura? Ah … ecco alla buon ora la nostra prima avventura cavalleresca che c’attende”.

“Stai farneticando ragazzo mio? Devi essere ubriaco o aver patito di un colpo di sole traditore, perché io non scorgo nulla di minimamente avventuroso”.

“Ma che sei diventato cieco Miguel? Non … hic … la vedi quella banda di biechi giganti che ci sbarra il cammino?”.

“Come? Quali giganti? Io vedo solo alcuni mulini a vento, che lentamente ruotano le loro pale sospinte dal placido venticello della pianura”.

“Uffa zio Miguel … si vede che di giochi e d’avventure fantasiose non te ne intendi proprio… quelli lì sono invero dei molto malvagi giganti, ed io essendo appena stato investito cavaliere e così facendo il mio dovere, andrò subito ad ingaggiar con loro una fiera anche se grandemente inegual tenzone”.

“Ascolta Birbo … finché si scherza si scherza, ma non vorrei che ti mettessi nei guai, che bada che quelli sono indubbiamente solo dei comunissimi mulini a vento. Non sarà che tu hai bevuto troppo di quel vino traditore… e ora con questo caldo ti gira la testa e perciò t’immagini le più strane faccende?”

“Stai da parte vile scudiero, che lo compito tuo non è di dubitare ma solo d’assistermi porgendomi la lancia … già ma dové ora la mia fidata lancia compagna di tante battaglie? … ah disdetta… invero non la ravviso da niuna parte… hic … forse che mi fu sottratta da un vile marrano, oppure un incantamento la cela alla mia vista … ma non importa, che questo robusto ramo che raccolgo da terra tosto mi verrà all’occasione … hic … bene, esso è di molto solido e dritto e forte … vedrai che con questa pur umile arma compirò tali incredibili prodigi di valore … hic … che è gran fortuna che tu sia oggi qui a testimoniarli per fartene garante cogli increduli… hic … che altrimenti chi per natura si ritrova la sua mente più corta della lunghezza della lingua, potrebbe persino insinuare che essi non fossero stati del tutto veritieri … hic …ah … trotta asinello mio … aspetta … lasciami bere un ultimo sorso … ecco, ora galoppa e fatti onore, che è assai buona guerra sterminare lo giganti levando dal mondo così cattiva semenza … hic …alla carica valoroso Bucefalo … arrì … arrì …e voi non fuggite malvagie creature che è inutile … hic … che oggi io mi ritrovo ben deciso ad impartirvi la lezione che da lunga pezza voi infami meritate”.

“Mio Dio … ragazzino ma che vuoi fare? Aspetta … attento che ti ripeto che quelli sono dei normalissimi mulini a vento … oh … ma che fa quel piccolo matto? Oddio … ha preso velocità … e ora conficca il ramo in una delle pale … e rimane incastrato … ora la pala si muove e lui viene scagliato da parte con tutto l’asino … poveretto … ecco cavaliere ed asino ridotti ad un solo cumulo di stracci … resisti Birbo, arrivo … Birbo amico mio … sei ancora vivo? …oh ostinato fanciullo, t’avevo ben avvertito che questi erano mulini a vento e non certo giganti… per carità non muoverti che potresti aver qualcosa di rotto … come ti senti e dove ti fa male?”.

“Eh … insomma … hic … stavo meglio prima però sono contento lo stesso …. eh, che deve per forza essere stato un mago invidioso a trasformare in mulini i giganti che io avevo già sconfitto … hic … e queste sono cose che accadono soltanto ai più prodi e nobili di noi cavalieri, eh?”.”.

“Ma insomma figliolo, non capisci che tu non sei un vero cavaliere, e che il tuo asino non è un destriero, e questi molini non sono e non sono mai stati dei giganti?”

“Oh Miguelito del Cervo …io capisco solo che te proprio non ti ci intendi di storie di fantasia e d’avventura … hic …e che per forza che quello che scrivi poi è noioso … hic … che anche tu sei noioso forte, eh? … hic … e allora se vuoi avere successo dovresti scrivere di gente magari matta, ma che cerca l’avventura e parte a lancia in resta e si cimenta come ho fatto io … e vedrai che allora non ti ci diranno più che le tue storie sono noiose, eh?”