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Coordinate spazio-temporali: tempo e luogo antica Grecia

Io e Diogene percorriamo un viottolo lastricato di ciottoli, lui è vestito poveramente e porta in spalla una grande cesta piena di larghe foglie di cicoria o bietola.

“Oh Diogene, grazie per avermi invitato a cena … ma ora dove stai andando con quella cesta di verdura?”

“Oh bella Birbo …vado a lavarla alla fontana”.

“Ah … ecco. E perché vai a lavare la verdura invece di preparare la nostra cena?”

“Semplice, lavo la verdura perché appunto questa sarà la cena… questa e i nostri sapienti discorsi”.

“Eh … ma è tutto qui? Che almeno ci sarà del vino, vero?”

“Acqua mio caro fanciullo … berremo solo della purissima e buonissima acqua”.

Gulp … devo avere fatto una buffa faccia, perché un passante di gradevole aspetto e riccamente vestito sembra ridere di noi”.

“Ah … beh… eh … senti Diogene … chi è quel signore che ride?”

“Chi? Ah … quello… quello è un filosofo… dice lui, e il suo nome è Aristippo”.

“Aristippo? Mai sentito, chi era costui?”

“Aristippo sono io ragazzino, e tu chi sei?”

“Eh … io mi ci chiamo Birbo Bicirossa e sono venuto dal futuro per conoscere il filosofo Diogene, che gentilmente mi ci ha invitato a cena”.

“Davvero dici di venire dal futuro? Ma se questo fosse vero come mai allora non conosci il grande Aristippo? ”

Boh … e chi lo sa chi è questo tipo? Beh … proviamo a non farlo arrabbiare.

“Eh signore… io veramente … ehm … le statue che le hanno dedicato non le assomigliano molto… e così io non osavo sperare che fosse davvero lei…”.

“Capisco … bene, naturalmente non credo affatto che tu venga dal futuro … ma mi sembri un fanciullo furbo ed intelligente, e sarebbe interessante dimostrare con la logica che stai mentendo… che ne diresti di venire a cena a casa mia?”.

“Eh signore … si figuri se non verrei volentieri … ma già il buon Diogene mi ha invitato a cenare da lui, quindi ora non posso”.

“Ceni da Diogene? Ma lo sai cosa t’aspetta a casa sua?”

“Beh …verdura e … acqua… gulp …”.

“Già, invece io sono ricco e a casa m’attende un desco imbandito con cacciagione e dolciumi ed ottimi vini … non come questo stupido di Diogene, che solo per sentirsi superiore sta per conto suo e si macera nella fame. Non è forse vero Diogene, che se solo tu imparasti a frequentare i ricchi non saresti costretto a mangiare tanta verdura? ”

Ops …il buon Diogene sembra punto sul vivo … sentiamo che risponde.

“E’ vero o Aristippo che se io frequentassi i ricchi avrei di meglio da mangiare di questa umile verdura, ma è anche vero che se tu mangiasti questa verdura non saresti costretto a frequentare i ricchi”.

Eh … eh … bella risposta eh? Beh … mi scappa un sorrisetto ed Aristippo mi guarda male.

“Allora ragazzino … hai deciso di digiunare con Diogene o preferisci banchettare allegramente in mia compagnia?”

Caspita … che tentazione … oh … io subito vorrei dire di sì … e apro anche la bocca per farlo, ma poi…

“Eh signore … se non fossi già impegnato verrei volentieri … ma m’accorgo ora di non poter tradire l’amicizia di Diogene … perché gli sono troppo grato per quest’ultima lezione che mi ha appena insegnato”.

“Davvero Birbo? E cos’è che ti ho appena insegnato io?”.

“Eh caro Diogene … tu mi ci hai fatto capire che io … che io sono un fesso … ecco”.