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Coordinate spazio-temporali: tempo 1921, in una vecchia e lugubre casa di Providence, al 454 d’Angell Street.

Uffa, va bene che zio Howui è depresso, ma l’idea di fargli compagnia per qualche giorno è stata pessima, perché se continua così finirò per deprimermi anch’io.

“Senti H.P, che ne dici se usciamo fuori? C’è il sole e potremmo giocare in giardino”.

Lui mi guarda perplesso e sembra persino non riconoscermi … ma che problema avrà costui?

“Sole? No piccolo Birbo, non fidarti del rassicurante Sole, perché non è solo col favore delle tenebre che i mostri escono e celebrano i loro orridi riti”.

Sigh … il povero zio Love ha perso il senno… devo cercare d’aiutarlo.

“Ma zio, almeno apriamo le finestre e facciamo entrare un poco d’aria fresca … che qui dentro fa caldo ed è troppo buio”.

“Buio? Nel cielo più buio un giorno le stelle più lontane torneranno favorevoli, e allora EGLI farà sentire il suo richiamo”.

“Eh? Ma zio … chi sarebbe questo che dici? E perché intanto che me lo spieghi non andiamo da Joe a prenderci un gelato al pistacchio ed amarena?”

“Nella sua casa a R’lyeh, il morto Cthulhu attende sognando”.
“Buon per lui…allora lasciamolo dormire, eh? Ma zio …si può sapere tu che problema hai?”

“Stupido ragazzino … sappi che non è morto ciò che eternamente può attendere, perché ci sono Esseri Eterni in cui la stessa Morte può infine morire”.

“Eh … ma se intanto che aspettiamo ci pigliamo quel famoso gelato, e magari anche un poco d’aria fresca?… che qui non volevo dirlo … ma c’è una certa puzza di calzini sporchi, eh?”

“Il grande Cthulhu tornerà … Il grande Cthulhu si sta svegliando…”

“Ma chi se ne freg … ehm … senti zio … ma me lo dici allora che problema hai?”

“Io SO quello che sta accadendo … io ho VISTO quelle orribili COSE…”

“Zietto … ora cominci a preoccuparmi davvero, eh? Insomma che problema hai?”

“Problema? Loro… loro giacciono nel fondo del mare e sembrano morti… ma i loro occhi … EH-AHHHH-AH…E’YAHHHH..”

“ZIO…? Oddio Zio non fare così … dimmi ti prego … CHE PROBLEMA HAI?”

“IO … IO … IO… MI PARE D’IMPAZZIRE … sono anni che lo tengo nascosto… è un segreto orrendo … io non posso … NON POSSO RIVELARLO PROPRIO A TE…”

“Che cosa non puoi dirmi zio? DIMMI… QUAL’E’ IL TUO SEGRETO?”

“E’ che… che io … CHE IO NON SCOPO DA QUASI TRE ANNI … ecco, l’ho detto”.