Tag

Coordinate spazio-temporali: tempo attuale, in un lugubre e desolato edificio alla prima periferia di Bologna

Uffa … dopo mezzora che suono e urlo finalmente un attempato ometto vestito di grigio arriva ad aprirmi il cancello.

“Insomma custode … perché ci ha messo tanto a farmi entrare?”

“Oh … piano ragazzino … che io sono pagato per non fare uscire i pazzi, e mica per farli entrare dentro”.

“Eh? Ma io sono solo in visita, mica sono un matto io, eh?”

“Uhm … sarà … comunque chi è che vuoi vedere?”

“Eh … ma il mio babbo … il signor Baggins…”.

“Chi???? Io non conosco nessuno che …”

“Uffa …va beh … qui credo che lo conoscete come l’Oscuro …”.

“…ah …l’Oscuro Signore dello Nero Torrione? Potevi dirlo subito … padiglione degli irrecuperabili, corridoio C e camera duecentododici e letto numero tre… però per vederlo devi chiedere il permesso a quel pazzo del direttore, il dottor Washbrain, e quindi devi andare dalla sua segretaria, la signorina Fairbottom e chiedere un appunt…”.

“Sì, certo nonno, conosco già la procedura, eh?”

“Chi sarebbe il nonno ragazzino? Io compirò ventidue anni solo tra tre mesi e …”.

“Ecco… appunto … io ne ho solo sette e quindi … ciao nonnino, stammi bene e non t’agitare, eh?”

“Comunque stai attento al direttore, che quello è pazzo per davvero e … ma neppure mi ascolta?… uhmpf …i visitatori dall’esterno diventano sempre più screanzati … ho fatto davvero bene a non lasciare il manicomio quando mi hanno dichiarato guarito, com’è vero che sono lo Zar di tutte le Russie”.

“Uffa … allora l’ufficio deve essere questo e … ah sì, buongiorno signorina Fairbottom … ci sono tornato per vedere il mio babbo, eh?”.

“Oh … buongiorno ragazzino … hai saltato un paio di giorni di visita o mi sbaglio?”

“Eh signorina … gli è che mi ci ero impegnato in un avventura nell’antica Grecia e …”.

“Davvero? Perbacco che buona idea, con la crisi che c’è in Grecia scommetto che hai speso pochi euro per fare delle vacanze da sogno, vero?”

“Eh … pasti spartani ed inseguimenti e duelli a parte … beh … posso chiedere il solito permesso di visita al direttore?”

“Ma certo … ti annuncio subito … Clic … dottor Wagerbrain, c’è qui un ragazzino che vuole vederla per avere un permesso di visita”.

“Ah … ecco appunto … un caso speciale quindi … ma quale ragazzino? Non sarà il figlio del caso del corridoio C e camera duecentododici e letto numero tre …?”

“Eh sì, è proprio lui … posso farlo entrare?”

“Ehm… ecco appunto … ma non potrebbe dirgli che oggi non ci sono?”

“Scusi dottore, ma è proprio qui davanti a me e sente tutto quello che lei dice”.

“Ah … ecco appunto… ma io scherzavo … lo avete capito vero? Entri pure caro ragazzo … eh… eh … ah eccola … due settimane che non veniva … mi ero illus … ehm … preoccupato… sieda la prego … posso offrirle un sigaro … ah …no … la sua giovine età … ehm … ecco appunto … scherzavo, certo”.

“Buongiorno dottor Wagglebrain … a lei piace sempre molto scherzare, vero?”

“Ma certo ragazzo mio, ecco appunto voglio dire, non vedo perché dovrei rattristarmi solo perché lavoro e vivo tra queste squallide quattro mura, e con la sola compagnia di folli pericolosi e pazzi criminali”.

“Eh? Ma la signorina Fairbottom mi sembrava normale…?”

“Ma certo, ecco appunto … basta che sorvoliamo sulla sua particolare fissazione”.

“Eh? E che fissazione ci avrebbe mai?”

“Beh ecco… detto in parole semplici … lei crede d’essere la mia segretaria”.

“Ma … scusi dottor Wakebrain … io credevo che la signorina Fairbottom FOSSE la sua segretaria”.

“Davvero? Bene, in effetti è possibile … però l’esperienza mi dice che la cosiddetta signorina Fairbottom da dieci anni sta solo recitando il ruolo di mia segretaria … ecco appunto … e neppure tanto bene ad essere sinceri”.

“Ah … così? Ma se non è la sua segretaria e non si chiama Fairbottom … chi sarebbe la signorina che le prende gli appuntamenti?”

“Ecco appunto, lei è la principessa Anastasia, l’erede al trono di Russia”.

“Ah … beh … ehm … ma lei dottor Wastebrain è davvero un burlone, vero? Perché sta scherzando, eh?”

“Ma certo ragazzo, ecco appunto ora ti racconto la barzelletta dei due nani tedeschi ”.

“Eh … ma non è che la si potrebbe evitare?”.

“Nein … eh … eh … ecco appunto … scusa ragazzo ma per renderla al meglio devo fare l’accento tedesco … dunque ci sono due nani tedeschi in vacanza in Italia e …”.

“Due nani tedeschi?”.

“Già ecco appunto … ma il meglio deve ancora venire, ascolta … uno dei due nani entra in una ferramenta di Bologna dove ci sono due commesse, una giovane e bionda, e una più matura e bruna … mi segui?”

“Eh … la seguo purtroppo … ma dottor Washybrain … io avrei fretta di rivedere il mio babbo, eh?”.

“Nein, nein …ah …ah … ecco appunto uno dei due nani che entra in una ferramenta, si guarda intorno… s’avvicina al bancone e poi saltellando per farsi vedere da lei dice ad una delle due commesse … zignorina … io essere piccolo nano tetesco in visita a Pologna … e io urgentemente folere avere un pompino …ah … ah … capito ragazzo?”

“Eh dottor Warpbrain, io sono un bambino… forse era meglio se lei invece mi dava quel sigaro di prima, eh?”

“Ecco appunto …allora … la commessa naturalmente è assai scandalizzata, ed urla al nano d’uscire dal suo negozio … ma il nano continua a saltellare e mette venti euro sul bancone …nein …dice … io essere piccolo nano tetesco in visita a Pologna …e senza pompino io non tornare a casa in Celmania …ah … ah …”.

“Eh dottore …ah …ah … mah …”.

“Ah … ti piace allora … ecco appunto, allora la commessa bionda butta i venti euro in faccia al nano e ancora gli urla d’uscire, ma lui continuando a saltellare si leva di tasca un foglio da cinquanta e lo appoggia sul bancone … zignorina … dice … i dofere azzolutamente afere pompino di Pologna… voi dare me per favore prego?”.

“Scusi dottor Wantonbrain…”.

“Ecco appunto, ora ragazzo fai attenzione che viene il meglio … la commessa bionda va al telefono per chiamare la polizia … ma il nano tira fuori altre tre banconote da cinquanta … per un totale di duecento euro, e intanto dice …zignorina … la prego … io dovere azzolutamente afere subito pompino … io pagare tutto quello che lei folere, ma non potere tornare a casen senza afere afuto bello pompino… ecco appunto … si vede che il nanetto ora è davvero disperato, tanto che ormai piange … così la commessa bionda non sa cosa fare …e allora interviene la bruna e chiede al piccoletto se può servirlo lei … che è disposta a farlo …il nano tutto eccitato torna a dire che lui folere solo pompino polognese, e quindi ecco appunto è d’accordo… così la brunetta raccoglie i soldi e chiede al nano d’accompagnarla nel retrobottega e poi …”.

“Sigh … e poi cosa succede dottore?”

“Ecco appunto… dopo poco il primo nano raggiunge il secondo, che aveva sistemato le loro biciclette in una rastrelliera e s’era seduto ad aspettarlo accanto alla fontana del Nettuno, perché era un giorno caldo… e il secondo nano vedendo arrivare il primo gli chiede…allora? Tu afere trovaten pompino per gonfiare ruote di nostre piccolen piciclette? Così che noi potere proseguiren il viaggien di ritorno? E il primo nano tutto eccitato risponde … nein … nein … tu dire miei cenitori che io non tornaren mai più a casen in Cermania…io restare per sempre qui a Pologna”.

Orco …aveva ragione il custode … il direttore è davvero pazzo … meglio assecondarlo …

“Ebbene ragazzino? Tu nein piaciuta mia barzelletta?”.

“Eh…sì, sì, ah …ah …ah …tantissimo … eh … sigh …”.

“Ah …ecco … bene, anzi … pene pene …eh …eh … allora ora faccio venire tuo padre, così puoi parlargli”.

“Eh dottor Waterishbrain… ma se ci potessi vederlo da solo … in privato ecco …”.

“Nein …ah … ah … solo in mia presenza …Clic …signorina Fairbottom? Potrebbe chiedere ad un paio di robusti infermieri di accompagnare nel mio ufficio il padre del ragazzino?”

“Vuole dire il caso del corridoio C e camera duecentododici e letto numero tre dottore?”

“Ecco, appunto … ho concesso un colloquio di dieci minuti … lo faccia venire subito …Clic … mah … stupida cagna …la caccerei subito se non fosse tanto difficile trovare una segretaria qualificata”.

“Segretaria? Ma dottor Washbrain… la signorina non è in realtà la principessa Anastasia?”

“Ecco, appunto … e dimmi …secondo te il mio nome è Washbrain? Perché mi hai chiamato Washbrain? E perché hai affermato che la mia segretaria è la principessa Anastasia? Da quanto tempo soffri di queste curiose fissazione?”

“Ma dottor Wantedbrain… è stato lei a dire che la signorina Fairbottom era una principessa …subito prima di raccontare la storiella dei due nani tedeschi, non si ricorda dottore?”

“Storiella di nani? Quale storiella? Senti ragazzino, ma tu chi credi di essere?”

“Beh … io sono il bambino che viaggia nel tempo … e sono qui per vedere il mio babbo che ha avuto un esaurimento nervoso … e che è l’Oscuro Signore De Lo Nero Torrione, eh?”

“Ah … ecco … appunto … per un attimo avevo pensato fosti impazzito anche tu … perché potrebbe accadere se trascorresti più di dieci minuti in conversazione con un matto… sai?”.

“Ma qui dentro l’unica persona con cui ho parlato per più di dieci minuti … è lei …”

“Ecco, appunto … quindi potrebbe essere … non credi? Ah … ma ecco appunto arrivare il tuo babbo … c’è qui suo figlio per vederla signor Oscuro, entrate e sedetevi pure… ecco, appunto”.

“Dottor Waddlebrain, quante volte devo pregarvi di non fare tante cerimonie e non chiamarmi signore?

Dopo tutto il tempo che ci conosciamo e il rapporto d’amicizia nato tra noi, avrei piacere mi chiamaste Oscuro Signore De Lo Nero Torrione … altrimenti potrei far cadere qualche testa qui intorno”.

“Giusto signor … ehm … mi perdoni … Oscuro Signore … ecco appunto, ha visto chi è venuto a trovarla?”.

“Oh … figliolo … allora hai concluso l’affare degli F-34?”

“Ma babbo …”.

“Mi perdoni vostra Oscurità, ma non posso consentirle di parlare di lavoro … ecco appunto, questo potrebbe turbarla … scegliete un altro argomento la prego…”.

“Beh … ci sarebbe una cosa … dimmi figliolo … potresti scacciare le due giraffe rosa immaginarie che mi stanno mordicchiando i lobi degli orecchi?”

“Ma babbo … come posso scacciare delle giraffe rosa immaginarie?”

“Usando un bastone immaginario naturalmente … io non posso perché mi tengono sempre sotto l’effetto di potenti psicofarmaci … ma tu puoi farlo credo”.

“Eh … babbo … ma io però…”.

“Ecco appunto … questo è interessante”.

“Cosa è interessante dottor Warmbrain?”

“Ecco appunto … è interessante la richiesta che ti ha fatto il tuo babbo … dimmi ragazzino … anche tu vedi le due giraffe rosa immaginarie che stanno mordicchiando i lobi degli orecchie di tuo padre?”

“Eh? Ma dottor Wartbrain … io … ehm … se ammettessi che le vedo sarei pazzo anch’io, giusto?”

“Non necessariamente … per quanto molte malattie mentali siano effettivamente ereditarie… ecco appunto … comunque avrei a tua disposizione una simpatica celletta … dove ti troveresti in compagnia di un altro caso molto interessante … sai, è un nano tedesco che è venuto in bicicletta in Italia e poi non è più ripartito…”.

“Beh dottor Waifbrain… dieci minuti sono già passati, eh? Come svolazza il tempo quando ci si diverte … e a proposito di tempo … avrei una missione suicida nell’antico Giappone feudale che ho rimandato fin troppo … ciao babbo … se torno vivo ci vediamo forse la prossima settimana, eh?”

“Noooo … figliolo non andarten … troppo tardi … è scomparso … e ora chi impedirà alle piccole giraffe rosa di mordicchiarmi le orecchie?”.

“Mah … non saprei caro il mio Oscuro Signore … io tutto quello che posso fare è di prescriverle altre pillole verdi e rosse”.

“Ancora? Nooooooo … almeno non riportatemi nella cella accanto al nano ciclista che chiede pompini … AIUTOOOOO … LASCIATEMIII …”.

“Oh poveretto … quanto mi spiace per lui signor direttore”.

“Non si preoccupi signorina Fairbottom … vedrà che riusciremo a curarlo”.

“Sì, però ancora non capisco signore …”.

“Cosa non capisce signorina Fairbottom?”

“Bene … io non me ne intendo di psichiatria … ma visto che la sua non è una fissazione, perché DAVVERO ci sono due piccole giraffe rosa che mordicchiano le orecchie del caso del corridoio C e camera duecentododici e letto numero tre … ecco … non dovremmo fare qualcosa per allontanare quelle bestiacce da lui signor direttore? Almeno quando è legato nella camicia di forza e non può difendersi da solo?”

“Signorina Fairbottom”.

“Sì dottor Wallowbrain?”

“Quante volte devo ripeterle che non si deve mai … e ribadisco mai … incoraggiare il paziente nelle sue personali fissazioni?”

“Ma io credevo … e poi pensi solo a quel che ci costa il fieno che si mangiano quelle due bestiacce …”:

“Esca signorina, potrà tornare a discutere i miei metodi di cura dopo aver conseguito una laurea in medicina, ed avere poi fatto almeno cinque anni di specializzazione e dieci come ricoverato… ecco, vada … uffa … ora finalmente potrò starmene un poco in pace … ma possibile che io, il monaco Rasputin … debba ancora oggi sopportare tutti questi imbelli ed oziosi aristocratici della corte imperiale di San Pietroburgo?”