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Coordinate spazio-temporali: anno 33, a Gerusalemme nel palazzo del procuratore Pilato

In una calda notte di luna piena una stanca pattuglia romana esplora metodicamente i corridoi del palazzo, li guida un annoiato centurione. Ad un tratto i soldati avvertono il rumore di piccoli passi ed alzano le armi, forse qualcuno si nasconde nell’oscurità per tendere un agguato?

“Fermi, chi va là? Fatevi riconoscere o sarete passati per le armi”.

“Oh Longino, posa quel ferro vecchio che usi per lancia … mica facciamo scherzi eh? Che non li riconosci più i vecchi amici?”.

“Per Marte … ma sei tu Birbo? Da quanto tempo non ti facevi vedere ragazzo mio? Se non sbaglio fu quando mi vincesti l’intera paga a dadi, vero?”.

“Eh … sono sempre indaffarato … ehm … possiamo parlare in privato? Sai … porto certe notizie …”.

“Per Mercurio … spero siano buone … Valerius prendi il comando degli uomini e sii vigile … che di questi tempi non si è mai abbastanza prudenti”.

“Eh … parole d’oro caro Longino … ehm … che poi mica avresti qualcosa da bere?”.

“Per Bacco, ma certo. Prima però dimmi che tipo di notizie porti”.

“Eh … cattive purtroppo, arrivo ora da Roma, e anzi sarà meglio che parlo davanti al procuratore”.

“Per Giove … allora ti porto subito da lui, vorrà dire che berremo del suo vino, che certo sa meno d’aceto di quello di noi poveri soldati”.

“Eh … forse però prima è meglio che t’avviso di una cosa … tuo zio Lucius è appena morto…”.

“Per Plutone … mio zio morto? E come è morto?”.

“Ehm … è stato pugnalato per ordine di Tiberio”.

“Cosa? Ma se non aveva ricchezze da confiscare, perché ucciderlo?”.

“Beh sai … fatto è che era amico di Seiano … e questo basta e avanza”.

“Che dici? Aspetta, meglio che ripeti tutto davanti al procuratore … sono Longino procuratore, e con me c’è Birbo, che purtroppo porta notizie assai cattive da Roma”.

“Notizie cattive Longino? E quando mai da Roma ne sono giunte di buone? Entrate e parliamone … ma prima Birbo mettiti seduto e assaggia di questo vino”.

“Eh caro Ponzio … versa versa … e versane anche a Longino che stasera ha già ricevuto la sua parte di cattive notizie…”.

“Davvero Longino? E che è successo dunque?”.

“Procuratore … Birbo dice che mio zio è stato ucciso perché era amico di Seiano”.

“Ucciso … ma per ordine dell’imperatore? Dunque anche Seiano … dimmi Birbo, ora anche il nostro protettore si trova in pericolo?”

“Non proprio in pericolo … Seiano è proprio già morto … morto smembrato per la precisione”.

“Ma come mai i suoi valorosi pretoriani non lo hanno difeso?”

“Buoni quelli … sono stati corrotti con dell’oro e proprio loro lo hanno tradito”.

“E come è morto Seiano? In dignitoso silenzio come un vero romano?”

“Insomma … c’è da dire che quando si muore smembrati si tende ad urlare appena un filino “.

“Capisco … e i suoi figli? Sono ancora a Roma?”.

“Veramente sono stati gettati da una rupe … così non ereditano e il patrimonio di famiglia va a Tiberio, eh?”.

“Ma … questo non è possibile … la legge romana proibisce di condannare a morte le vergini e i minori d’età”.

“Infatti si è seguita alla lettera la legge… al bambino prima di gettarlo gli ci hanno concesso d’indossare la toga da adulto … e la ragazzina … non so … dicono solo che prima di morire non era affatto più vergine”.

“Capisco … ma e i nobili ed i senatori amici di Seiano? Qualcuno di loro può aiutarci?”

“Potrebbero … se non fossero stati quasi tutti uccisi anche loro … e oh … sai come vanno queste cose … quelli ancora vivi giurano e spergiurano che Seiano non lo conoscevano proprio per niente, eh?”

“Birbo … peggiori notizie non me ne potevi portare … “.

“Ci hai pure ragione Pilato, però già sapevamo che Tiberio è pazzo … sai che ora per paura d’essere assassinato vive in cima ad una brulla collina e non si lascia avvicinare da nessuno? Sarà pure imperatore … ma che brutta vita di merda che fa”.

“Già … perché noi invece … ascolta Birbo, puoi almeno darmi un consiglio? C’è qualcosa che posso fare per sfuggire all’ira di Tiberio?”.

“Eh Ponzio… per questo sono qui … per prima cosa brucia tutte le lettere ed i documenti che provano che tu e Seiano eravate amici … e poi tieni la testa bassa e non farti notare che … oh … hai la fortuna che qui in Giudea sei piuttosto lontano … magari prima che il matto pensi a mandarti degli assassini verrà ammazzato lui … che già ci hanno provato in tanti, e prima o poi… eh, però …”.

“Però … cosa?”.

“Eh Ponzio … questi tuoi biliosi ebrei sempre scontenti e riottosi … beh … sarebbe bene che per un poco se ne stessero calmini anche loro, eh? Che se per caso il padrone del mondo Cesare Tiberio si ricorda di te e guarda dalla tua parte … eh … che poi c’è anche la tua bella moglie da considerare …”.

“Lo so bene Birbo … ricordo ancora come Tiberio seviziò Agrippina dopo la morte di suo marito Germanico … e a tutti i costi non permetterò mai che a Claudia succeda lo stesso. Quindi farò come mi consigli, hai inteso Longino? Da ora in poi dobbiamo tentare in qualunque modo di tenerci buoni questi ostinati ed arroganti ebrei”.

“Mi rendo conto procuratore e farò di tutto … ma ci sarebbe il problema di quel piccolo predicatore … sapete quello strano tipo consegnatoci dai sacerdoti. Ovviamente l’uomo non ha fatto nulla di grave, ma loro per liberarsene vogliono che lo condanniamo ugualmente”.

“E dimmi Longino, se noi invece lo lasciassimo libero che accadrebbe?”.

“Probabilmente si scatenerebbe una rivolta che saremmo costretti a soffocare nel sangue”.

“Per carità Ponzio … la notizia arriverebbe subito ai tuoi nemici a Roma, eh?”.

“Ma io li odio quegli ipocriti sacerdoti, e mi spiace dover fare uccidere un innocente per compiacerli”.

“Bene … se dite che il prigioniero è un tipo a posto cerchiamo di salvarlo… beh Ponzio, puoi sempre appellarti al popolo … gli ci racconti che per festeggiare la Pasqua ebraica hai deciso di graziare un condannato, e poi lasci che scelgano se liberare lui oppure …”.

“Oppure?”.

“Eh … o lui che non ha fatto nulla di male, oppure il più infame e lurido rifiuto di galera che raschierai dal fondo delle tue prigioni … oh … è chiaro che il popolo per quanto possa essere stupido non sceglierà mai di lasciare libero il briccone, e così anche i sacerdoti non potranno opporsi e per questa volta se lo prenderanno nel sedere, eh?”

“Questa è un idea geniale caro Birbo … non sei d’accordo Longino?”.

“Oh sì, talmente geniale che sarà bene che non giochi mai più a dadi con questo ragazzino”.

“Eh … siete troppo buoni … è solo che conosco bene la natura umana, e quando con la mia saggezza posso aiutare gli amici e insieme fare pure una buona azione …eh … allora sono sempre ben contento, eh?”.