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Coordinate spazio-temporali: anno 33, a Gerusalemme nei sotterranei del vecchio palazzo di Erode ora dimora del Sommo Sacerdote Caifa.

“Beh …certo che sei stato fortunato ad incontrarmi e pagarmi da bere in quella taverna, eh?”

“Speriamo … ma sei sicuro che sia la strada giusta Birbo?”

“Eh … da questa parte non troveremo soldati romani stai tranquillo … fidati che io conosco bene la strada, eh?”

“No … volevo dire … non staremo per fare un errore?”.

“Uffa Giuda … che te l’ho già spiegato che se vuoi salvare il tuo Maestro devi per forza metterti d’accordo col mio amico Caifa, eh?”.

“Io ancora non capisco perché i sacerdoti vogliano fare del male al Maestro… in fondo lui predica soltanto la pace e l’amore e la verità …”.

“Ih … ih … io non lo conosco perché di solito visito solo i personaggi storici importanti, ma non è forse vero che ha osato scacciare i mercanti dal tempio di Gerusalemme?“.

“Ma certo … egli giustamente ha purificato la casa di Dio e allontanato chi la profanava coi suoi meschini commerci”.

“Eh … però i venditori di colombi ed i cambiamonete gestiscono i banchi per conto dei sacerdoti, e ora loro ci hanno paura di perdere quei grossi guadagni”.

“Cosa dici? Sarebbero gli stessi sacerdoti a profanare il Tempio?”

“Eh caro mio… tra il traffico d’animali per i sacrifici e la storia che le offerte non possono essere fatte con moneta straniera … oh … quei volponi negli anni sono diventati anche più ricchi e potenti d’Erode il Grande… e per questo è meglio che vi mettiate d’accordo per dividere la torta… oh … altrimenti t’avviso che il tuo Maestro potrebbe finire in una prigione romana o venire scacciato dalla città, eh?”.

“Bene io … certo che se si potesse arrivare ad un ragionevole accomodamento …”.

“Ma certo, che mica tutti i sacerdoti sono testardi ed irragionevoli come lo è Anna, per questo ti ci porto da Caifa che in fondo è un tipo corretto… basterà che lo rassicuri sui loro futuri guadagni… e poi magari potreste dividervi la regione … voi potreste predicare per tutto il paese tranne che in Gerusalemme che resterebbe a loro… beh … Caifa mi ha fatto capire che a questi patti ci starebbe pure, eh?”

“Bene … allora …”.

“Ssssstttt … siamo arrivati … eh …. buongiorno sommo sacerdote … come ti avevo detto ti ho portato Giuda, uno dei più fidati discepoli di colui che ti dà tanti problemi … oh c’è del vino… allora mentre lo assaggio voi due potete stringervi la mano e fare la pace, eh?”.

“Dunque tu sei Giuda? E dimmi Giuda, ti ha mandato il Nazareno perché lui aveva paura?”.

“Noi non abbiamo paura o Caifa … io sono venuto di mia iniziativa, e solo per convincerti delle buone intenzioni del mio Maestro”.

“Davvero? Eppure egli ultimamente ci ha nuociuto molto … come l’assurda idea di riportare in vita quel Lazzaro … ma come gli è venuta?”.

“Io … non vedo che male ci sia in questo … è un miracolo come tanti altri…”.

“Il male è che vedendo questi cosiddetti miracoli il popolo potrebbe iniziare a pensare, ma il popolo non deve pensare perché il pensare genera dubbi. Soltanto noi sacerdoti dobbiamo poter pensare, mentre il popolino ignaro non deve mai dubitare di ciò che noi saggi affermiamo … non sei d’accordo Giuda?”.

“Ebbene non saprei … in fondo io sono solo un povero pastore ignorante…”.

“Ah … volesse il cielo che tutti voi lo foste mio caro Giuda”.

“Eh Caifa … oh … buono il vino però… scusa se m’intrometto ma dobbiamo chiarirci … adesso Giuda s’impegnerà a portare davanti a te questo suo Maestro … e tu però t’impegni ad arrivarci ad un accordo che soddisfi tutti e riporti la pace, eh?”

“Ma naturalmente ragazzo mio … naturalmente … del resto caro Giuda i sacerdoti non sono nemici del tuo Maestro … infatti il nostro più grande desiderio sarebbe di lavorare per lui facendo in modo che sia elevato al posto d’onore che merita”.

“Davvero vorresti questo o Caifa?”

“Ma certo amico mio … e bada che sarebbe anche nel vostro interesse, perché i fedeli pagherebbero bene per ascoltare una delle sue parabole, e noi ci divideremmo il loro obolo equamente”.

“Ma il Maestro non ha mai chiesto denaro per i suoi insegnamenti”.

“E questo gli fa certamente onore, ma considera che ogni anno sono tre milioni i pellegrini che vengono in visita al nostro Tempio, e certo grazie a lui il loro numero aumenterà di molto. Basterebbe che ognuno di loro versasse anche solo uno spicciolo … e chi mai negherebbe una misera monetina a chi restituisce la vista ai ciechi e persino risveglia i morti? E poi Giuda, non sei tu il tesoriere del vostro gruppo? Dimmi quindi, quante volte avresti voluto comprare pane per i tuoi compagni o fare l’elemosina ad un povero … ma la tua mano che cercava qualcosa da dare ha trovato la borsa desolatamente vuota?”.

“Ma … certo che se avessi a disposizione del solido denaro potrei fare molto bene ai nostri poveri … però… io non so se posso convincere il mio Maestro ad acconsentire a questo incontro tra voi…”.

“Ma non devi dirgli nulla caro Giuda, sarò io che manderò alcuni fidati sacerdoti a farvi visita, e spetterà a loro di convincerlo a venire … tu dovresti solo indicargli chi è il tuo Maestro, poiché loro non lo conoscono … per esempio potresti baciarlo su una guancia … così lo discerneranno dalla numerosa folla che continuamente lo insegue in attesa dei suoi miracoli”.

“Sì, se lui accetta questo incontro … ma chi mi garantisce che quando sarà in questo luogo non gli sarà fatto del male da nessuno di voi?”

”Cosa dici? Tu oseresti dubitare della parola del sommo sacerdote?”

“Psssst … ma che mi combini Giuda? Diplomazia ci vuole … scusatelo o sommo dei sommi … è solo che il buon Giuda amerebbe avere una piccola prova della vostra buona volontà … insomma signore, non è che dopo tante promesse gli ci farete uno scherzo da sacerdote … eh?”

“Comprendo … ebbene ascoltate cosa faremo … tu Giuda prenderai queste monete, e me le restituirai solo quando tutto si sarà concluso secondo i tuoi desideri”.

“Ma … io … ma questi sono … tredici … ventisei … trenta sicli d’argento … e dalle mie parti si può comprare uno schiavo robusto con un solo siclo”.

“Vedi bene che non ho interesse a truffarti … perché commetterei un grave sacrilegio se tu non mi restituissi questo denaro che fa parte del sacro tesoro del Tempio”.

“Psssst … allora fidati Giuda … che se questo avaraccio ti sborsa trenta denari lo fa solo perché è sicuro che tutto andrà per il verso giusto, eh?”.

“Ebbene … se è proprio necessario agire così… prego solo di non sbagliare”.

“Beh… allora infine siamo d’accordo e possiamo bere un bicchiere per festeggiare … eh cari i miei Giuda e Caifa, sapeste come mi sento bene quando faccio di queste cose … oh … che il mondo sarebbe davvero brutto, se non ci fossi io a darmi da fare per portare dappertutto pace e armonia, eh?”