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Coordinate spazio-temporali: un afosa giornata nell’antica Grecia, un vecchio canuto ed un fanciullo imberbe sono sdraiati all’ombra di un albero di fico, il vecchio ha una benda nera sugli occhi e sta dettando un componimento al fanciullo che dovrebbe trascriverlo su pergamena, ma che invece spesso e volentieri s’interrompe per cogliere e mangiare i fichi più dolci e maturi

“Gnam … gnam”.

“Dimmi piccolo mio … io detto veloce … davvero riesci a tenermi dietro?”

Uffa questi vecchi che noiosi che sono. E’ proprio vero che dopo i quattordici anni ci diventano tutti di molto strani.

“Eh … fidati zio, che mi sono appena diplomato per corrispondenza in Albania io, eh?”

“Allora continuo… e per l’ingiustizia subita quel prode fu colto da cotanto furore che …”

“ …gnam gnam… furiere … eh sì… e poi che succede dopo?”

“Ma … sono cieco ma mi pare d’udire qualcuno che mastica e deglutisce, sei sicuro d’essere stato attento ed aver scritto tutto in modo esatto?”

Gulp … sputo un pezzo di fico e m’affretto a rassicurarlo.
“Eh …ma certo zio Tibia … eh …che scrivo veloce ed accurato io, eh?”

“Bene… però io non mi chiamo Tibia”.

Uffa, ma davvero quest’uomo è noioso forte, e poi con questa pretesa di voler addirittura scrivere un lungo poema, e chi crede che vorrebbe poi leggerlo, eh?
“Tranquillo zio Scapola, che io sono stato attento e preciso come sempre”.

“Sarà, ma però il mio nome non è neppure Scapola”.

“Va bene caro zio Femore, però rassicurati che io ho una memoria perfetta…”

“Insomma bambino… io non sono Femore”.

“Ma lo so bene che tu ti chiami … ehm … Metacarpo?”

“Non credo proprio”.

“Allora … no, non dirmi niente che ce l’ho sulla punta della lingua … zio Rotula?”

“Ma sei sicuro d’essere un vero apprendista scrivano?”

“Certamente zio… ehm … Coccige?”

“Sbagliato ancora. Ma non ti vantavi d’avere una memoria perfetta?”

“Eh … infatti … lasciami solo pensare un attimo …Tarso?”

“Senti piccolino …”

“ …o forse magari era … Metatarso?”

“Insomma Birbo …”

Uffa e arciuffa, ma come aveva detto di chiamarsi questo scocciatore?

“… Ah … aspetta che ormai ci sono… tu sei … zio Ulna?”

“Maledizione Birbo, hai nominato quasi tutte le ossa del corpo umano ed ancora non hai indovinato il mio nome… quante volte devo dirti che io mi chiamo … OMEROOOOOO!”