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Coordinate spazio-temporali: 356 a. C. nell’ antica Efeso

Nel corso dei miei viaggi mi trovo nelle vicinanze del famoso tempio di Atena, quando un vecchietto che corre come un matto mi urta, facendoci cadere entrambi a terra.

“Oh poveretto … aspetti nonnino… prenda la mia mano che la aiuto a rialzarsi. Ma che aveva da correre così tanto poi? Eh … ma cos’è quest’odore? Sono le sue vesti che puzzano di … fumo?”.

“Lasciami bambino … e ricorda che io mi chiamo Erostrato”.

“Eh? Beh …tanto piacere di saperlo ma … ehi signore… ha visto che da quel tempio escono delle nuvole di fumo? Ma cosa sarà successo?”

“Un terribile incendio … io, Erostrato, ho dato fuoco al più grande tempio di tutta Efeso …ti ricorderai del mio nome?”

“Eh signore … ma sono certo che non lo voleva fare apposta, eh?

Un incidente, certo … può capitare a tutti … io stesso a scuola nell’ufficio del preside… beh … ora non abbia paura, farò finta di non averla vista e …”.

“NOOOOOO … piccolo imbecille … io il tempio l’ho incendiato di proposito, e proprio perché voglio che tutti sappiano che sono stato io, Erostrato, a farlo”.

“Eh … contento lei nonnino… ma perché poi vuole mettersi nei guai?”

“Perché mi sono reso conto d’avere ormai ottant’anni e …”.

“Ah … complimenti … allora sono state le candeline della torta …?”

“… ottant’anni, capisci bambino? E in questi ottant’anni non avevo ancora combinato niente … così ho capito che quando fossi morto …”.

“Eh, ma che neri pensieri … che lei nonnino è ancora abbastanza giovane e forse ci camperà ancora per due settimane o persino tre …”.

“… ho capito che nessuno mi avrebbe ricordato … una vita inutile la mia … così ho appiccato il fuoco al più grande tempio della città, e ora sono sicuro che in futuro sarò ricordato da tutti”.

“Eh, contento lei … attento nonnino che sta arrivando gente… è meglio che ora scappi o non vivrà nemmeno per quelle due settimane che le dicevo, eh?”

“Ma tutti devono sapere che sono stato io ad incendiare il tempio, IO…EROSTRATO … ricordatelo tutti e ditelo ai vostri figli e ai figli dei loro figli, sono stato io e io solo, e il mio nome è E-RO-STRA-TO … “.

“Eh … va bene signore … ci penso io a dirlo a tutti … ma tu scappa ora, eh?”

“Sei sicuro ragazzino che ricorderai il mio nome? Io sono E-RO-STRA-TO … te lo ricordi, vero?”

“Eh … ma certo … vada vada mio buon vecchietto …ecco …corra che se la prendono … poveraccio … proprio vero che dopo i dieci anni il cervello comincia ad andare in pappa, eh? Oh … alla fine arrivano correndo anche i soldati di guardia … che ragazzi svegli sono questi, eh?”.

“Ehi tu …fanciullo … anf …anf …chi è quell’uomo che fugge?”

“Ah … quello è il pirla che ha dato fuoco al tempio, e si chiama …”

“Ha incendiato il nostro tempio? Avanti bambino, tu sai chi è quell’uomo?”

“… Orpo mi pareva … eh … aspetti che … che mi ha detto che si chiamava … Reostato? No. Ah … ora ricordo, era Aerostato, ecco”.

“Hai detto Aerostato? Ma sei sicuro ragazzino?”

“Eh sì, sono sicurissimo … ha detto proprio che si chiamava… A-ERO-STA-TO… o almeno … mi pare che questo fosse il nome adatto a lui, eh?”