Coordinate spazio-temporali: tempo presente approssimativo, in un luogo per il momento indefinito

“Eccoci arrivati in un qualche posto babbo, che non sono sicuro dove, ma l’importante è essercene fuggiti dal passato prima che fosse troppo tardi, eh?”

“Quasi non ci speravo più figliolo, erano già pronti a sacrificarci quando all’ultimo momento sei riuscito a farci scappare … ma senti, qui dove ci troviamo? Non in Italia, vero? Anche coi nostri governi balneari non può essere cambiata tanto”.

“Eh babbo … con quei fanatici Maya …o erano Atzechi? O Incas?
Boh … io so solo che quei pazzi ci volevano sacrificare strappandoci il cuore, e che ho fatto un tale sforzo per riportarci entrambi al presente in tutta fretta che … insomma… ci ho perso il senso del tempo e ora non ho la minima idea di dove o di quando siamo”.

“Beh Birbo… l’importante è che ci hai salvati … anche se la prossima volta preferirei lo facesti PRIMA che il coltello sacrificale arrivi a toccarmi il petto … comunque sei stato bravo. Ora riposiamoci e rilassiamoci, e quando ti sarai orientato potremo tornare a casa nostra”.

“Eh … certo … però … già posso dire che siamo alla fine del ventesimo secolo… la strada è lastricata, ci sono case e negozi … nel cielo azzurro non ci sono scie chimiche, annuso aria di mare che non odora di petrolio, boh … il mio senso del tempo mi dice che … chissà dove siamo.”.

“Non sforzarti figliolo, tanto qui si sta bene … ahhhh … che bel sole … e senti che aria buona? Non pare neppure d’essere nel ventesimo secolo”.

“Già babbo … in effetti … e questa sembra una simpatica cittadina … e la gente per strada porta leggeri abiti colorati, e le donne hanno fiori nei capelli e ci sorridono”.

“Siamo nei mari del sud figliolo… uhm … le donne … forse potremmo fermarci per qualche giorno … chissà quale sarà la moneta locale?
Se accettassero polvere o pepite d’oro …”

“Guarda babbo, laggiù c’è una grande piazza ed un bel palazzo … andiamo a vedere?”

“Andiamo pure … ehi guarda … c’è anche un monumento al centro della piazza”.

“Già … senti babbo … non è che … no … sarebbe troppo assurdo”.

“Uhm … una bella statua, ma quel tipo … è vestito in modo singolare, vero figliolo? Mi sembra un personaggio regale … forse una figura mitologica?”

“Eh … ma io non so perché ma non mi sento tranquillo …senti babbo, non è che nel passato senza volere abbiamo fatto qualcosa che ora ha cambiato il presente, vero?”

“Ma scherzi figliolo? Non pensarci nemmeno”

“Beh babbo … però tu prima hai detto d’avere con te dell’oro …”

“Ma laggiù ce n’era un infinità … bastava chinarsi per strada e raccogliere qualche ciottolo”.

“Va bene babbo … però mentre ci legavano sull’altare li ho sentiti dire che avevi anche molestato una donna sacra …”

“Davvero dicevano così? Che sciocchezza … quella donna di sacro aveva solo il cu … ehm … ma tu sei troppo piccolo per capire … suvvia lasciamo stare questi discorsi e fidati della mia parola … noi non abbiamo fatto proprio nulla che potesse cambiare il corso del tempo”.

“Mah … io non ne sarei così sicuro, speriamo bene … oh, guarda babbo… c’è gente che entra ed esce dal palazzo… allora possiamo entrare anche noi, che almeno dentro ci sarà più fresco”.

“Buona idea figliolo … ehi … quello all’ingresso sembra un custode, aspetta che ora gli chiedo dove siamo”.

“Eh magari … e già che ci sei chiedi anche QUANDO siamo, eh?”

“D’accordo figliolo… anche se ogni volta mi sembra di fare la figura dello stupido… ehm … excusmì sur, plese do gliù anderstende me?”

“Gulp babbo… quando tu parli inglese mi torna in mente un vecchio film di Totò e Peppino …beh … lei signor custode ha capito cosa diceva il mio babbo?”

“Ho capito qualcosa, ma solo perché sono abituato ai turisti”.

“Uhm … siamo fortunati figliolo, questo tizio parla inglese … anche se con un accento davvero terribile … benissimo, e mi dica brav’uomo … qui da voi in che anno e giorno siamo?”

“Lei ama scherzare, vero signore? Eh … voi turisti … d’accordo, allora oggi è il 21 ottobre 1971, e sono circa le sedici e un quarto del pomeriggio, è soddisfatto?”

“Molto obbligato, e mi scusi, qui esattamente dove siamo? Questa è un isoletta dei mari del sud immagino, vero?”

“Che dice signore? Ma lei è un defic… ehm … scusi signore … comunque sappia che qui siamo nei buoni vecchi Stati Uniti d’America, e questo che sta visitando è il nostro palazzo reale”.

“Scusi se la interrompo signore … questo è il palazzo reale?
Ma allora la statua che c’è lì fuori?”

“La statua? Beh, vedi bambino, quello era un nostro famoso re”.

“Un re lei dice … e qui siamo in America … cioè in USA? La patria degli hamburger e degli spaghetti con le polpette? E lei mi conferma che oggi è il 21 ottobre 1971?”

“Proprio così ragazzino, a differenza del tuo babbo tu sembri afferrare le cose al volo, complimenti”.

“Il palazzo reale lei dice … e c’è un re negli Stati Uniti?
Oddio babbo … NOI ABBIAMO DEVIATO IL FLUIRE DEL TEMPO”.

“Ma dai figliolo… sarà uno scherzo … senta lei, come si chiama? … Joe o Ted o Mike?”

“Io … il mio nome è Akiru signore, faccio il custode della reggia reale da vent’anni e prima d’ora non avevo mai incontr… ma … dove andate signore? C’è qualche problema forse?”

“Vieni figliolo… ora sono davvero stanco, se ce la fai portami a casa”.

“A casa? Ma babbo, abbiamo combinato un guaio … non vorrai mica lasciare un re al posto del presidente americano?”

“E allora? Magari è un miglioramento … anzi, lo è senz’altro… dopo tutto c’è meno inquinamento e questa gente che vediamo per strada sorride e mi sembra felice … non hanno abiti costosi e auto di lusso, ma vestono dignitosamente e sono contenti della loro vita, ti rendi conto che scomparirebbero tutti nel nulla se noi tornassimo indietro a cambiare di nuovo il passato?”

“Ma non sta a noi decidere … coraggio babbo, abbiamo il dovere di fare tornare il passato come era prima del nostro intervento”.

“Ma io sono stanco e non ne ho voglia … e poi laggiù ci aspettano per sacrificarci ai loro sanguinari dei, te lo ricordi vero?”

“Ma in qualche modo ce la caveremo babbo … coraggio”.

“Ma senti figliolo … e se invece ce ne tornassimo a casa?”

“E se le cose fossero cambiate anche lì, e magari trovassimo un’altra donna al posto della mamma?”

“Beh … ragione di più per tornarcene a casa subito, non credi?”

“Ma scherzi babbo? Guarda che se gli Stati Uniti sono cambiati tanto, di certo anche l’Italia del 2014 sarà diversa da quella che abbiamo lasciato … magari Berlusconi non sarà scappato all’estero, oppure …”

“Vuoi dire che potrebbe essere ancora in Italia? Ma scherziamo? “

“Eh … e per quello che ne sappiamo il PD potrebbe essere sparito ed il debito pubblico arrivato a duemila miliardi di euro…e …”.

“Basta Birbo, smetti di dire assurdità …”.

“E pensa se un comico avesse fondato un partito … magari uno come Roberto Benigni … e pensa se avesse promesso la luna e le stelle… e se i suoi seguaci si facessero chiamare Benignini e …”.

“Va bene figliolo, ho capito. Quello che dici è inconcepibile, ma non voglio rischiare e quindi torneremo indietro e tenteremo di rimettere tutto come era prima … anche se non so proprio come potremmo fare … forse una moderna plastica anal … ehm …beh … sigh … andiamo allora… ma hai recuperato abbastanza forze per farci viaggiare entrambi?”

“Devo farlo, e anche in fretta… prima che i cambiamenti diventino definitivi. Dai babbo dammi la mano… coraggio…”

“Eh … il coraggio non manca … è la paura che mi frega … ecco che andiamo… addio mondo crudel… “

“Ma … quell’uomo e lo strano ragazzino sono scomparsi? Così …davanti ai miei occhi? Ma dove saranno andati a finire?”

“Ehi Akiru, dove sono andati quei due turisti con cui stavi parlando?”

“Non lo so davvero Joe… e ti giuro che in vent’anni che lavoro come guida, non avevo mai incontrato due visitatori che facessero discorsi tanto strani”.

“Amico, tutti i gringos sono strani, comunque non lamentiamoci … dopotutto il turismo a Honolulu è molto aumentato, da quando le Hawaii sono diventate il cinquantesimo stato degli U.S.A”.