Coordinate di dislocazione spazio-temporale: 5 febbraio 2014, in una cupa foresta della Transilvania

“Mah … io sono stato incaricato di portarti fino al castello maledetto, ma se sei un bambino saggio tornerai indietro con me senza entrarvi”.

“E perché signor postiglione? Che forse c’è qualche problema su al castello?”

“Si potrebbe dire così, se pensi che la misteriosa morte di diversi sfortunati giovani del posto sia un problema”.

“Ah … beh …e ora non mi ci dirà mica che i morti avevano due fori di canini nel collo, eh?”

“Se vuoi non lo dico … però se tu fosti mio figlio non ti permetterei certo d’entrare in quel postaccio del malaugurio… specialmente quando come ora s’allungano le prime ombre della sera e già s’odono ululare i  lupi”.

“Eh … che allegro buontempone che è lei, eh? Che scommetto che per le sue doti la locale agenzia turistica l’ha ingaggiata per tenere allegri i forestieri, eh?”

“Pensala come vuoi bambino … ecco che siamo arrivati fino a dove ci è possibile … quello oltre il ponte pericolante è il castello dell’Impalatore … buona fortuna perché n’avrai bisogno”.

“Ehi … ma ora invece di farsi il segno della croce non sarebbe meglio m’aiutasse a portare i bagagli? No? Eh … allora niente mancia però … che oh … quel tipo sembrava il fratello brutto di Zio Tibia, ma in compenso ci ha un gran brutto carattere … va beh … facciamoci coraggio che ci saranno un paio di chilometri da fare a piedi … sempre se il ponte regge il mio peso, che già sarebbe incoraggiante … oh …altro che ponte … questa è una passerella tirata alla boia con quattro assi tarlate … meno male che sono piccolo e peso poco … oh … però è pesante la mia valigia … che poi cosa l’ho presa a fare, che tanto nell’e-mail d’invito mi dicevano che pensavano a tutto loro … uffa … ecco il portone … eh … e il campanello? Ah … no … volevo dire il batacchio … eh spetta che deve essere questa testa di leone … GOG… MAGOG … oh che strano suono … oh … sarebbe divertente se m’avessero fatto uno scherzo e non ci fosse nessuno ad aspettarmi … eh insomma … divertente per modo di dire, eh? Aspetta … sento i passi di qualcuno che arriva ad aprire… e sono talmente pesanti che non deve essere mica una ballerina del lago dei cigni, eh?”

“Chiamatooooo?”

“Orco quanto è grosso e brutto questo maggiordomo… eh salve, io sono Birbo Bicirossa e mi ci hanno invitato ad una cena che spero di non essere io, può mica avvisare che ci sono arrivato e che berrei volentieri qualcosa che non sia sangue?”

“Uhhhhhhhhhh … Birbo il piccolo viaggiatore del tempo?”

“Eh sì, tra tutti i tanti Birbo io sono proprio il Birbo che viaggia nel tempo”.

“Uhhhhhhhhhh … io non riesco a credere che lei signorino viaggi nel tempo”.

“Eh … e io non riesco a credere che non lo faccia lei, eh? … che oh … detto tra noi lei ce la vedrei bene a fare il cacciatore di mammut nel periodo del mammutaceo, eh?

“Mfffffff … prego segua me … CLOP … CLOP… CLOP… CLOP”.

“Ehi … senta buon uomo… ho buono detto senza offesa, eh?”

“Mffffff…?

“Eh … io mi ci chiedevo quando si cena da queste parti, eh? Ih … ih …che non vorrei essere arrivato troppo presto e magari il conte è ancora nella sua bara? Ih … ih …”

“Prego segua me in silenzio…”.

“Seguo lei … vada vada mio caro ometto alto due metri abbondanti”.

“Umpf … ora la presento … nobili dame e distinti signori è arrivato l’ospite d’onore, il ragazzino che … umpf … afferma di viaggiare nel … umpf … tempo”.

“Orco che presentazione ricercata … oh, ma quanta bella gente ad aspettarmi … ma chi? Ma … ma lei è il mio amico Shakespeare?
E lei signore non è il presidente Lincoln? E poi … orco … lei signora è l’imperatrice Teodora …e c’è pure la prima moglie d’Adamo e la signora O’Leary e Muzio Scevola … e guarda … Benjamin Franklin? E anche la regina Maria Antonietta? E Romolo e Remo e Giulio Cesare?
Oh ragazzi… ma mi dite che succede?”

“Benvenuto figlio mio”.

“Cosa? C’è anche il mio babbo? Ma sei tu babbo che ci hai organizzato tutto? Ma perché poi?”.

“Figliolo, vuoi dire che non ti ricordi che giorno è oggi?

“Beh … oggi è il 5 febbraio del … aspetta … il 5 febbraio è il giorno del mio compleanno, eh?”

“ESATTO… BUON COMPLEANNO PICCOLO BIRBO … e ora la torta … sì, portate la torta … “.

“Io … sono commosso, eh? Che tutti voi vi ci siete presi tanto disturbo per me e … orco ma quante candeline ci avete messo? Che da quando ho deciso di non crescere più, come età avrò per sempre solo tra i sette e gli otto anni, eh?”

“Ma il tuo tempo è talmente diverso dal nostro che non è facile calcolarlo, quindi abbiamo pensato di accendere una candelina per ogni avventura che fino ad oggi ci hai raccontato”.

“Eh signor Cicerone … allora sono commosso eh? Allora… snif … ora spengo le candeline e brindiamo e mangiamo la torta, eh? Basta che non l’abbia fatta lei signora Lucrezia Borgia… eh sì, lo so, sono solo maldicenze, però oggi non rischiamo … allora soffio, eh? Aspettate …il desiderio da esprimere …ecco sono pronto … ma però sono piccolo e allora lei signorina Marylin mi aiuta a soffiare, eh? Ora vado …uffa l’ultima non si spegne mai… ah ecco fatto …

“Sai che sono curioso Birbo? Puoi dirmi quale desiderio hai espresso?”.

“Eh caro Temistocle … ma ho desiderato di ritrovarmi ancora a festeggiare assieme a tutti voi, tante altre migliaia delle mie bellissime e verissime avventure a cui solo i fessi non ci credono. Eh?”