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Coordinate spazio-temporali: tempo anno 374, una turba esagitata s’affolla per le strade di Milano

“Vogliamo un altro vescovo ariano”.
“No, questa volta abbiamo diritto che sia cattolico”.
“Maledetti papisti, vogliamo un vescovo ariano altrimenti bruceremo le vostre case e le vostre chiese”.
“Dannati eretici, noi avremo un vescovo cattolico a costo di bruciare tutti voi e anche l’intera Milano”.
“Coraggio Birbo, sgomita tra la calca che ancora pochi passi e siamo arrivati”.
“Ma Ambrogio, che cos’è successo che tutti i milanesi sono per strada e vogliono scannarsi?”.
“Eh caro ragazzo mio, questi sono tempi difficili. Devi sapere che il vescovo ariano Aussenzio è morto, e ora cattolici ed ariani lottano perché il successore sia della loro fede”.
“Ah però … e senti Ambrogio, io se sono questioni religiose ti consiglio di non impicciarti mica, eh? Che in queste cose c’è solo da rimetterci, quindi noi ora facciamo finta di niente ed entriamo in quella taverna laggiù, che chi beve birra e non s’impiccia di niente campa almeno cent’anni, eh?”.
“Non posso Birbo, io sono il Governatore e quindi devo parlare alla folla e tentare di rappacificare gli animi, oppure questi fanatici mi distruggeranno l’intera città”.
“Beh … allora io direi di far venire delle legioni romane a spaccare qualche testa vuota e riportare l’ordine, eh? E poi scusa … si può sapere ora dove mi ci stai portando se non andiamo a bere?”.
“Stiamo andando in chiesa, dove diversi autorevoli cittadini delle due fazioni si sono riuniti per deliberare sul problema della successione. Per fortuna in città molti mi rispettano, e quindi spero di riuscire a convincerli a trovare un accordo”.
“Ah beh … auguri allora, eh? Ehm … ma non sarebbe meglio se andassimo invece a bere e aspettassimo che i matti si calmino da soli?”.
“Te l’ho detto che non posso, sono il governatore e devo assolutamente riportare l’ordine a Milano, e se non ci riesco dovrò davvero fare intervenire l’esercito, ma questo irriterebbe il popolo e la situazione potrebbe persino peggiorare”.
“Va beh … allora facciamo che io t’aspetto qui fuori sul sagrato, e appena che ci hai finito noi due ci andiamo a bere nell’osteria qui di fronte, eh?”.
“Sì, la situazione è già talmente complicata che è meglio che tu non entri, aspettami qui e dopo andremo certamente a bere qualcosa… largo voi, fatemi largo che devo passare”.
“Chi è che spinge? … Oh, ma è il governatore … Lui è una brava persona e ci darà ragione…  Almeno non è ariano, lasciatelo parlare … Il governatore? … Di lui ci fidiamo perché non è cattolico… Silenzio e fatelo parlare …”.
“Cittadini, ascoltatemi vi prego. Io sono qui non come governatore ma come vostro amico, e come amico v’imploro di tornare alla calma ed ascoltare la voce della ragione”.
“Belle parole Ambrogio … ma devi anche dire che il prossimo vescovo sarà cattolico”.
“Mai Ambrogio. Devi prometterci che sarà un ariano”.
“Ascoltate amici, voi dovete accordarvi e nominare un vescovo che sia un buon pastore di anime per tutti voi, senza distinzione tra cattolici ed ariani”.
“Già … e dove lo troviamo uno così saggio ed onesto?”.
“Infatti. Occorrerebbe un uomo assai speciale, di chi potremmo fidarci?”.
“AMBROGIO! IO VOGLIO AMBROGIO”.
“Che ha detto quel ragazzino? Intende dire che dovremmo fare vescovo il governatore?”.
“Ma sarebbe assurdo … e però pensandoci bene almeno non è un papista”.
“Amici non badate a quel bambino, lo conosco e v’assicuro che sta solo celiando, del resto tutti sapete che non potrei mai essere vescovo, essendo io un peccatore che amministra la legge con severità, e che per di più frequenta prostitute e taverne malfamate”.
“AMBROGIO… SONO STANCO D’ASPETTARE E VOGLIO AMBROGIO!”.
“Però il bambino non ha torto, in fondo di Ambrogio ci fidiamo tutti”.
“E’ vero, e poi l’importante è che non sia ariano”.
“Ma io già sono governatore e quindi c’è il legittimo impedimento, mi spiace amici ma dovrete cercare tra voi un uomo ben più degno di me”.
“AMBROGIO… FORZA AMBROGIO, DATTI UNA MOSSA!”.
“Forse il bambino ha ragione, ma certo che se c’è l’impedimento non si può fare”.
“Però se a chiederlo sono sia i cattolici che gli ariani, l’imperatore Valentiniano potrebbe fare un eccezione alla legge in favore di Ambrogio”.
“E’ vero, se glielo chiediamo tutti assieme non potrà certo negarci questo piccolo favore”.
“Amici vi scongiuro, io non sono certo adatto a fare il vescovo, non so nulla di teologia e persino non sono stato battezzato”.
“OH AMBROGIO! MA CHE CI ASPETTI AMBROGIO?”.
“Ha ragione quel bambino che urla per Ambrogio, noi cattolici vogliamo che sia battezzato e subito dopo diventi vescovo”.
“Sì, anche noi ariani siamo d’accordo con quel bambino, tutti noi vogliamo che Ambrogio sia il nostro vescovo”.
“Vi prego non fatemi questo… io NON voglio diventare vescovo”.
“OH …AMBROGIO MI CI SENTI? SONO BIRBO, EH?”.
“Ha ragione il bambino …VIVA AMBROGIO … AMBROGIO … AMBROGIO VESCOVO DEI CATTOLICI”.
“Anche noi …AMBROGIO … VOGLIAMO AMBROGIO … CHE SIA VESCOVO DEGLI ARIANI”.
“Vi prego non fatemi questo… io non posso … io non voglio …AIUTO…!”.
“Ulàlà, eccolo alla fine il mio Ambrogio, ma dove scappi vecchia volpe? Oh … allora ce ne hai messo del tempo, ma alla fine ci hai sistemato tutto, eh?”.
“Che dici Birbo? Ma perché mi hai cacciato in questo guaio? Con la brutta situazione che c’è in città, perché hai insistito tanto per farmi lasciare il mio comodo incarico diventando vescovo?”.
“Cos’ho fatto io? Ma Ambrogio … io ti chiamavo solo per farti sbrigare … che oh … non ti ricordi che eravamo d’accordo che dopo s’andava a bere? Eh … che però se sei stato eletto per merito mio… allora per riconoscenza almeno il conto ce lo paghi tu, eh?”