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Coordinate spazio-temporali: tempo 6 maggio 1902, luogo Saint-Pierre

“Ehi amico io sono Birbo Bicirossa, e tu come ti chiami?”.

“Eh? Ma da dove … tu puoi chiamarmi Auguste… ma mi spieghi come hai fatto a …”.

“Eh Auguste, e senti, questa è Napoli e quello è il Vesuvio, vero?”.

“Ma che dici Birbo? Qui siamo a Saint-Pierre e quello che vedi fumare laggiù è il nostro Mont Pelèe”.

“Uffa ho sbagliato allora. Beh insomma sempre un vulcano è. Eh, il fatto è che ho la capacità di muovermi nello Spazio e nel Tempo e appaio e scompaio all’improvviso, però quando sono stanco tutto diventa più difficile, e ora per fare un nuovo salto temporale avrei proprio bisogno di bere qualcosa d’alcolico. Dimmi amico, sai mica dove posso trovare del buon rhum?”.

“Del rhum? Bene, laggiù in fondo alla strada ci sarebbe la taverna del Marinaio Annegato, però t’avviso che è piuttosto malfamata e non è davvero prudente che tu ci vada”.

“Eh … ma io ci ho i soldi eh Auguste? Vedi questa bella moneta d’oro?”

“La vedo bene padroncino, ma fossi in te la terrei nascosta perché su quest’isola c’è gente che ti taglierebbe la gola per molto meno”.

“Orco cane, ma allora come faccio per il rhum?”.

“Vado io a prenderti una bottiglia, va bene?”

“Orco, grazie amico, allora tieni la moneta e portami una bottiglia di quello buono che poi ce la scoliamo assieme”.

“Grazie ma la moneta tienila tu, altrimenti penserebbero che l’ho rubata”.

“Eh … va beh … tu porta la bottiglia e poi ti ci faccio un bel regalo, eh?”.

“Eccomi di ritorno ragazzino, ora però sono proprio curioso di vedere se dopo aver bevuto riesci davvero a viaggiare nel tempo”.

“Eh … e che ci vuole? Qui, fammi sentire com’è questo rhum … cof … cof …eh …forte eh? Questa è roba buona …dai Auguste, ora prendi la moneta che te la sei meritata”.

“Grazie padroncino bianco, sei davvero generoso”.

“Ma figurati … per un amico questo ed altro …senti, sediamoci a riposare all’ombra di quell’albero e intanto mi ci aiuti a finirla, eh? ”.

“Sì, però dopo voglio vedere se davvero sai viaggiare nel tempo”.

“Eh, tu proprio non ci credi eh? Ma ti farò cambiare idea … che poi c’è un motivo per cui da qui me ne vado volentieri, ma non senti che puzza di zolfo? E il fumo che viene dalla montagna non ti preoccupa per niente?”.

“Ma io sono tranquillo perché il governatore, che è una persona istruita, ci ha detto che non c’è assolutamente nessun pericolo”.

“Ah beh … se l’ha detto uno che ci è istruito … allora bevi amico …uhm … peccato che è quasi finita eh? Beh …senti Auguste …quelli che stanno passando ora sono dei soldati vero?”.

“Chi? Oh …quelli sono gli sbirri del porto che fanno il solito giro”.

“Eh … lo immaginavo appunto… AIUTO SOLDATI… AL SOCCORSO … QUESTO NEGRO MI HA APPENA DERUBATO!”.

“Ma …cosa dici Birbo? Io non ti ho rubato niente…”.

“PRESTO PRENDETELO … IO SONO UN BAMBINO BIANCO E QUESTO SPORCO NEGRO MI HA APPENA RUBATO LA MIA MONETA D’ORO”.

“Fermo malandrino, fai vedere cosa hai in tasca … ah …è vero, hai davvero una moneta d’oro in saccoccia; e questo come lo spieghi negro?”.

“Mi scusi signore, ma io mi chiamo Auguste Ciparis e sono un negro onesto. La moneta è stato il ragazzo ad insistere che la prendessi… ”.

“Eh sì, certo. Mi scusi signor soldato, ma è chiaro che questo negro è ubriaco e bugiardo, e visto che aveva finito la sua bottiglia di rhum mi ha derubato per comprarsene un’altra”.

“Già, infatti tutti questi negri sono dei maledetti ladri… ah …fermo Auguste … volevi scappare vero? Bene, vedrai che qualche giorno di carcere t’insegnerà a bere di meno e soprattutto a non derubare i bianchi”.

“Ma io sono innocente … non so perché ora il ragazzo m’accusa, ma noi due ci siamo divisi la bottiglia come buoni fratelli, e se uno di noi due è ubriaco è lui, perché prima mi diceva che viaggia nel tempo”.

“Ih …ih …ma lo sente signore quali assurdità racconta questo miserabile ubriacone? La prego, io non pretendo che sia punito troppo severamente, ma almeno se lo porti via e lo getti a smaltire la sbornia nella cella più umida e profonda che ci avete, eh?”.

“Ma io giuro che ho bevuto appena un sorso … è stato il ragazzo che viaggia nel tempo che si è scolato quasi tutta la bottiglia”.

“Basta così negro. Andiamo ragazzi, portiamo in prigione questo furfante. E tu ragazzino riprenditi la tua moneta, e d’ora in poi stai più attento alla gente che incontri e ai posti che frequenti!”.

“Tantissime grazie signor soldato …grazie … grazie … oh … se ne sono andati, bene… e ora facciamo un saltino in avanti e vediamo se il regalo è riuscito”.

Nuove cordinate spazio-temporali: tempo 10 maggio 1902, luogo Saint-Pierre.

”Orco … allora ricordavo bene …che sono rimaste solo le macerie eh? Cof …cof …e c’è ancora tanta cenere nell’aria …ed è tutto distrutto e spianato a terra … e qui solo due giorni fa ci vivevano trentamila persone, eh? Aspetta … cof …cof …deve essere qui sotto … orco quanto pesano queste travi … eh … e meno male che quel fesso del defunto governatore diceva che non c’era pericolo, eh? Beh … forse il buco ora è abbastanza grande …EHI AUGUSTO, MI CI RIESCI A SENTIRE?”.

“Chi mi chiama? … sono ferito ma ancora vivo …quaggiù nell’ultima cella in fondo!”.

“Eh …allora grazie a me sei sopravvissuto, eh? Beh … MI SENTI AUGUSTO?”.

“Ma chi sei, il ragazzino che mi ha messo nei guai? Sì che ti sento… ti prego salvami!”.

“EH … NON PREOCCUPARTI AUGUSTO, CHE GLI AIUTI ARRIVERANNO PRESTO … MA ORA DIMMI, MI CI CREDI ADESSO CHE IO VENGO DAL FUTURO?”