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Coordinate spazio-temporali: tempo luglio 1911, luogo Machu Picchu.

“Incredibile … davvero incredibile …se non lo vedessi coi miei stessi occhi non lo crederei …”.

“Ehi … buongiorno signore … scusi, io mi chiamo Birbo, e lei chi è?”.

“Cosa? Chi sono io? Ma io sono il professor Hirian Bingham, l’archeologo che ha appena scoperto quest’incredibile città nascosta dove si erano rifugiati gli ultimi Incas. Ma tu Birbo da dove sei sbucato? Avrei giurato d’essere tutto solo quassù”.

“Eh … io vado e vengo …sa … ieri e oggi e domani … ma lei mi dica professore, prima che cosa stava studiando con tanto interesse?”

“Ma … ho appena tradotto una parte di queste antiche incisioni sul muro, vedi?”.

“Ah … quegli scarabocchi fatti con un chiodo? Ma sarà stato un turista teppista…”.

“Ma quale turista … questi geroglifi-pittocuneiformi sono indubbiamente l’ultimo prezioso messaggio che gli antichi sacerdoti Incas ci hanno lasciato … e da quello che ne ho potuto capire vi si prevede un avvenimento di straordinaria importanza, che accadrà assai presto e cambierà l’intero corso della storia umana”.

“Eh … ma non mi ci dica professor Hirian … che non sarà mica il solito calendario che poi ci finisce sempre sul più bello, eh?”

“Sciocco ragazzino, ma non vedi? Qui è scritto tutto chiaramente”.

“Eh … vedo che poco sopra c’è scritto che Kilroy è stato qui, e sotto dice che un tale di nome Frank ama una certa Mary, ma che scoperta importante la sua, eh?”.

“Ma sei cieco? Devi leggere quel che è inciso proprio sotto ai tuoi occhi, su questa pietra qui, vedi?”.

“Eh professor Hirian … ma che c’è scritto poi? Che non si capisce mica tanto, eh?”.

“Aspetta che te lo traduco … dunque, una parte non la comprendo ancora bene, ma qui leggo chiaramente che presto ci sarà un contatto tra noi terrestri e dei visitatori alieni provenienti da una stella lontana”.

“Eh? Ma è sicuro professore?”

“Ma certo che sono sicuro, vedi questo è il simbolo del contatto, e questo è quello del visitatore, e questa è una stella lontana, e poi…”

“E poi … scusi professore, ma lei oltre alle lingue morte e decomposte sa mica leggere anche l’Italiano comune?”.

“L’italiano? Conosco un poco di portoghese, ma l’italiano proprio no, perché me lo chiedi?”.

“Eh … perché a me mi pare che qui c’è scritto che è scemo chi legge, eh? Beh …ora però non s’abbatta professore, che magari le andrà meglio un’altra volta, per quanto alla sua età la mente può giocare degli strani scherzi…eh … io al posto suo magari me ne tornerei a casa e mi godrei la pensione…eh eh… allora io vado, mi stia bene caro il mio vecchietto, eh? Uff…è andata bene … che se quell’asino invece dei miei scarabocchi notava le vere incisioni che descrivono la pila e il motore elettrico … che casino che sarebbe successo, eh?”.