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Coordinate spazio-temporali: tempo 892, luogo Palazzo Teofilatti a Roma

“Ehm … buongiorno bella signora, il mio babbo è l’Oscuro Signore, e io mi chiedevo… ma che strano … lei mi pare d’averla già vista in qualcuno dei miei viaggi, è vero eh?”.

“Ah … allora tu devi essere il piccolo Birbo. Infatti il tuo babbo mi aveva detto che hai la cattiva abitudine d’apparire e scomparire all’improvviso, però se credi di riconoscermi sbagli, perché sono sicura che noi due non ci siamo mai incontrati prima”.

“Eh … eppure giurerei che c’eravate lei e una gatta nera … forse a Costantinopoli? Beh … comunque il babbo mi ha appena detto che s’è innamorato e vuol prendersi una moglie anche qui nel passato … dica signora, è mica lei donna Marozia, vero?”.

“No carino, io sono Teodora, Senatrix romana e sposa di Teofilatto. Marozia è questa mia figlia che sto allattando”.

“Porcorchetto …allora forse sono arrivato un poco troppo presto. Eh … che vuole cara signora mia, quando ti ci danno certe incredibili notizie all’improvviso, il senso di coordinazione spazio-temporale può pure diventare impreciso, eh? Beh … per adesso la bimba mi pare carina e simpatica, ma per vedere come diventerà tornerò tra qualche anno, ciao eh?”.

“Arrivederci bambino, e torna presto perché ti voglio già bene come fosti un mio nipotino”.

“Eh … non precipitiamo le cose, eh? Beh …ora faccio un salto in avanti”.

“Ciao ragazzino, sono passati quindici anni ma tu sembri sempre lo stesso, è incredibile!”.

”Eh … è perché lei signora Teodora non capisce i viaggi nel Tempo, eh? Che per me invece sono passati solo pochi secondi. Beh … allora dov’è questa Marozia, che voglio vedere com’è diventata?”.

“Sono io Marozia piccino mio, sei venuto a conoscere la tua nuova mamma?”.

“Eh? Ma senti ragazzina io la mamma ce l’ho già nel futuro, e se imparasse che il babbo viaggia nel tempo per cercare altre donne … beh lasciamo perdere … piuttosto Marozia, io in un’osteria ho appena sentito dire che sei diventata l’amante di papa Sergio III, che poi tra l’altro sarebbe anche tuo cugino, ma è vero?”

“Sono solo sciocchezze e mia figlia non è l’amante di Sergio, non più di quanto lo sia stata io in passato”.

“Eh …va bene signora Teodora, però detta così la cosa sembra strana … io vado a dirlo al babbo e torno, eh?”.

“Ma dove vuoi andare piccolo impicc … oh … ma è scomparso?”.

“Oh eccoti di nuovo ragazzino, hai poi parlato col mio promesso sposo?”.

“Eh signora Marozia … il babbo mi ci ha detto che tu le piaci molto, e che quindi la storia tra te e il Papa era solo una maldicenza …però sono tornato in quell’osteria e mi ci hanno detto che intanto con lui hai fatto due figli, e che poi te ne sei stancata e lo hai fatto uccidere per mettere un altro dei tuoi amanti al suo posto”.

“Ma bambino mio, è ovvio che anche questi sono solo dei pettegolezzi assurdi”.

“Eh …che poi mi ci hanno anche detto che tu sei già sposata con Alberico”.

“Questo è vero, ma è solo un matrimonio politico, dettato dal bisogno d’assicurare a tuo padre e a me il dominio incontrastato sulla città di Roma”.

“Eh … allora vedremo cosa ne pensa il mio babbo di tutta questa storia, eh?”

“Ma la smetti d’impicciarti di … ah … è ancora scomparso … accidenti, ma se lo prendo …”.

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“Di nuovo qui ragazzino? Visto che sono passati parecchi anni, sai dirmi se il tuo babbo ha finalmente deciso quando ci sposiamo?”.

“Eh cara Marozia … lui dice che sarà presto e che intanto devi fare la lista di nozze e scegliere le bomboniere… ma io dagli amici dell’osteria ho appena saputo che tu ti sei sposata per la seconda volta”.

“Certo, per questioni politiche ho dovuto prendere per marito il marchese di Toscana, ma appena tuo padre sarà pronto divorzierò da Guido e sposerò lui”.

“Eh Marozia … però gli amici dell’osteria ….”.

“Uffa con quest’osteria … ma di quale infame bettola si tratterebbe poi?”

“Beh … è l’osteria romana del 48, che sarà pure una bettola ma almeno ha il vino buono, e comunque loro mi ci hanno raccontato che intanto hai nominato e ti sei sbarazzata d’altri tre papi, e che tutti sono stati amanti tuoi come lo sono stati anche della tua mamma”.

“Ma vedi quant’è assurda tutta questa storia? Io sono una donna onesta e molto innamorata di tuo padre, e quindi non potrei mai fare nulla del genere”.

“Eh … non so mica … certo che sarebbe veramente grossa …beh, intanto torno dal babbo e glielo dico, così vediamo che cosa ne pensa lui, eh?”.

“Eccoti finalmente di ritorno figliolo, allora il tuo babbo è pronto? Che con gli anni che passano io non divento certo una sposa più giovane e fresca”.

“Eh … il mio babbo ora è sempre un poco sbronzo perché dice che si allena per l’addio al celibato…però sono appena passato dalla solita osteria, e gli amici mi ci hanno detto che ultimamente hai costretto a dimettersi un papa che non ti obbediva”.

“Uffa … ma quando la finiranno di calunniarmi quei vili mentitori?”.

“Eh Marozia … e poi dicevano che come nuovo papa ci hai messo uno dei figli che avevi avuto con uno di quei papi che prima avevi fatto ammazzare, eh?”.

“Bah … ora mi pare ovvio che in queste assurdità non c’è nulla di vero”.

“E poi dicevano anche che … ora ti sei sposata per la terza volta”.

“Uffa bambino, ma devi capire che con tuo padre che non si decide mai ho dovuto farlo. Comunque non preoccuparti, mio marito Ugo di Provenza è l’attuale re d’Italia, e appena sarà stato acclamato anche signore di Roma lo faremo assassinare, e così io e il tuo babbo ci sposeremo e resteremo padroni di tutto quanto”.

“Eh …ma che bel progettino che ci avete fatto voi due, eh?”

“Allora ragazzino, ora ti decidi a chiamarmi Mamma? Ma dove… oh … quel moccioso è di nuovo sparito. Però appena mi sarò sposata con suo padre saprò ben io come fargliela pagare”.

“Ehm …senti, tu sei Alberico secondo, figlio d’Alberico primo e di donna Marozia, vero?”.

“Cosa? Ma bambino …tu sei apparso dal nulla?”.

“Eh sai… io sono Birbo e mi ci sposto nel Tempo”.

“Ah … ma ho sentito parlare di te, tu sei il figlio dell’Oscuro Signore che doveva sposare mia madre Marozia, vero?”.

“Infatti, solo che quando ci sono di questi sposalizi i soli a rimetterci siamo noi precedenti figli, eh?”

“Non me lo dire, che io che già ero il signore di Roma ora dovrò umiliarmi a giurare fedeltà a quell’Ugo di Provenza, e solo perché il maledetto ha sposato quella porca di mia madre”.

“Eh povero Alberico … che sai che mi ci hanno detto degli amici dell’osteria? Che quest’Ugo è malvagio e crudele con tutti, e non solo coi nemici ma anche coi suoi familiari, e sai che cosa gli ci fa per eliminarli? Beh …spesso non li uccide ma fa di peggio, che prima li imprigiona e poi gli ci fa cavare gli occhi … hai capito che roba?”.

“Cosa? Ma che barbarie … io non avrei mai immaginato …”.

“Eh Alberico amico mio, mi sa che siamo sulla stessa barca, che appena Ugo sarà acclamato anche re di Roma a noi due non ci resteranno neanche gli occhi per piangere, eh?”.

“Accidenti …forse tu hai ragione, ma credo d’essere ancora in tempo per impedirlo”.

“Intendi dire che oseresti …”.

“Ugo lo farò scacciare dal popolo romano, che ancora mi è assai fedele, e in quanto a mia madre Marozia …”.

“Beh … con tutti gli amanti e i mariti e i complotti della tua bella mamma … mi sa che solo se andasse in convento potrebbe forse salvarsi l’anima, eh?.

“Giusto. Guido sarà scacciato a furor di popolo, mentre Marozia verrà rinchiusa in un convento dove potrà pentirsi dei suoi crimini, è deciso”.

“Eh fratello mio … io non dico niente per non influenzarti, ma se proprio hai deciso così … beh … dirò solo che tu hai ragione e che ti stimo molto, eh?”.