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Coordinate spazio-temporali: tempo 13 gennaio 2013, a casa mia a Nero Torrione

“Orco che temporale, e com’è freddo e buio là fuori, beh … vorrà dire che vado a letto presto … ecco il mio pigiamino bello caldo … ah, e ora mi ci ficco sotto alla coperta e … caspita … ma qualcuno sta bussando alla finestra? Ma … qui siamo al terzo piano, eh? Ma chi diavolo può essere, l’Uomo Ragno?”.

“Sono solo io bambino, fammi entrare presto”.

“Eh? Ma lei cosa fa appesa lì fuori signorina?”

“Ho tanto freddo e sono tutta bagnata, fammi entrare ti prego”.

“Beh …ma sei appena una ragazzina…aspetta che apro …orco, ma chi sei e che ci fai ancora in giro in una notte come questa?”

“Sciocco, il mio nome è Carmilla e sono una delle nere creature della notte, ed ora ti decidi ad invitarmi ad entrare?”

“Eh … dipende Carmilla… non mi fido mica tanto, eh?”

“Ma di cosa hai paura? Guarda, permettimi d’entrare e ti giuro che farò qualunque cosa tu voglia”.

“Qualunque cosa? Ma proprio tutto ma tutto?”.

“Proprio così, giuro che farò qualunque cosa desideri, e questo ti eccita vero?”.

“Eh sì, certo, e allora ti ci lascio entrare se mi giuri che …”.

“Cosa? Avanti deciditi a confessarmelo, che cosa vuoi che ti faccia?”

“Eh, allora cara Carmilla mi ci devi giurare che non farai di quelle cose da femmina, come ordinarmi di lavarmi dietro le orecchie o di stare zitto, e farmi mangiare i broccoli o mandarmi a letto quando c’è ancora dei cartoni animati in televisione”.

“Fatto, lo giuro, ed ora che sono stata invitata posso finalmente entrare, fatti da parte bambino”.

“Eh … ma non facevi prima a suonare il campanello dal portone? Beh … ma sei tutta bagnata e così pallida da fare paura… vieni Carmilla, levati quel vestitino trasparente e mettiti accanto al termosifone ad asciugarti”.

“Già, è caldo qui dentro … e tu sei ancora più caldo ….avvicinati, ho sete e voglio bere”.

“Eh …non lo dire al mio babbo ma ho giusto una bottiglia di grappa sotto al cuscino, aspetta che te ne verso un bel bicchiere …non la vuoi? Oh poveretta, ma non sarai mica astemia eh? Beh … ma tu sei fredda come un cadavere …e questi capelli così lunghi come li asciughiamo? Presto, mettiti sotto le coperte se non vuoi prenderti un malanno”.

“Sì, sento molto freddo, avvicinati bambino e riscaldami col tuo corpo ti prego …”.

“Eh …aspetta che piglio giù dall’armadio un’altra coperta, ecco stenditi qui brava, ora la rimbocco e mi sdraio vicino a te e cerco di scaldarti… così, stai meglio adesso? Cominci a sentirti più calda?”

“Sì, molto meglio, vedo il tuo collo pulsare di ricco e giovane sangue, avvicinalo alla mia bocca che voglio … “.

“Mah … meno male che stai meglio … ora però cerca di dormire … e non stringermi così forte che cominci a farmi male, che poi capisco voler essere alla moda, ma le unghie ogni tanto andrebbero pure accorciate, eh?”

“Non ho sonno bambino… preferisco abbeverarmi al tuo dolce tepore … ecco, ora poserò le mie labbra sul…”.

“Eh … ma allora se non hai sonno ti ci racconto una fiaba, così t’addormenti. Dunque, devi sapere che in un paese assai lontano chiamato Rumenia c’erano una volta tre fratelli mugnai di nome Lapa, Rapa, e Tapa, che vivevano e lavoravano nel loro mulino bianco, capito?”

“Si, ma ora voglio farti un succhiotto …”.

“Ehi … ma che denti affilati che hai, eh? Beh …ma stai buona dai … allora, questi tre fratelli vivevano tutti da soli in questo mulino fuori del paese, ma un giorno Lapa, che era il maggiore, disse che soffriva di solitudine e perciò avrebbe preso in moglie la maggiore di tre sorelle gitane, che erano zingare di grande bellezza”.

“Bene, ma ora voglio …”.

“Non interrompere Carmilla, che avevi promesso di non farmi stare zitto, ricordi? Oh, bene, allora Lapa disse che si voleva sposare, e per non essere da meno anche Rapa e Tapa dissero che avrebbero sposato le altre due sorelle, e così si sarebbe fatto un matrimonio unico e risparmiato molti marchi d’argento, capito?”

“Certo, ma io …”.

“Ah Carmilla … ancora non dormi? Allora continuo, dunque i tre fratelli presto sposarono le tre sorelle e venne la prima notte di nozze, e allora cominciarono i loro guai. Infatti, devi sapere che la gitana diventata moglie di Lapa cominciò a ridere e gli rivelò d’essere una strega, e mentre lui cercava di fuggire dalla finestra venne trasformato in una rana che saltò nel fiumiciattolo che alimentava il mulino. Poi sempre ridendo la strega afferrò una scopa e si levò in volo andandosene per sempre, lasciando il povero Lapa che gracidava disperato. Bene, poi venne il turno del mugnaio più giovane, Tapa, che quando s’alzò la luna piena scoprì che sua moglie era un feroce licantropo … già … e lei dopo essersi trasformata in una grossa lupa lo afferrò per la gola e se lo trascinò via nei boschi, dove in tutta calma smembrò il secondo fratello mugnaio, mangiandone le parti migliori e succhiandone pure il midollo dalle ossa”.

“Bene, allora è finita la tua storiella?”.

“Per niente, che devo dire che cosa accadde al fratello di mezzo. Allora, l’uomo non sapeva che le due sorelle di sua moglie erano una strega e un licantropo, così non sospettando di niente se la portò a letto e cominciò ad accarezzarle i lunghi capelli neri … eh, che erano neri e lucidi come i tuoi, eh? E poi la abbracciò stretta e sentì che lei era tremendamente fredda … e poi vide che i canini della donna erano troppo affilati e lucenti, e appena iniziò a sospettare che lei fosse una vamp… fu selvaggiamente attaccato e morso sul collo”.

“Che strana storia …quindi alla fine sono morti tutti i tre fratelli mugnai”.

“Niente affatto, anzi, il fratello di mezzo e la bella vampira restarono felicemente sposati e vissero per sempre felici e contenti”.

“Ma …non capisco … perché la sposa vampira non morse e dissanguò suo marito?”.

“Eh … semplice cara Carmilla… perché come tutti sanno non si può cavar sangue da una… Rapa. Eh, ma perché mi guardi così? Non ti è piaciuta la mia favola? Ma allora te ne racconto subito un’altra; dunque, c’era una volta un marito zombie che disse a sua moglie zombie… ehi … ma che hai Carmilla?”.

“NOOOOOO … BASTA …. PERSINO PER ME E’ TROPPO MOSTRUOSO …BASTA …CRASHHHH …”.

“Oh ma questa è bella … ma allora è vero che le donne sono tutte pazze, che questa ragazza persino mi si trasforma in un pipistrello e scappa dalla finestra … ah … e uscendo mi ha pure rotto il vetro, e così ora entra il vento e la pioggia bagna il pavimento in legno che poi si gonfia e … e il peggio è che domani il babbo mica ci crederà che una ragazza è venuta a letto con me, eh?”