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Coordinate spazio-temporali: tempo 28 ottobre 1943, luogo il porto di Filadelfia

“Attento Nikola sta iniziando a vibrare … e ora questo suono … ma che succede? “.

“Quello che ti avevo detto Albert … sta divenendo trasparente …saluta la nave, fagli ciao con la manina … ah … ecco che scompare completamente …peccato solo che Mark Twain non sia più con noi, lui era il solo che avrebbe capito”.

“E io infatti non credo di capire … ma allora la teoria di cui mi parlavi era esatta?”.

“Non posso crederci … mi dica professor Tesla, dov’è finito il nostro cacciatorpediniere?”

“Vuole sapere dov’è la nave signor Paulsson? Bene, secondo i miei calcoli dovrebbe apparire in Virginia, e vi consiglio quindi di chiederne conferma alla base di Norfolk”.

“Non ci credo, ma è meglio che controlliate guardiamarina. Dio, un cacciatorpediniere che scompare e poi riappare a chilometri di distanza … ma Tesla, com’è possibile? E gli uomini rimasti a bordo? Staranno bene?”

“Uhm … avrei preferito traslare tre navi assieme, per lo scarico delle potenze sarebbe stato più semplice e sicuro … ma lo stesso ritengo che anche quei pochi uomini dell’equipaggio se la siano cavata… in qualche modo”.

“… Signor Einstein … mi dicono ora dalla cabina radio che c’è la conferma della presenza del cacciatorpediniere USS Eldridge a Norfolk, in Virginia”.

“Incredibile, anche se in effetti la teoria della Relatività potrebbe forse spiegare …”.

“Basta Albert … non parlarmi di quell’accozzaglia di sciocchezze. Un giorno o l’altro mi prenderò il tempo per riscriverla, e allora capirai dove stavi sbagliando”.

“Bene … io non voglio negare che tu abbia ottenuto dei notevoli risultati … ma t’imploro lo stesso di non andare oltre coi tuoi piani… ora devi dare modo alla comunità scientifica d’esaminare a fondo il tuo lavoro e …”.

“La comunità scientifica …? Quell’orda d’idioti che tanto spesso hanno raggiunto la loro immeritata fama derubandomi delle mie idee? Bah … quando avrò conquistato e sottomesso il mondo li manderò tutti a zappare la terra per coltivare patate, così che almeno per una volta si renderanno utili “.

“Ma Nikola, davvero intendi continuare con questa follia?”

“Babbo mi senti?“.

“Chiami follia la conquista del mondo? Tu sai che nel corso degli anni ho creato armi d’incredibile potenza … ho un raggio distruttore che annulla i legami tra gli atomi, un velocissimo aereo che non ha bisogno di carburante, corazze che non possono essere trapassate, bombe che annullano la materia stessa trasformandola in energia … e poi dopo l’esperimento di oggi … ebbene, già i vertici dell’esercito e lo stesso Presidente vacillavano dubbiosi, ma dopo questo saranno talmente atterriti, da consegnarmi il potere di fatto su tutti gli Stati Uniti …”.

“… ehm … babbo, mi ci vuoi ascoltare ora?…“.

“Io non posso credere che il Presidente stia pensando di cederti il potere, e lei guardiamarina Paulsson che ne pensa?”.

“Purtroppo temo sia tutto vero dottor Einstein, per quel che ne so lo stato maggiore della Marina ha già deciso di non intromettersi, e attende ora le decisioni del Presidente e del Senato”.

“… e questo è solo il primo passo, perché presto anche le altre nazioni s’arrenderanno a me…”.

“Ma tutto questo è mostruoso …”.

“Non preoccuparti Albert, io ho stima di te e ti voglio al mio fianco, e vedrai che noi due creeremo un nuovo ordine e un mondo più giusto, dove sarà ricompensato solo il merito ed il valore dell’individuo…”.

“… oh insomma babbo … MI STAI AD ASCOLTARE …?”.

“Chi osa interrompermi? E tu chi sei ragazzino, e da dove sei arrivato?”.

“Eh … insomma …io mi chiamo Birbo, e sono tuo figlio e vengo dal futuro, eh?”.

“Che dici bambino? Ma sei pazzo o stai scherzando?”

“Beh Tesla … però il bambino ti assomiglia ed è apparso dal nulla, e in fondo la mia teoria i viaggi nel tempo li prevede”.

“Zitto Albert … che secondo te la tua balorda teoria prevede anche quale cavallo vincerà la terza corsa di oggi … quanto a te ragazzino dimmi subito chi sei e cosa vuoi da me …”.

“Eh … vedo che ti sei montato la testa, eh babbo? Che tu in questa linea temporale dovresti essere già morto, e ogni giorno in più che ci stai crei danni al tessuto dello spazio tempo, quindi prendi la mia mano e lascia che ti riaccompagno a casa nostra, eh?”.

“Io non ti conosco … anche se …No. Comunque sono già troppo avanti coi miei piani di conquista, non posso andarmene proprio ora”.

“Eh … allora ti ci faccio un indovinello, eh? Se indovini puoi restare, ma se non ci riesci devi tornare subito con me. Però attento che per rispondere bene ci si deve essere assai intelligenti, eh?”

“Ah … io sono Nikola Tesla, l’uomo più intelligente al mondo. Dimmi pure l’indovinello e facciamola finita”.

“Bene babbo …allora ascolta.

Non son mela oppure pera ma ho la forma di una sfera/ Dalla mia polpa nutriente si spreme una bibita eccellente/ Sono a spicchi e dolce tanta, e avrai capito che son l’ara…”.

“Allora bambino … l’ara… beh è ovvio … si tratta dell’aragosta, giusto?”

“Sbagliato … eh … è proprio vero che più voi grandi siete intelligenti e più è facile fregarvi con le cose semplici … no, niente discussioni … ora prendi la mia mano, bravo babbo, e voi dottor Einstein state tranquillo, che sono arrivato in tempo e questa realtà alternativa non si è ancora del tutto consolidata, e così tutti voi tornerete alla normalità e al massimo vi resterà solo un vago ricordo di questa pazzia… e ora addio eh?”.

“Oh …il ragazzino e quello strano uomo sono scomparsi … ma io che ci faccio su quest’umido molo in pantofole e con la vestaglia di flanella? E poi mi pare di ricordare … ma caspita … perché ora mi viene in mente uno strano indovinello su di una aragosta che forse non era proprio un aragosta?”.