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Coordinate spazio-temporali: tempo 429 a.C. luogo Atene

“Senti Ippocrate … eeetcì …. va bene che sei molto occupato perché qui ad Atene ora c’è la peste, ma anche il mio raffreddore ci è importante, eh?”.

“Bada Birbo che il medico deve fare tutto con calma e accuratamente”.

“Eh … eeetcì … d’accordo, ma è mezzora che mi visiti, almeno hai un idea di come farmelo passare?”.

“La vita è breve, l’arte lunga, l’occasione favorevole è fugace, l’esperimento malsicuro, il giudizio difficile”.

“Insomma … eeetcì … non ci stai a capire niente, eh?”.

“Per mali estremi, estremi rimedi!”.

“Eh? Ma … eeetcì … perché hai tirato fuori quei lumaconi? Ma … dico, non vorrai mica mettermeli sul petto, eh?”

“Il corpo è governato da quattro umori, sangue, bile gialla, bile nera e flegma, che combinandosi in differenti maniere mantengono in salute o conducono alla malattia. Il tuo male o mio piccolo Birbo è d’avere un eccesso di bile nera, e questa sarà estratta dalle sanguisughe”.

“Eh …? Ma scusa Ippocrate… eeetcì … non pretendo gli antibiotici, ma almeno potresti darmi un decotto di corteccia di salice, eh? Che voglio dire… eeetcì … com’è che dicono tutti che sei un gran medico se neppure conosci l’aspirina? E comunque ti torno a dire che la cura migliore sarebbe d’offrirmi un buon bicchierino di grappa, eh?”.

“Per Apollo ed Asclepio, io giuro che prescriverò la cura solo secondo il mio miglior giudizio, e per evitare ogni danno ti proibisco di bere qualunque cosa che non sia pura acqua di fonte, e inoltre … ma … per Giove … quello strano ragazzino è scomparso davanti ai miei occhi … e ora a chi la mando la fattura?”.