Tag

Coordinate spazio-temporali: tempo una notte dell’anno 33, luogo un giardino d’ulivi a Gerusalemme

“Ehi … buongiorno signore, io anche se sembra strano vengo dal futuro e sto cercando una persona, non sarà mica lei, eh?”.

“Io sono Yehoshua ben Yosef, chi stai cercando bambino?”.

“Ah … non sei tu allora. Che poi quello che cerco io è alto e biondo, e tu invece … eh … lui è nato il giorno del 25 dicembre, e durante gli ultimi anni del regno d’Erode, ah … e poi a quell’epoca c’era anche un censimento, hai presente eh?”.

“Allora si tratta del censimento di Quirino, e quindi quello che cerchi avrebbe pressappoco una quarantina d’anni”.

“Eh … credevo fosse sette anni più giovane … ma tu non lo conosci? Che quello è un famoso predicatore, che fa miracoli a destra e a manca, e vuol fare diventare cristiani sia gli ebrei che i romani che i testimoni di Geova, tu davvero non sai chi sia e dove posso incontrarlo?”.

“Mi spiace, io non lo conosco e non so niente neppure di questi cristiani. Vedi piccolo mio, in questi tempi così difficili di predicatori ce ne sono tanti, io stesso lo sono, però nonostante in molte cose siamo diversi, ugualmente cerchiamo tutti d’essere buoni ebrei e quindi predichiamo solo alle pecorelle perdute della casa d’Israele, e non anche alle altre genti”.

“Ah … che abbia proprio fatto confusione sulla data? Quei sette anni di differenza …forse dovrò controllare meglio … mi sembrava … senti Yehoshua, non vorrei disturbare troppo eh? E’ che tu sei il solo che ho trovato sveglio, e visto che tutti gli altri se la dormivano della grossa ho pensato…”.

“Hai fatto bene piccolo mio, loro devono riposare perché domani avranno una giornata assai faticosa, mentre invece credo che io non dormirò affatto”.

“Eh sì. E’ davvero una bella notte di luna piena, eh? E dimmi amico, quella città laggiù è Gerusalemme, vero? Col buio se ne vede ben poca, ma deve essere bellissima, eh?”.

“Infatti si dice ella sia tanto gentile da rallegrare un cuore duro, ma anche tanto dura da spezzare un cuore gentile”.

“Eh … ma sai che è quasi l’alba? Magari se scendo in città quell’uomo lo trovo … tu Yehoshua cosa mi consigli?”.

“Torna a casa piccolo mio, perché laggiù non scopriresti nulla che tu non abbia già trovato”.

“Forse hai ragione amico, il mio desiderio d’incontrare quella persona era solo uno strano sogno, eh? Allora addio, e scusa ancora per il disturbo che ti ho dato… eh?”.

“Non scusarti piccolo Birbo, tu almeno mi hai tenuto compagnia nella mia ora più buia … e poi in questa notte gli addii mi rattristano troppo … non diciamoci addio ma solo arrivederci”.

“Allora arrivederci, che lo preferisco anch’io … ecco che vado … ah … non spaventarti mica mentre torno nel futuro …eh? Oh … ecco la mia cameretta, ora m’infilo nel lettino e … però …? …che strano … mi pareva di non avergli detto il mio nome a quel gentile signore … ma certo che l’ho fatto, altrimenti come avrebbe potuto chiamarmi Birbo?”.