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Coordinate spazio-temporali: tempo data astrale 9825.1, ponte di comando dell’astronave Enterprise

“Buongiorno signor Spock, sono pronto a riprendere il comando”.

“Salve capitano Kirk, infatti, mi sembra che ora stiate molto meglio”.

“Vi prego Spock, ditemi che il computer di bordo è nuovamente operativo”.

“Al cento per cento comandante, però dobbiamo assolutamente impedire a quel soggetto di giocarci ancora”.

“Non ricordatemelo vi prego. A proposito, dov’è ora?”.

“Il soggetto ha espresso il desiderio di visitare l’astronave, e ora dovrebbe trovarsi nella zona tra la mensa e la sala motori”.

“Mio Dio … non da solo spero?”.

“Non si preoccupi comandante, il soggetto sembrava apprezzare il tenente Uhura, cosi le ho chiesto di fargli da guida e tenerlo sotto controllo, con discrezione s’intende”.

“Ben fatto signor Spock… Purtroppo l’Alto Ammiragliato della Flotta Stellare sembra attribuire un notevole valore scientifico a quello strano bambino, quindi dobbiamo cercare di trattarlo nel migliore dei modi”.

“Ma voi comandante credete alle illogiche storie che il soggetto racconta?”.

“Sui suoi viaggi nel tempo e sulle persone famose che vi avrebbe conosciuto? Io non ci credo affatto, però alcuni scienziati dicono che c’è la possibilità che sia tutto vero, e per questo siamo stati incaricati d’accudire e sorvegliare quello che quasi sicuramente è solo un pazzo o un burlone”.

“Capisco signore, ma tutto questo mi pare talmente illogico che … aspetti comandante, ho sul video il Tenente Uhura che chiede di parlarle con urgenza”.

“Me la passi subito signor Spock … mi dica Tenente Uhura, c’è forse qualche problema col bambino?”.

“Comandante, io mi rifiuto di continuare a fare da balia a quella peste”.

“Ma cos’è successo tenete? E dov’è il ragazzino? Non l’avrete lasciato da solo, vero?”

“Mi spiace comandante ma ho dovuto affidarlo a signor Scott. Lui … insomma … mi ha toccato”.

“Il bambino vi ha toccato? Ma perché sembrate tanto arrabbiata Tenente Uhura?”.

“Perché mi ha toccato… il sedere”.

“Il sedere? Ma non è possibile, volete dire che …”.

“Capitano Kirk, ho una chiamata urgente per lei da parte del Scott”.

“Cosa? Accidenti … passatemela subito signor Spock, e lei tenente ora smetta di piangere, le parlerò più tardi quando si sarà calmata”.

“Scusate comandante, ma quel pestifero ragazzino mi sta distruggendo la sala macchine. Credete che quelli dell’alto ammiragliato se la prenderanno molto se lo scarico nel vuoto assieme alla spazzatura?”.

“Mi piacerebbe ma per ora non possiamo, si calmi Scotty e veda di fermarlo, possibilmente senza provocargli dei danni permanenti”.

“Bene capitano, ma se non dovessi riuscire a controllarmi si ricordi che conto molto sulla clausola della temporanea infermità mentale”.

“La capisco Scotty, ora però faccia il possibile la prego “.

“Capitano Kirk, anche il dottor McCoy desidera parlarle con urgenza”.

“Anche lui? Me lo passi subito signor Spock”.

“Capitano, il bambino è appena arrivato in infermeria e già mi sta facendo impazzire, ti prego Kirk, autorizzami a legarlo ad un lettino e anestetizzarlo”.

“Mi spiace dottore, ma a malincuore sono costretto a negarle il permesso”.

“Ah sì? Ma sai che aveva staccato l’aria ad un paziente in coma farmacologico?”.

“Comandante, mi scusi ma forse ho un idea che potrebbe risolvere la situazione”.

“Se qualcuno può fare un simile miracolo quello è certo lei signor Spock… ma cosa propone?”.

“Signore, lei sa che la mia razza possiede in sommo grado il dono della logica … quindi se io interrogassi il soggetto … magari usando anche una certa parte dei miei poteri psichici … ebbene, potrei certamente verificare l’effettiva esistenza e la reale portata dei poteri che il soggetto afferma di possedere”.

“Giustissimo signor Spock… e se scopriamo che è un imbroglione potremo finalmente trattarlo come merita”..

“Esatto comandante … e se invece fosse realmente un viaggiatore del tempo potrei convincerlo ad essere meno … esuberante, e più docile e remissivo”.

“Signor Spock, se ci riuscite ci salverete tutti”.

“Farò del mio meglio, comandante”.

“Ehilà signor Spocca, come butta? Eh … che mi ci hanno detto che volevi parlarmi, eh?”.

“Certo Birbo, entra nella mia cabina … ecco, puoi sederti lì per favore? Sei comodo così? Ma con cosa ti stai trastullando? Cristalli di dilitio? Ma questi non sono giocattoli, dove li hai trovati?”.

“Eh … erano dentro la macchina del teletrasporto … che poi quando li ho tolti ha fatto tutto PUF … e c’era una piattaforma con un uomo trasparente che poi è sparito del tutto lasciandosi dietro solo gli stivali, eh?”.

“Io … ma lasciamo stare …ora soggetto guarda nei miei occhi …”.

“Eh … ma mi ci chiamo Birbo io, eh?”.

“Allora guarda nei miei occhi Birbo…”.

“Ehi … ma come sono grandi, eh? Ma sai che … uh …mi sento strano io, eh?”.

“Guarda nei miei occhi e rilassati … guarda nei miei occhi e rilassati … rilassati piccolo Birbo … rilassati … bravo … così… ecco, ora parleremo dei viaggi nel tempo … mi senti Birbo? Dimmi allora, che cosa ne sai tu dei viaggi nel tempo?”.

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“Allora signor Spock, ci siete riuscito? Ma … vi sentite bene?”.

“Chi? Eh? Ehi capitano, oh mio capitano, ih, ih, ih, ma sapete che l’amico Birbo mi ci ha portato in Egitto e ci ho pure incontrato Cleopatra? Beh … però non è poi mica che fosse chissà che pollastrella quella faraona, eh?”.