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Coordinate spazio-temporali: tempo, 13 giugno 538, luogo Costantinopoli

“Ehi … buongiorno signora, può dirmi chi è lei per favore?”.

“Ma … sei apparso dal… niente? Sei forse un messaggero inviato dagli Dei?”.

“Eh … eh … si calmi cara signora, eh? Che io mi chiamo Birbo e sono un normalissimo bambino che viene dal futuro, eh?”.

“Non ci credo, questo è impossibile “.

“Eh, lasciamo perdere …  ah …  Però lei signora non mi ci ha ancora detto come si chiama, eh?”.

“Come? Dici di venire dal futuro e non sai che io sono l’imperatrice Teodora di Bisanzio?”.

“Eh … ora non s’offenda eh? Che adesso cerco di ricordare … dunque è una nobile di Bisanzio … Bisanzio … ah … ma aspetti … io lo so chi è lei, eh? Lei è quella ragazzina della storia che aveva la famosa gatta nera”.

“Cosa? Ma che dici bambino? Quale gatta?”.

“Eh… me la ha raccontato il babbo, eh? Che lui quasi ogni sera mi legge qualcosa per farmi addormentare, e c’era questa storia su di una ragazzina molto povera, che però aveva una gattina nera molto bellina che tutti volevano accarezzare, e allora”.

“Allora cosa? E insomma … di quale gatta parli?”.

“Beh … dopo le prime righe il babbo è diventato tutto rosso e quella storia non me la voleva proprio leggere, ma poi l’ho pregato tanto, e allora mi ha spiegato che era una cosa come quella del Gatto con gli Stivali, che lei signora grazie alla sua gattina a poco a poco faceva carriera, e alla fine incontrava Giustiniano, e visto che anche lui andava pazzo per quella sua gattina la sposava, e così come Cenerentola pure lei diventava regina o imperatrice. E tutto per merito della gattina tanto carina, che lei per tutto il tempo continuava a farla vedere e accarezzare a tutti”.

“Io … ma Birbo, io da giovane posso pure aver fatto qualche piccolo errore, del resto chi non ne ha fatti? Però sono una donna onesta e non è affatto vero quello che insinua il tuo babbo. Guarda, ti giuro che la mia … ehm … gattina… la faccio vedere solo a mio marito, l’imperatore, colui che giustamente ne è il solo signore e padrone”.

“Eh … perché lo nega birichina di una signora imperatrice? Non c’è mica niente di male se lei mostra in giro la sua gattina, eh? Che poi il babbo diceva che lei aveva l’abitudine di dare delle feste, a cui invitava venti o trenta uomini robusti, e poi li metteva in fila e ad uno ad uno la sua gattina gliela mostrava e lasciava che ci giocassero tutti, eh signora?”.

“Queste sono solo perfide calunnie sparse in giro dai miei peggiori nemici… ehm…  e il tuo babbo ha poi detto qualcos’altro sulla mia … gattina?”.

“Certo che me l’ha detto, perché la storia m’interessava e così non m’addormentavo più. Lui diceva che una volta finita la fila di quei trenta uomini la gattina non era ancora stanca di giocare, e allora radunava in una stanza gli schiavi che avevano scortato i suoi ospiti alla festa, e anche a loro gli ordinava di giocare con la sua famosa gattina”.

“Io… vuoi dire che nel futuro penseranno che io … ma non è giusto, io sono una brava donna e tu dovrai spiegare al tuo babbo che quello che ti ha detto è del tutto falso”.

“Ma signora imperatrice … perché piange? Oh … guardi che non c’è mica niente di male se tutti vogliono bene alla sua gattina, eh? Che pure io agli animali ci voglio bene, cosa crede? La prego non pianga gentile signora, che non volevo mica rattristarla io, eh?”.

“ Ascolta … Birbo … ti chiami così, vero? Bene Birbo … devi capire che io ho dimostrato di valere quanto e più di molti uomini, e questo mi ha procurato molti nemici, e sono soprattutto degli uomini gretti e piccini che non accettano che una donna abbia tanto potere. Però il popolo mi ama ed è con me, e allora non potendo fare altro per danneggiarmi, quei miserabili spargono a piene mani il veleno della calunnia, capisci?”.

“Beh … ma a lei cosa gliene importa se quelli parlano della gattina sua? Eh … saranno solo invidiosi, non crede?”.

“Forse è come tu dici Birbo caro, però dopo un po’ queste insinuazioni fanno male, sai?”.

“Eh … non ci pensi signora imperatrice. Senta, io ormai dovrei andarmene, ma prima … beh … a forza di parlarne sono diventato curioso, sa? E allora mi chiedevo … dico, me la mostrerebbe anche a me la sua bella gattina, eh?”.

“Sei troppo piccolo ragazzino, non mi pare bello fartela vedere”.

“Davvero? Però lei signora ormai è avanti con gli anni, eh? Non sarà mica che non vuole dirmi che nel frattempo la sua gattina è morta, e che è per questo che non può più farla vedere?”.

“Sfrontato ragazzino, come osi? Bada che la mia gatta è in ottima salute e sa usare bene i suoi artigli, e se solo fosti un poco più grande o meno stupido te lo avrei già dimostrato”.

“Eh signora … però intanto lei parla e parla, ma non vuole mica farmela vedere, eh?”.

“Basta così sciocco fanciullo … volevi vederla? Vieni qui, guardala pure con comodo … e ora sei soddisfatto?”.

“Ah però … così quella sarebbe la famosa gattina? Uh … ma quant’è pelosa, eh?”.

“Tutte le gatte sono pelose … fermo sciocchino, non toccarla perché è affamata e potrebbe attaccarti. Bene, e ora che te l’ho mostrata, mi dici perché ci tenevi tanto a vederla?”.

“Eh signora imperatrice … io volevo solo vedere se è vero che la sua gattina prende i cazzi al posto dei topi, eh?”.