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Coordinate spazio-temporali: tempo 1858, luogo città di Washington

Un acceso dibattito politico seguito da un pubblico interessato e partecipe.

“Signori, il motivo per cui vi chiedo di votare per me al senato è molto semplice, io accuso il mio avversario d’essere un ipocrita ed un bugiardo”.

“ Ooooooohhhhhhhhh… Incredibile… Ma che dice Douglas?… Zitti voi là in fondo, fateci sentire come si discolpa Lincoln… Io l’avevo detto che i politici sono tutti ladri… Non tutti, i 5 stelle per esempio … Taccia lei che non capisce niente”.

“Come osate Douglas? Non ricordate che ci eravamo accordati per avere un confronto veritiero e leale?”.

“Ma è questa la verità mister Lincoln, tutti devono sapere che la vostra carriera politica si basa sulla menzogna”.

“Ma che dice Stephen Douglas? … Non saprei, ma forse qualcosa di vero ci sarà…Beh … si dice che dove c’è fumo c’è anche l’arrosto… Ma non mi dire? … E io che credevo che almeno Lincoln fosse un galantuomo”.

“Mister Douglas, capisco che vogliate rovinarmi, ma eccitare così oltremisura la folla con le vostre falsità non è lecito”.

“Ho le prove di tutto, voi Lincoln nella vostra vita privata vi comportate in modo ben diverso dai rigorosi principi che invece andate propugnando in pubblico”.

“Senti senti …. Ohhhh… Ecco è fatta, Lincoln è finito… Peccato però, è vero che è tanto brutto ma dicevano che almeno fosse onesto… Io lo sapevo che sono tutti uguali, tutti ladri questi politici”.

“Signor Douglas … posso almeno sapere di cosa mi state accusando?”.

“Io vi accuso di doppiezza, io vi accuso d’avere due facce mister Lincoln”.

Ah no, questo è troppo, ero venuto come osservatore ma ora sono costretto ad alzarmi e dire la mia.

“Protesto signori, quella appena detta da Stephen Douglas è un’evidente menzogna”.

“Chi lo dice? Ah, sei tu bambino? E chi ti ha dato il permesso d’intervenire?”.

“Io mi chiamo Birbo e vengo dal f …ehm … frutteto… dove … coglievo le mele, ecco, ma questo non importa. L’importante è che lei signor Douglas accusando il signor Lincoln d’avere due facce ha mentito, e io ne ho la prova. Quindi sappia signore che se anche lei può ingannare tutti per un poco, e può anche ingannare pochi per lungo tempo, pure non per questo ci potrà ingannare tutti per molto tempo, ecco, se l’incarti e porti a casa, eh?”.

“Oh però… Senti senti. Il ragazzino parla bene vero? … Che bella frase, forse dovrei scriverla prima di dimenticarla…. Perché non ascoltiamo quello che ha da dire il bambino? … Giusto, e voi Douglas lasciate parlare il ragazzino, oppure dobbiamo credere che avete qualcosa da nascondere?”.

“E sia, vuoi parlare ragazzo? Allora parla. Hai detto che puoi provare che ho mentito? E allora provalo subito marmocchio, provalo e io giuro che mi ritirerò dalla vita politica lasciando il passo al mio avversario”.

“Allora sarà lo stesso pubblico a giudicare sulla bontà della mia prova. Signori, siamo tutti d’accordo che il povero signor Lincoln, purtroppo per lui, è estremamente brutto?”.

“Ma questo cosa c’entra? Che Lincoln sia terribilmente brutto lo vediamo tutti, ma io l’ho accusato di ben altro “.

“Lei ha detto che Lincoln ha due facce, già, e secondo lei uno tanto brutto verrebbe a questo dibattito con quella faccia che ha adesso, se solo a casa ne avesse avuta una qualsiasi altra da mettersi?”.

“Ah, ah, ah, giusto ragazzino… Ben detto bambino… Evviva Lincoln e abbasso Douglas… Sì, abbasso Douglas… Lo avevo detto io che i politici sono tutti ladri tranne Lincoln… Nessuno voterà per quel pagliaccio di Douglas, viva Lincoln”.

“Bene signor Douglas, si direbbe che quel ragazzino che lei non voleva lasciar parlare sia riuscito a bagnarle il naso, non crede?”.

“Bravo signor Lincoln … e ascolti, io mi chiamo Birbo e mi muovo nel tempo, e devo avvisarla che una sera … “.

“Ha detto bene il ragazzino. Evviva Lincoln e abbasso Douglas… Viva Lincoln … Viva l’onesto Abe …”.

“… a teatro … eh … ma non so mica se mi ci ha sentito, eh? Che con le urla d’entusiasmo della folla … beh speriamo vada tutto bene … eh?”.