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Coordinate spazio-temporali: tempo sera del 10 novembre 1938, luogo caserma delle SS a Berlino.

Crasch … crasch … Crahsh…

“Teufel … cosa essere questo rumore …chi essere che rompere vetri di finestre di caserma di mie fide SS? Se io prendere io subito mandare lui in vacanza a Buchenwald”.

Crasch … crash … crasch … crash …

“Ma chi osare … ah … tu cattivo ragazzino in strada … io avere visto te sai … tu subito smettere di lanciare sasso e rompere di mie finestre”.

“Ah sì? Perché altrimenti che mi fai buffo ometto dalla faccia da topo?”

“Tu dici a Heinrich Himmler puffo ometto con faccia da topo? Io, il capo de le terribili SS? Ma io manda te in campo di lavoro … io te prendo e …”.

“Sì, ma quando mi prendi sorcetto? Stai attento alla testa piuttosto”.

Crassh … crasch …

“Maledetto ragazzin … ahiahhhh …che male oh!“.

“Eh … te l’avevo detto di tirare dentro la testa da sorcio, eh?”

“Uhhhh … ora io fare uscire miei uomini che te prendere e dare bella lezione…”.

“A imbecille, non ti ricordi più che i tuoi uomini li hai fatti vestire in abiti civili e poi li hai mandati tutti a distruggere i negozi e le case degli ebrei?”

“Eh …? Come tu sapere questo? Essere segreto, anzi segretizzimo, disordini dovere essere attribuiti solo a spontanea indignazione di buono popolo tedesco, contro cattivi ebrei che stare strangolando nostra economia … quindi tu sapere troppo e io dovere te uccidere per fare stare zitto …io ora subito uscire e agguantare te”.

“Ma povero imbecille, se tu sei al terzo piano e io in strada, come fai a fare in tempo a venirmi a prendere? Credi che quando non ti vedrò più alla finestra me ne starò ancora fermo qui per cinque minuti ad aspettarti? Oh … non sono mica fesso come voialtri sudici nazisti del cazzo, eh? E poi … sai che ti dico Herr topastro Himmler?…”.

“Che cosa tu dire ancora?”.

“Pppprrrrrrrrrrrrrrrrr …”.

“Tu fare pernacchionen a me? Maletetto piccolo furfante, tu certo essere sporco ebreo, vero che tu essere ebreo?”

“Io ebbro? Ma che dici cretino? Se stasera qualcuno ha bevuto sei tu, eh? Io no di certo, che guarda solo che splendida mira che ho”.

Crashh …crasch … crash … “.

“Basta … mie pofere finestre … tu smettere subito di rompere mie pofere finestre …“.

“Ma brutto topastro sudicione … quei delinquenti dei tuoi uomini ne hanno appena rotte delle migliaia nella notte dei cristalli, per non parlare delle altre porcherie che hanno fatto e ancora faranno, e io non ho il diritto di rompere qualche vetro dei tuoi? Beh … sai che ti dico topastro? pprrrrrrrrrrrrrrrrr …”.

“Attento pampino … se tu insistere a tirare sassi e fare pernacchien io dofere tremendamente punire te”.

“Ah sì? Allora guarda questi tiri … crasch … crasch … crasch … crash … ecco, e ora come intendi punirmi? “.

“Bene … immagino che dovrò urlare che … NON MI HA FATTO MALE … FACCIA DI MAIALE … tiè pampino…Pppprrrrrrrrrrrrrrrrr … E ORA IO SOLLEVARE SCRIVANIA E TE LA GETTARE Di SOTTO …CRAAAAASHHHHHH… FATTO … IO COLPITO TE?”.

“ALLORA SAI COSA RISPONDO IO? CHE NON MI HA FATTO NIENTE… FACCIA DI SERPENTE … Pppprrrrrrrrrrrrrrrrr …”.

“Ora essere fatto davvero tardi pampino … noi dire che essere pari e ci trovare qui ancora domani sera?”

“Eh beh Heinrich … ormai è un appuntamento fisso … però prima che me ne vado devi cantare”.

“Oh no pampino, io non cantare e rendermi di nuovo ridicolo…”.

“Ma dai Heinrich che ci hai una gran bella voce, almeno quella, eh?”.

“Tu dire davvero pampino?”.

“Ma certo Heinrich, che è un peccato che nessuno sappia come canti bene … dai, non farti pregare, eh?”.

“E va bene, allora io di nuovo cantare … Tutte le sere sotto a sto fanal,

dietro alla caserma delle S.S … mi stavi ad aspettar …

Lilì … Lilì Marlen … Lilì … Lilì Marlen …“.