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Coordinate spazio-temporali: tempo 26 maggio 1798, nella casa di Ludwig van Beethoven a Vienna.

“E per ora è tutto qui. Allora amici miei? Cosa ne pensate?”.

“Una melodia magnifica caro Ludwig, giudicando da questo brano la tua nuova sonata per pianoforte avrà un grandioso successo”.

“Oh … grazie Rodolphe, davvero ti è piaciuta la mia modesta esecuzione?”

“EH … ERA MOLTO BELLA IN EFFETTI … MA POI COME LA CHIAMERAI QUESTA NUOVA?”

“Bene Birbo, penso che la chiamerò semplicemente sonata per pianoforte n. 8”.

“EH… COMPLIMENTI, EH? BEH PECCATO CHE ORA DEVO ANDARE, EH? CIAO LUDWIG, E LA PROSSIMA VOLTA CE LA FARAI SENTIRE PROPRIO TUTTA, EH?”

“Volentieri caro ragazzo, se per allora sarà finita te la farò certamente sentire tutta”.

“Scusa Ludwig, accompagno Birbo alla porta… ehm … e senti Birbo… ora che siamo rimasti soli potresti dirmi…?”.

“Eh Rodolphe … scommetto che vuoi sapere cosa ne penso davvero di quella stonata n. 8, eh? Beh …non è ancora finita e quindi non sarebbe giusto commentarla… però ti confesso che al momento mi pare sia un’opera monca e a tratti persino Patetica”.

“Ma veramente io volevo chiederti … scusa Birbo, ma perché ora parli in modo normale, mentre quando discorriamo con Beethoven urli sempre tanto forte?”.

“Ma dai Rodolphe … io questa cosa la sapevo fin dall’inizio perché come ti ho detto vengo dal futuro … ma anche tu che sei il suo miglior amico dovresti essertene accorto … ma davvero non hai capito che il povero Ludwig ormai è quasi sordo?”.

“Cosa? Ma se non ha ancora trent’anni? Ma sei sicuro di quello che dici?”

“Eh … te l’assicuro. E so anche che è andato da dei dottori, ma non hanno mica saputo aiutarlo, eh? Gli hanno solo detto che non ne capiscono il motivo, ma che presto potrebbe diventare del tutto sordo, eh?”.

“Oddio … che tragedia sarebbe per un grande compositore com’è lui”.

“Eh … davvero eh? Che poi sai quanto è orgoglioso, eh? Che non vuole essere compatito, e così vive come un eremita e frequenta solo noi pochi amici. Beh… ora vado, ah … tu Rodolphe parlagli abbastanza forte perché ti capisca senza sforzarsi, ma però non dirgli mica che sai che è quasi sordo, eh?”

“No … certo. Ma che tragedia…povero amico mio … ”.

“Allora Rodolphe, è finalmente andato via quel ragazzino?”.

“ … oh che immane tragedia … LUI E’ APPENA USCITO LUDWIG…”.

“Se quello è andato perché parli di una tragedia? E poi ti prego di non urlare anche tu, che già c’è quel fracassone di Birbo che ogni volta che viene a trovarmi coi suoi strilli mette a dura prova le mie povere orecchie”.

“Ma Ludwig…? Allora tu ci senti bene? Ma non stavi diventando sordo?”.

“Infatti i medici dicono che potrei diventarlo… ma solo se i miei amici continueranno a rompermi i timpani urlando come pazzi!”.