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Coordinate spazio-temporali: tempo anno 321, luogo Monte Calvario.

“Così tu Birbo dici che qui a Gerusalemme non riuscirò a trovare nulla d’interessante?”

“Eh signora Elena … i pezzi migliori li hanno ritrovati da tempo, e soprattutto stia attenta a non farsi fregare, che da quando la ricerca di reliquie sacre è diventata la moda del momento i venditori di patacche sono spuntati come funghi”.

“Ma io sono la madre dell’imperatore Costantino, credi che qualcuno oserebbe tentare d’imbrogliarmi?”

“Eh … io non ci proverei di sicuro, ma altri sono assai meno onesti, eh? Guardi Signora che ormai ogni chiesa, persino la più sperduta cappella di campagna, vanta almeno un ossicino di un apostolo o il sangue di un martire, e lei crede che quelli siano tutti articoli genuini?”.

“Mi rendo conto che ci sono molte false reliquie in giro, però solo gli ingenui possono comprare quelle cianfrusaglie”.

“Beh … lei Signora è intelligente ed istruita e difficilmente ci cascherebbe, ma però stia attenta lo stesso che alcuni di quegli imbroglioni sono molto furbi, eh?”

“Sciocchezze, prendi per esempio questi chiodi e il legno che tu mi hai appena mostrato, la patina d’antichità che li ricopre non si può falsificare, questi reperti si vede chiaramente che sono genuini … e davvero non vorresti vendermeli mio caro ragazzo?”

“Ma signora mia … come le ho detto questi sacri resti appartengono alla mia famiglia da generazioni, che fu il nonno di mio nonno a … ma basta … non voglio annoiarla ancora con queste vecchie storie … comunque ho giurato di custodirli e non posso assolutamente separarmene, anche se devo dire che da quando il mio babbo si è ammalato i soldi scarseggiano … tanto che ho persino dovuto vendere un antico lenzuolo pitturato a mano a cui tenevo moltissimo … ma però queste cose non posso proprio venderle … tutto quello che posso fare o mia gentile Signora è di donarle questa scheggia di legno della vera croce, la tenga con cura mi raccomando, e se può ogni tanto preghi per me … addio”.

“Aspetta ragazzino … cedimi almeno quei tuoi chiodi in ferro … vedi, ho pensato che se avessi il più grosso potrei farlo ribattere in modo da creare una sottile Corona Ferrea da donare a mio figlio … ti prego, so che è assurdo parlare di soldi di fronte a simili reliquie che ovviamente non hanno prezzo, però se con quel denaro tu potesti fare curare e guarire il tuo babbo sarebbe giusto venderle, non credi?”.

“Beh …certo che io voglio molto bene al mio babbo … e poi in fondo se si tratta di un dono per il nostro primo imperatore cristiano, a cui io personalmente sono molto devoto … e visto che lei ci farebbe una corona ferrea che Costantino indosserebbe nelle grandi occasioni e gli ispirerebbe giustizia e carità cristiana …beh, mi ci lasci pensare … lei signora Elena quante monete d’oro mi darebbe?”.