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Coordinate spazio-temporali: tempo inverno dell’anno due, luogo residenza dell’imperatore a Roma.

”Brrrr … ma divino Cesare Augusto, ma che freddo che c’è nella tua casa di marmo, eh?”.

“Dovresti vestirti come faccio io che il freddo lo patisco per quasi tutto l’anno. Ti consiglio d’indossare una toga pesante, poi sotto mettiti quattro tuniche di lana e una buona camicia, e poi io ho anche una copertura in lana per il petto e di solito mi copro le gambe con delle coperte.”

“Eh Caio Ottavio … ma visto che sei il padrone del mondo, non sarebbe più semplice ordinare ai tuoi schiavi d’alzare un poco il riscaldamento?”.

“No, perché d’inverno è normale che faccia freddo, e per il fisico è assai tonificante e salutare sopportarlo pazientemente”.

“Eh … se lo dici tu che sei imperatore … beh, meno male che in quest’epoca ancora non esiste il raffreddore, eh? Senti … almeno ora possiamo mangiare un abbondante pasto caldo, vero?”

“Certamente. Io ho problemi di stomaco e di solito pasteggio solo con pane e formaggio e pesce e frutta, ma poiché siamo in pieno inverno ci concederemo un bel minestrone di verdure tiepido e senza sale, contento?”.

“Eh … guardami, sto addirittura scoppiando di gioia, che poi quando torno a scuola gliene dico quattro all’insegnante di storia, che quel fesso raccontava che gli antichi romani s’abbuffavano come porci, eh, infatti, manca poco che per togliermi la fame non mi ci debba ridurre a mangiare le ghiande del bosco”.

“Ghiande? Credi o piccolo Birbo che questa delle ghiande potrebbe essere una valida cura per la mia forte artrite?”

“Eh? Ma stai scherzando o divino Augusto? Che guarda che se credi che le ghiande facciano bene devi solo mangiarti un maiale allevato con quelle, eh? Che dici? Lo diamo l’ordine ai tuoi schiavi di cucina d’arrostirci un tenero e succulento maialetto a testa?”.

“Non posso Birbo, lo sai anche tu che la carne di maiale è un vero e proprio veleno per il mio povero fegato”.

“Eh … ma quante malattie ci hai tu, eh? Ma senti, almeno possiamo bere qualcosa di buono?”

“Certamente caro amico, ora berremo la più salutare di tutte le bevande, della purissima acqua di sorgente”.

“Eh? Ma scusa … tu non hai le cantine piene d’ottimo vino di Lesbo?”

“Quello è destinato agli ospiti, sai che io soffro d’erpete ed acidità di stomaco, e quindi posso bere solo acqua”.

“Ma … scusa Augusto, ma io non sono un tuo gradito ospite forse? Eh … che avevamo detto che in cambio dei miei consigli mi avresti fatto fare la bella vita, eh? E invece mi fai andare a dormire prestissimo, e poi devo alzarmi che è ancora buio, e devo studiare tutta quella noiosa roba in greco e latino, e assistere alle riunioni coi tuoi generali, e coi consoli e senatori, e poi muoio sempre di freddo e non posso mai mangiare niente di buono, e perfino dici che non c’è del vino per me? Ma che razza d’ospitalità sarebbe quella che mi offri?”.

“Birbo carissimo … dovresti ricordare che io non ti avevo promesso una vita di lussi e piaceri, ma avevo invece detto che t’avrei fatto vivere come un vero imperatore; e non è forse in questo modo che io vivo ogni mio giorno?”

“Eeeeeee … ?”.

“Birbo? Ma che hai? Non ti senti bene? Hai mangiato troppo minestrone tiepido forse?”.

“… eeeeetciùùùùùùùùù … ecco Caio Ottavio, ricordi che prima avevo detto che in questo periodo storico non esisteva il raffreddore? Beh … grazie a te ora esiste “.