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Coordinate spazio-temporali: tempo 508 a.C. luogo accampamento militare vicino alle mura di Roma.

“Non far rumore Muzio, che quasi ci siamo, eh? Quello è l’accampamento degli invasori etruschi, ora come dicono i libri di storia tu ucciderai il loro lucumone, e poi possiamo rientrare in città sicuri d’essere accolti da eroi”.

“Ma scusa Birbo, se faccio tutto io perché diventiamo entrambi degli eroi?”.

“Uffa Muzio, ti ho ben detto che io vengo dal futuro e quindi so tutto quello che succederà, perciò t’assicuro che col mio aiuto tutto ti andrà per il meglio. E poi quest’idea geniale è stata mia, eh? Che se ricordi tu non ci volevi mica venire qua fuori, non è vero?”.

“Beh … certo che io da solo non mi sarei mai offerto, ma dopo che hai fatto il mio nome davanti a tutto il consiglio di guerra non ho più potuto tirarmi indietro. Che poi a dir la verità io sono pure mezzo etrusco, e allora in fondo che mi frega a me di tutta queste lotte e beghe tra Tarquinio e gli etruschi e il Senato romano?”.

“Zitto, ora dobbiamo essere veloci, entriamo nel loro campo fingendo naturalezza, e appena vedrò il lucumone Porsenna te lo indicherò … eh … vedi? Stanno distribuendo le paghe e nessuno fa caso a noi, che ti avevo detto? Uh … ecco la tenda di Porsenna …e quell’uomo che ci volta le spalle …aspetta che lo guardo bene … ah …certo che dev’essere lui. Vai Muzio, snuda il tuo assetato pugnale e uccidilo”.

“Aaaaaaarghhh … tieni maledetto, e questo, e questo e questo, oh, è caduto morto quest’infame”.

“Ben fatto Muzio, e ora scappiamo… ah …attento a quel soldato che se ti … ecco, ti ha preso”.

“Fermo maledetto assassino, sei un romano eh? Ora ti porto da Porsenna e deciderà lui quale sorte meriti per aver ucciso il suo scriba personale”.

“Quello era lo scriba di Porsenna? Ma Birbo, non avevi detto che tu Porsenna lo conoscevi bene?”.

“Con chi stai parlando? Forse che avevi un complice? Ah, no, è solo un bambino. Vattene piccolo, torna a casa dalla mamma che questo non è il posto adatto a te”.

“Sissignore, grazie signore, vado subito, eh? … Ehi … pssst … ascolta Muzio … scusa se ho sbagliato persona … però non preoccuparti, che adesso cerco di capire qual è il problema e rimetto subito la storia sulla giusta carreggiata”.

“Ah … beh … allora immagino di poter stare tranquillo, vero?”.

“Eh … ma certo Muzio. Se ti dico che io so tutto … ah … ecco, questo qui è davvero Porsenna, non capisco come hai fatto a sbagliarti, non vedi quanto è diverso dallo scriba che hai ucciso?”

“Uhm … dunque questo sarebbe il romano che ha ucciso il mio scriba? E dimmi, come ti chiami romano?”.

“Io … il mio nome è Muzio Cordo… e devo dire che io qui non ci volevo venire, ecco”.

“Ma ormai ci sei, e quindi taci mentre decido cosa fare di te”.

“Pssst … ascolta Muzio … ma tu non ti chiami Muzio Scevola?”.

“Eh …? No Birbo, io mi chiamo Cordo, del resto Scevola vuol dire mancino, ed io invece uso la destra”.

“Ah … adesso ho capito tutto … senti Muzio, se vuoi cavartela devi impressionare Porsenna col tuo coraggio, quindi fagli vedere che punisci la mano che ha sbagliato il colpo, e sai come? Bruciandola nel fuoco di quel braciere”.

“Cosa dovrei fare io? Ma metticela tu la mano nel braciere, che poi non dicevi che dovevamo dividere tutto?”.

“Senti Muzio, fidati, questo è l’unico modo…. poi non è che devi bruciarla proprio tutta, eh? Basteranno solo alcune piccole vesciche sopportate con coraggio per impressionare questi sempliciotti … che poi la tua mamma ti mette un poco d’unguento e ti da un bacino e passa tutto. Eh, non nego che sarà forse un pochino doloroso, ma sempre meglio delle terribili torture e dell’atroce morte che ti farebbe subire lo spietato Porsenna, eh?”.

“Ma Birbo, io … non credo di farcela “.

“Beh … pazienza … allora ascolta, per … ehm … caso …ho della grappa, mandala giù e poi vedrai che non sentirai troppo male… ecco bevi… bevi pure tutta la mia fiaschetta… sigh, me l’hai finita”.

“Io … hic … ascoltami o Porsenna … la mia mano ha sbagliato … e quindi io stesso ora la punisco … così … ah …”.

“Zitto Muzio per carità, che se vuoi salvarti non ti deve sfuggire un solo lamento, eh?”.

“Incredibile … tu stai sopportando tanto dolore e non mandi neppure un gemito? Ebbene romano, non riesco a credere al tuo coraggio … anzi, se tutti gli altri romani ne hanno anche solo la metà mi conviene togliere l’assedio e lasciarvi in pace, ma ora basta ti prego, che il puzzo di carne bruciata mi dà la nausea, ecco …togli questo moncherino dal braciere o valoroso Muzio Cordo… anzi, fammi vedere… eh sì, la mano destra è perduta, quindi da oggi userai la sinistra e perciò ti farai chiamare Muzio Scevola”.

“Ecco … adesso la storia è tornata a posto e tu sei salvo Muzio, è vero signor Porsenna che grazie al suo terribile sacrificio ora lo lascia libero il mio buon amico Muzio?”.

“Beh … a dire il vero lo avrei lasciato libero in ogni modo, se non altro per ricompensarlo d’avere ucciso quel maledetto scribacchino che annotava tutto, e che da anni mi ricattava minacciando di riferire a mia moglie di certe mie …ehm … scappatelle, anzi, prima stavo proprio pensando a quale ricompensa concedergli per sdebitarmi dal favore”.

“Eh … beh … allora direi che tutto è bene quel che finisce bene … il corso della storia è tornato al suo posto …la pace familiare del bravo Porsenna è assicurata… e pure tu Muzio ci hai guadagnato un nome nuovo, e forse pure un regalino … e per merito nostro persino gli etruschi toglieranno l’assedio a Roma e ci sarà la pace … quindi tutto sommato noi due siamo stati davvero eroici. Sei contento Muzio?”.

“Eeeeehhhhh …”.