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Coordinate spazio-temporali: anno 1512, Cappella Sistina.

“Aspetta … sento il cigolio della scaletta … nasconditi presto… eh sì, deve essere il solito scocciatore …”.

“Maledizione, quasi cadevo … Michelangeloooo … Michelangeloooo ….”.

“Oh … l’è ancora lei Santità? E ora che vuole?”.

“Come al solito, vengo a vedere come procedono i lavori … maledizione, ogni volta che salgo quassù mi vengono le vertigini”.

“Davvero Santità? E lei non la ci salga allora”.

“Ma se hai edificato un impalcatura talmente ingombrante, che da terra non riesco neppure a capire quello che fai”.

“Meglio Santità… così vedrà solo il lavoro finito e lo gusterà al meglio”.

“E QUANDO FINIRAI?… QUANDO FINIRAI?”.

“QUANDO POTRO’ … QUANDO POTRO’…”.

“Maledizione … almeno potevi mettere una scaletta meno malandata … non lo sai che ogni volta che mi ci arrampico rischio di cadere? Preferirei domare un cavallo selvaggio, piuttosto che salire su questi pioli tarlati”.

“Oh quanto mi dispiace … ma gli è che codesta scaletta la non mi serve quasi mai e quindi…”.

“Ah … già … perché il grande artista non si degna mica di scendere tra la gente comune, no, lui fa l’eremita e vive abbarbicato sotto al tetto della Cappella, e per non perder tempo caga in un secchio, e si fa mandare su con una corda il cibo e il vino e la roba per i colori, e persino di notte dorme su di un pagliericcio appeso nel vuoto …”.

“Ebbene di che vi lamentate? Lo sa la sua Santità che se prendessi pure a scendere e risalire, allora mi ci vorrebbe almeno il doppio del tempo per finire l’opera mia?”.

“Porca Eva … MA QUANDO FINIRAI?… QUANDO FINIRAI?”.

“QUANDO POTRO’ … QUANDO POTRO’… e ora posso riprendere il lavoro  che ancora una volta avete interrotto?”.

“Maledetto, sarai la mia dannazione … ma se ti dai tanto da fare, com’è allora che il tuo affresco pare ancora uguale sputato all’ultima volta che l’ho visto?”.

“Sarà forse perché lei viene troppo spesso e rimane assai troppo a lungo?”.

“Porca la Madonna … MA QUANDO FINIRAI?… EH?… QUANDO FINIRAI?”.

“QUANDO POTRO’ … QUANDO POTRO’.

“Un canchero ti pigli … meglio che me ne vada altrimenti mi farai bestemmiare …”.

“Ecco bravo … vai … e vedi di non tornare maledetto scocciatore …disturbare così la mia arte … ah …bene Birbo eccomi di ritorno, allora …dove eravamo rimasti?”.

“Eh Michelangiolo…hic … oh allora… avevamo scommesso tre monete e io avevo fatto un cinque ed un sei …hic … passami la bottiglia e poi tira i dadi… che ora ti tocca a te, eh?”.