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Coordinate spazio-temporali: tempo ore 10 del 2 novembre 2011 nel castello di Montebello

“Ehi … buongiorno eh? Oh ma non c’è nessuno? Eppure mi pareva d’aver visto una figura sotto a quell’albero … mi sarò sbagliato … eh però … qui c’è un vecchio castello, eh? Beh … adesso ci entro dentro e finirò pure per trovare qualcosa d’interessante, eh? Ah guarda, c’è il cartello che dicono che fanno visite guidate, eh, ma oggi è chiuso, peccato, eh però questa porticina è aperta … eh non dovrei entrare … beh … ma allora non mi chiamerei neanche Birbo, no? Ih… ih … eccomi dentro e … ooops … azzo non avevo mica visto quei vecchi gradini … ormai mi ci rompevo il collo, eh? Ehi … ma senti che temporale s’è scatenato là fuori, eh … e dire che poco fa era sereno, eh? Ma …aspetta … cos’è quella palla di stracci che scende le scale? tomp … tomp … tomp …ehi … ma allora c’è qualcuno? Ehi rispondete vi prego, c’è qualcuno? “.

“Non urlare che ci sono solo io. Il mio nome è Guendalina ma tutti mi chiamano Azzurrina, e sono la figlia del padrone del castello. Tu invece chi sei buffo bambino?”.

“Eh … io mi chiamo Birbo e vengo dal futuro, anche se stavolta ho fatto un viaggio breve, eh?”.

“Uh, uh … quanto sei divertente Birbo, vero che sei venuto a giocare con me?”.

“Eh …se vuoi … tanto col temporale è meglio non uscire, eh? Però quanto è buio e tetro qui dentro, eh? Senti Guendalina, ma tu perché hai i capelli quasi azzurri? Sei forse la figlia della Fata Turchina e di Pinocchio?”.

“Io sono la figlia di Ugolinuccio di Montebello, e prima di morire avevo dei brutti capelli bianchi, e allora la mamma per nasconderli me li tingeva con qualcosa che poi però prendevano un riflesso azzurro, e allora hanno cominciato a chiamarmi Azzurrina”.

“Eh … peso el tacon del buso, eh? Poi con tutte le tinture che ci sono al giorno d’oggi … ehm … scusa Azzurrina, ma perché hai detto che sei morta? Ih, ih , è perché oggi è il due novembre, vero? Dai, dimmi la verità birichina, c’è una festa al piano di sopra e mi state pigliando per il culo, vero?”.

“Vuoi dire che non lo avevi ancora capito? Ma non ricordi che appena entrato sei inciampato sulle scale?”.

“Eh … sono inciampato, va bene, ma questo che c’entra?”.

“Uh, uh, ma tu sai che solo i morti possono vedermi, vero?”.

“Ma Azzurrina, ih, ih, io non sono mica morto, eh?”.

“Certo che sei morto Birbo, sei morto rompendoti il collo sulle scale che portano alla ghiacciaia, e ora giocheremo per sempre assieme ….

“No. Io non sono morto proprio per niente, adesso basta io me ne vado e … ehi … … chi ha chiuso il portone? Aprite maledetti, voglio uscireeeee”.

“ Certo che sei morto Birbo, guardati, sei quasi trasparente, uh, uh , uh, e anche tu come è successo a me non potrai mai più uscire da questo castello, così finalmente avrò un compagno di giochi e staremo per sempre assieme”.

“Noooo. Ti giuro Guendalina che io sono ancora vivo, eh?”.

“ Per sempre …. per sempre …. per sempre …. per sempre  …. per sempre …. per sempre …. per sempre …. per sempre …. per sempre  …. per sempre .”.

“No, smettila ti prego… AAAARRGGGGHHHH …”.

“ Per sempre …. per sempre …. per sempre …. per sempre  …. per sempre .”.

“AAAAAARRRRRGGGGHHHH …”.

Coordinate spazio-temporali: tempo ore 10 del 2 novembre 2011 luogo castello di Montebello

“Ehi … buongiorno eh? Oh ma non c’è nessuno? Eppure mi pareva d’aver visto una figura sotto a quell’albero …ah … ma è il mio babbo eh? Chissà che ci fa qui, eh?

Ehi ciao babbo, che succede, sei venuto a chiamarmi perché è pronta la cena? Eh … però dammi solo cinque minuti, eh? Che ho visto che c’è un vecchio castello, e sono curioso di darci un occhiata dentro, eh?”.

“Vieni via figliolo, e se mi vuoi bene non entrare mai in quel maledetto castello”.

“Eh? Ma perché babbo? Guarda che io sento come qualcuno o qualcosa che mi chiama, e credo di doverci entrare a tutti i costi, eh?”.

“No Birbo, anche se il destino lo vuole tu puoi scegliere se entrarvi o meno, però sappi che se ci vai corri un terribile pericolo “.

“Oh … non preoccuparti per me babbo, che ho notato che i guai capitano più che altro a quelli che io vado a trovare, eh?”.

“Ma questa volta sarebbe diverso, perché sento che moriresti”.

“Eh … adesso … morire addirittura … senti, vorrà dire che ci starò molto attento, eh?”.

“Figlio mio, se nonostante tutto vuoi andare lo stesso allora vengo anch’io”.

“Eh? Ma babbo, perché piangi?”.

“E’ perché ti voglio bene Birbo figlio mio”.

“Eh … te ne voglio tanto pure io, però mi sembra sempre che qualcuno mi stia chiamando, non posso entrare anche solo per dare una sbirciatina veloce?”.

“Se non puoi farne a meno entreremo assieme, però se c’è qualunque cosa che posso fare per farti cambiare idea ti prego di dirmelo”.

“Beh … forse se a casa ad aspettarmi avessi una nuova bicicletta rossa…?

“Ordina e sarai obbedito figlio mio”.

“Ih … ih … e se avessi una tonnellata di liquirizia “.

“Come desideri, consideralo fatto”.

“Eh … e se poi nel tuo laboratorio mi facesti crescere un clone di Marylin Monroe … ?”.

“Sarà fatto anche questo Birbo mio, se possibile sarà fatto, ma ora torni a casa con me?”.

“Eh … ma allora è davvero importante per te che io non entri lì, vero?

Va bene babbo, non piangere, che se ci tieni tanto ti giuro che non ci entrerò mai, eh? Va bene? Però ora smetti di piangere, eh? Che non sta mica bene che l’Oscuro Signore pianga, eh?”.

“Io … credevo d’averti perso e … ho passato tre giorni terribili tentando di trovare il modo per riportarti a casa”.

“Ma dai babbo, che non mi perderai mica mai, eh? Che poi chi ci baderebbe a te se non ci fossi io, eh?”.

“Prendimi la mano Birbo, per l’emergenza sono venuto con la mia vasca di deprivazione sensoriale, ma tu non hai questa limitazione, e se mi dai una mano ritornerò a Nero Torrione più facilmente”.

“Certo babbo, dammi la mano, ecco ora andiamo eh? Però smetti di piangere dai, ah, e non preoccuparti per quelle cose che ti avevo chiesto, stavo solo scherzando, eh?”.

“Certo … però se vuoi una bici o della liquirizia io …”.

“Eh … ma se ti ho detto che non voglio assolutamente niente “.

“Bene … questo vuol dire che stai crescendo”.

“… tranne che il clone di Marylin Monroe … è ovvio eh?”.

“Eh sì, caro Birbo. Tu stai davvero crescendo molto in fretta”.

Se tutto l’amore del mondo…

Se pure tutto l’amore del mondo non esistesse,e anche se nulla di simile ci fosse mai stato.

Se pure la vita non avesse alcun vero scopo,e anche se non ci fosse nulla dopo la sua fine.

Se pure in fondo nulla importasse davvero,e anche se nulla avesse mai davvero importato.

Se pure lo stesso Dio della Bibbia fosse meschino e crudele,e anche se di vecchiaia fosse ormai morto da tempo.

Se pure lo stesso genere umano dovesse prestissimo estinguersi,e anche se nulla restasse a mostrare ciò che è stato e ha fatto.

Se pure la realtà stessa fosse solo commedia e finzione,e anche se nulla esistesse davvero tranne quello che io provo per te.

Se pure tutto il fuoco dell’amore nel mondo fosse spento o mai nato,e anche s’ardesse solo la breve scintilla dell’amore che io provo per te.

Allora tutto l’universo avrebbe senso e sarebbe giustificato, se non altro per la sola scintilla del mio immenso amore per te.

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L’Oscuro Signore Bilbo Baggiano Baggins, dedicata a mio figlio Birbo.