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Coordinate spazio-temporali: tempo maggio 537 a.C, luogo Bodh Gaya

“Ehi amico, che ci fai seduto sotto a quell’albero di fichi? Ti spiace se mi ci siedo anch’io?”.

“ … “.

“Ah … sei anche tu dell’idea che chi tace acconsente, eh? Benissimo allora … senti mettiamoci d’accordo, quando non dici nulla lo prendo come un sì, va bene? Non dici nulla? Perfetto. Eh … sai amico perché mi piace la gente silenziosa? Eh … è perché sono quelli che mi ascoltano meglio, eh? Ah … a proposito … posso parlarti dei miei problemi, vero? Non dici niente? Bene… allora devi sapere che io mi chiamo Birbo e viaggio nel tempo e vengo dal futuro, eh, tu mi credi vero?”.

“ … “.

“Davvero mi credi? Eh, ma allora anche se non sembra sei molto intelligente, eh? Bene, allora ti ho detto che vengo dal futuro, giusto? Beh … non ci crederai ma sono venuto a cercare un tale che dicono abbia raggiunto l’illuminazione, Siddartha si fa chiamare … e dicono sia un grande maestro …come si dice … un buddha… ecco, eh … ma mica un poveraccio male in arnese come te, eh? Che questo dicono tutti che sia molto bravo, eh? Che pare abbia delle conoscenze incredibili, eh? E che ci sia arrivato tutto da solo, ragionando stando seduto sotto ad un albero per sette settimane, eh?”.

“ … “.

“Ecco … io ci terrei davvero ad incontrare quest’uomo che dicono abbia raggiunto l’illuminazione, e vuoi sapere perché?”.

“ … “.

“Perché potrebbe aiutarmi col mio problema, eh?”.

“ … “.

“Qual è il mio problema? Beh … è che la mia maestra di scuola ripete sempre che io sono uno scocciatore e parlo troppo, ma non è mica vero, eh?”.

“ … “.

“Oh … meno male che sei d’accordo con me. Che io vorrei sapere il perché, ma anche i miei compagni di scuola si sono messi in testa che io sia uno scocciatore, roba da non crederci, eh?”.

“ … “.

“Eh … già, ma la cosa più assurda sai qual è? Beh … che anche il babbo e la mamma in fondo in fondo credono pure loro che io sia uno scocciatore … eh … che dicono che io sono un bravo abbastanza bambino, ma che quando mi ci viene un’idea non la mollo mai più, eh? Che secondo tutti quelli che mi conoscono io insisto troppo, perché dicono che insisto, e insisto, e insisto, e insisto e insisto, e persino per degli anni e anni secondo quegli esagerati io continuerei ad insistere, eh? E senza mai stancarmi dicono, eh? Perché secondo quelli lì… “.

“Ragazzino, tu ti chiami Birbo?”.

“Eh? Beh … sì, ah … ma allora tu parli anche, eh?”.

“Per favore Birbo, vattene”.

“Eh … va bene, ma io volevo solo chiederti se sapevi dov’è il Siddartha che ha raggiunto l’illuminazione, eh?”.

“Io ero quel Siddartha, ma la tua venuta mi hai messo a dura prova, e ho fallito. Ora vattene e lasciami solo, perché m’occorreranno sette anni di dure privazioni ed intensa meditazione, e questo solo per recuperare la conoscenza che tu mi hai fatto perdere negli ultimi sette minuti”.

“Eh zio Sid… ma allora scusami tanto, eh? Senti … ti dispiace mica se torno tra sette anni, eh? Che magari per allora t’illumini ancora, eh? Che davvero vorrei conoscere uno che si sia illuminato, che scommetto che ha gli occhi luminosi e ci può pure leggere a letto con la luce spenta, eh? Che invece il mio babbo tutte le sere chiude la luce alle dieci e … ma scusa, perché ti alzi? E perché raccogli quei fichi? Ah … forse hai fame, eh? Ma …? Ehi … ma …. ahio … che modi sono questi? … Perché …. ahio … mi tiri i tuoi fichi? Oh … ma guarda che se volevi che me n’andavo bastava …. ahia … dirlo, eh? Oh uffa, io … ahio … va bene me ne vado, ma sai che ti dico? Che sei troppo …. ahio … nervoso, e dovresti proprio provare anche tu a fare meditazione …. ahia … che dicono che sia una roba che …. ahi … che calma e che rilassa molto, eh?”.