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Coordinate spazio-temporali: anno 1750, nel giardino del collegio dei gesuiti in rue Saint-Jacques a Parigi.

“Dai Donatien, giochiamo agli indiani … ecco guarda, laggiù c’è la carovana e noi siamo dei feroci apache sul piede di guerra … cavalchiamo attorno ai carri lanciando frecce ai visi pallidi …”.

“Aspetta Birbo … cof …cof … lasciami riprendere fiato”.

“Ma che … ma sei già stanco Donatien?”.

“Certo che sono stanco … cof … io non sono abituato a correre …cof … e neanche a giocare, perché qui in collegio a noi bambini è proibito farlo”.

“Allora sediamoci sotto a quell’albero e riposiamo un poco. Ecco, riprendi fiato… ma senti Donatien, davvero qui in collegio voi bambini non potete giocare?”.

“Proprio così Birbo, il mio precettore dice che i bambini educati non devono mai correre, e soprattutto non devono sudare ed urlare e comportarsi da selvaggi”.

“Eh … manca solo che non possiamo pure bere vino e abbiamo fatto tombola, eh? Beh … meno male che a quest’ora non ci sono vecchi a rompere le scatole, che quelli che hanno passato i quindici anni sono proprio noiosi forte, vero Donatien? Ma senti, se non puoi fare niente di divertente come te la passi la giornata qui dentro?”.

“Come ogni bravo bambino bene educato… sveglia alle cinque e trenta …”.

“Eh? Ma mica del mattino, vero?”.

“Ma certamente Birbo … poi mi lavo con acqua fredda e comincio le preghiere del mattino … poi mangio qualcosa e dopo leggo libri religiosi … poi prego ancora e dopo il mio precettore m’interroga, e poi …”.

“Eh ho capito… che bella vita di merda, eh? Ma senti … tra tutta questa roba religiosa tu quando ti diverti con dei giochi da bambino?”.

“Il mio precettore dice che il divertimento è per gli stolti, ed è molto meglio che i bravi bambini come noi usino saggiamente del loro tempo”.

“Eh … ma facendo che cosa, scusa?”.

“Per esempio io trovo assai edificante il leggere sulla vita ed il martirio dei santi”.

“Eh … ma certo …vuoi mettere che divertimento alzarsi alle cinque per questo …”.

“Ma tu Birbo … tu come lo passi il tuo tempo?”.

“Eh … io nel Tempo ci vado a spasso sai … che oh … come ti ho detto prima vengo dal tuo futuro, e sono sempre in giro dall’inizio sino alla fine del mondo, e gioco a dadi coi soldati romani, e bevo vino coi filosofi greci, e poi evito le trappole per catturarmi di quegli stronzi degli ALLAMPANATI, e soprattutto mi diverto da matti vedendo cose parecchio molto strane, e vivendo delle assai incredibili avventure “.

“Ma questo mi sembra pericoloso … perché il tuo babbo te lo lascia fare?”.

“Eh … lui dice che devo stare molto attento, ma che però è contento che vado in giro, perché dice che non c’è peggior cretino di chi non conosce la storia … che non sapendola si fanno sempre gli stessi stupidi errori e non si migliora mai, eh?”.

“Davvero hai avuto delle avventure nel corso del tempo?”.

“Pfui … a centinaia ne ho avute di avventure… e con loro ci ho pure capito più che se avessi imparato a memoria tutti quanti i tuoi libroni religiosi, eh?”.

“Ma allora … scusa Birbo, ma perché non mi racconti qualcuna di codeste tue meravigliose avventure? Sai, anche a me piacerebbe diventare saggio, perché allora non dovrei più studiare tanto e forse potrei tornare a giocare come un bambino”.

“Eh Donatien … tra quello che ho visto e la gente che ho incontrato potrei dirti di quelle cose che … beh … ma solo se mi ci prometti di crederci … perché spesso incontro gente sciocca che crede che scherzo …”.

“Te lo giuro Birbo …ti ascolterò con la più grande attenzione e farò tesoro dei tuoi insegnamenti, parola di Donatien-Alphonse-Francois de Sade”.