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Coordinate spazio-temporali: tempo 6 settembre 1924, luogo una drogheria a Mooresville.

“Buongiorno signor droghiere, mi dà una stecca di liquirizia per favore?”.

“Eccola piccolino, sono solo cinque centesimi, bene, grazie”.

“Eh … certo che sono furbo io a venire a comprare la liquirizia nel passato, quando era più migliore e non costava quasi niente, eh?”.

“Fermi tutti, questa è una rapina. Tu pancione dammi tutti i soldi della cassa, ecco bravo, ehi ragazzino, tu che hai da guardare?”.

“Io? Niente signore, io penso solo a godermi la mia liquirizia da cinque centesimi, nient’altro”.

“Cinque centesimi di liquirizia? Allora sei un ragazzino ricco. Bene, dammela subito allora, la voglio io”.

“Cosa? Signore io sono solo un bambino con poche monetine in tasca, mi restituisca la liquirizia la prego”.

“Questa liquirizia ora è mia moccioso, fattene comprare un’altra da tuo ricco padre”.

“Ah sì? Beh … allora le garantisco che lei se ne pentirà signore”.

“John Dillinger non si pente mai di nulla moccioso, questo ti servirà da lezione.

“Sì, scappa pure, ma riderà bene chi riderà per ultimo, eh?”.

 

Nuove coordinate spazio-temporali: tempo marzo 1934, luogo un hotel a Tucson

“Ecco sceriffo, questa è la camera del ladro di liquirizia che cercate anche voi, però siamo d’accordo eh? Se gliela ritrovate in tasca la mia liquirizia poi me la ridate, eh?”.

“Come promesso bambino, se quell’uomo è davvero Dillinger ti darò tutta la liquirizia che ha in tasca, però ora fatti da parte che ora irrompiamo … attento Joe, sfondo la porta ed entriamo … SBAMMM … avanti ragazzi …bang …. bang …. fermi tutti …bang … bang … siete in arresto furfanti … ammanettateli, bene, portateli via ora “.

“Ehi signore quello lì è proprio Dillinger… e la mia liquirizia l’avete trovata?”.

“Ehi ragazzino … ma tu assomigli a quel moccioso a cui portai via … ma sono passati almeno dieci anni, non è possibile che tu sia lo stesso … “.

“Signore, ancora una volta le chiedo per favore di restituirmi la mia liquirizia, ce l’ha con sé?”.

“L’ultima che avevo l’ho appena mangiata, ah ah, peccato vero?”.

“Ah sì? Beh …di nuovo le garantisco che se ne pentirà signore”.

“John Dillinger non si pente mai di nulla moccioso”.

 

Ulteriori coordinate spazio-temporali: tempo 22 luglio 1934, luogo all’esterno di un cinema di Chicago

“Grazie per averci portato al cinema John, noi due adoriamo Clark Gable”.

“E io adoro voi ragazze”.

“Attento John, vedo laggiù alcuni uomini che puzzano di sbirro”.

“Bah … io non ho mai avuto paura degli sbirri”.

“Attento, ce ne sono altri laggiù che stanno parlando con quel brutto ragazzino”.

“Un ragazzino? Non sarà ancora quello della liquirizia?”.

“Ma John dove scappi? Non ti farà paura quel moccioso?”.

“Il bambino l’ha riconosciuto … sparate … bang … bang …bang “.

“Ahhhh … maledetti assassini, me l’avete ucciso”.

“bene signor Purvis, si ricorda l’accordo che avevamo fatto?”.

“Certo bambino, ragazzi controllategli le tasche e vedete se aveva una liquirizia”.

“Signore ce l’aveva davvero, eccola”.

“Siiiiiii è proprio lei, la riconosco perché ha ancora il segno dei miei piccoli denti, vedete dove l’ho succhiata? Beh … finalmente … ormai quasi non ci speravo più, grazie tante signori, eh?”.

“Grazie a te piccolo Birbo, ma sei sicuro di non volere la taglia che c’era sulla testa di Dillinger?”.

“Non voglio altro, grazie. L’importante è che quell’uomo cattivo si sia dovuto pentire d’essersi messo tra un bambino e la sua liquirizia, eh?”.